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DOPO STRASBURGO 22 Luglio Lug 2015 2024 22 luglio 2015

Unioni civili: chi vuole (e chi no) la legge

Il Mef ritarda. In Aula ai primi di agosto. Sel e M5s verso il sì. No di Ncd. Forza Italia e Pd divisi. Cosa prevede il ddl Cirinnà.

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L'aula del Senato.

Siamo rimasti tra i pochi paesi in Europa, e in tutto l'Occidente, a non avere una legge che riconosca i diritti delle coppie omosessuali.
E il cammino del ddl Cirinnà (dal nome della senatrice dem prima firmataria) in parlamento più che un iter è una via crucis.
Il 26 marzo la commissione giustizia del Senato aveva cominciato a discutere del disegno di legge che, una volta approvato, dovrebbe riconoscere, e disciplinare, le unioni civili.
Il 21 luglio è arrivata la sentenza della corte europea dei diritti umani di Strasburgo che condanna l'Italia per il mancato riconoscimento dei diritti Lgbt, ma il testo di legge è ancora in stand by a palazzo Madama.
DA GIOVANARDI 300 EMENDAMENTI. Il voto sui 4.200 emendamenti depositati (778 del Nuovo centrodestra, quasi 300 del solo Carlo Giovanardi) che, di scrematura in scrematura, sono diventati 1.500, non è mai iniziato e l'obiettivo di far arrivare la legge in Aula a luglio è ormai sfumato.
Il 22 luglio, la conferenza dei capigruppo ha stabilito che l'esame del testo comincerà nell'ultima settimana di lavoro prima della pausa estiva, sempre che per allora la commissione abbia concluso i suoi lavori.
SOLO IMPEDIMENTI TECNICI? Ufficialmente, c'è un impediemento tenico perché inizi l'esame del testo: il ministero dell'Economia non ha ancora inviato al Senato la relazione tecnica sulla copertura finanziaria del provvedimento e fino a quando palazzo Madama non riceverà il documento, il ddl non può proseguire il suo iter, né in Aula né in commissione.
Ma il nodo, in realtà, è tutto politico.

Le divergenze politiche dietro lo stop del provvedimento

Contrario al provvedimento è il partito del ministro dell'Interno, Angelino Alfano, il Nuovo centrodestra, che teme l'equiparazione delle unioni civili al matrimonio, anche se la relatrice Cirinnà ha sempre precisato che le norme non avranno nessun richiamo al matrimonio.
In realtà, i centristi temono che «si apra la porta ad adozioni, utero in affitto e reversibilità delle pensioni» anche per le coppie gay.
FORZA ITALIA DIVISA. Sinistra ecologia e libertà e il Movimento 5 stelle sono favorevoli al provvedimento e chiedono che venga approvato il più in fretta possibile, mentre Forza Italia è divisa al suo interno tra chi segue la linea Gasparri - Antonio Palmieri, Alessandro Malan - ed è disposto a discutere solo «aspetti marginali» della tutela delle coppie di fatto, essendo queste già tutelate dal codice civile, dicono i critici, purché ci si tenga ben lontani dal parlare di matrimonio o addirittura adozioni.
E chi invece sta con Alessandro Cecchi Paone, responsabile dipartimento diritti civili di Fi, che chiede l'approvazione così com'è del provvedimento.
MALUMORI ANCHE NEL PD. In verità, anche nel Pd le posizioni non sono univoche.
Nonostante il premier e il ministro Maria Elena Boschi abbiano assicurato che entro l'anno la legge sulle unioni civili verrà approvata, dentro il partito c'è una fronda di malpancisti.
A maggio, quattro senatori dem hanno presentato un ddl alternativo al testo “Renzi”, seguiti da altri 18, che si schiera contro la stepchild adoption.

Cosa prevede la legge in discussione al Senato

Il testo presentato da Cirinnà invece si compone di 19 articoli ed è diviso in due parti: unioni civili e convivenze. Ecco i punti principali.


ADOZIONI. Le coppie gay non potranno chiedere l'adozione, però è prevista la cosiddetta stepchild adoption: in sostanza, se uno dei due partner di una coppia omosessuale ha già un figlio, l'altro partner potrà adottarlo e il bambino potrà crescere nella nuova famiglia (ma solo nel caso in cui manchi l'altro genitore biologico). La stepchild adoption è già prevista per le coppie eterosessuali dall'articolo 44 della legge sulle adozioni.


COSTITUZIONE DELL'UNIONE CIVILE. Si sottoscrive di fronte a un ufficiale di stato civile, alla presenza di due testimoni e viene iscritta in un registro comunale. È certificata da un documento che contiene: dati anagrafici; regime patrimoniale; residenza. La coppia può scegliere uno dei due cognomi o decidere di adottare entrambi.


CAUSE IMPEDITIVE. L'Unione civile non potrà essere realizzata se una delle parti è ancora sposata, se ha meno di 18 anni (salvo apposita autorizzazione), se ha un'interdizione per infermità mentale, se ha un legame di parentela con il partner, se è stata condannata per omicidio o tentato omicidio del coniuge del partner.


REGIME GIURIDICO. Su diritti e doveri reciproci, figli, residenza, concorso negli oneri, abusi familiari, interdizione, scioglimento dell'unione, reversibilità della pensione, il testo base rimanda al codice civile nelle parti relative al matrimonio. Ma diversi emendamenti escludono questo rimando. Questa è una delle parti che potrebbe essere modificata sostanzialmente.


RECIPROCA ASSISTENZA. Sono riconosciuti alla coppia diritti di assistenza sanitaria, carceraria, unione o separazione dei beni, subentro nel contratto d'affitto, reversibilità della pensione e i doveri previsti per le coppie sposate. Anche per questa parte le proposte emendative porteranno modifiche.


CONVIVENZA DI FATTO. Il testo riconosce alcuni diritti base già riconosciuti dalla giurisprudenza (subentro nel contratto d'affitto, assistenza in ospedale, mantenimento temporaneo dell'ex partner in difficoltà) e la possibilità di regolare i rapporti patrimoniali attraverso contratti di convivenza di fronte a un notaio.

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