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ASTRONOMIA 23 Luglio Lug 2015 1935 23 luglio 2015

Nasa, le cinque missioni più importanti

Il telescopio Keplero scova una Terra gemella. Le missioni storiche dell'agenzia spaziale, da Apollo 11 a New Horizons.

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Siamo soli nell'Universo? Quella che per gli scienziati è sempre stata una domanda 'con gli anni contati' potrebbe aver trovato una risposta.
Giovedì 23 luglio la Nasa ha annunciato di aver scoperto «qualcosa che tutti hanno sognato per migliaia di anni»: una Terra gemella.
La sconvolgente rivelazione rappresenta una delle maggiori scoperte nella storia della National Aeronautics and Space Administration (Nasa), nata in piena Guerra fredda per disposizione dell'allora presidente degli Stati Uniti Dwight D. Eisenhower, un anno dopo la messa in orbita del primo satellite, il russo Sputnik.

La scoperta di Kepler-452b

Il pianeta Kepler-452b dista 1.400 anni luce dalla Terra e si trova in una zona abitabile.

Il pianeta appena scoperto si chiama Kepler-452b ed è stato scovato dal telescopio Keplero. L'agenzia spaziale americana ha spiegato che si tratta di «una sorta di cugino più anziano» del nostro pianeta, e non è escluso che sulla sua superficie possa essersi sviluppata la vita. A patto che contenga tutti gli ingredienti necessari, secondo la Nasa, le opportunità sono «notevoli». Il pianeta, infatti, è quasi della stessa dimensione della Terra (misura una volta e mezza il nostro globo) e si trova nella cosiddetta zona Goldilocks, ovvero nell'area 'abitabile' di un sistema stellare, dove la vita è possibile perché non fa né troppo caldo né troppo freddo per escludere la presenza di acqua. Inoltre, la stella attorno alla quale orbita somiglia al nostro Sole, anche se è più vecchia di 1,5 miliardi di anni. Da questo punto di vista il pianeta, lontano da noi 1.400 anni luce, potrebbe aiutare a prevedere l'evoluzione della Terra stessa.

New Horizons oltre i confini del sistema solare

Plutone visto dalla sonda New Horizons

Il 19 gennaio del 2006, dalla base di Cape Canaveral, la Nasa fece partire la sonda New Horizons, sviluppata per l'esplorazione di Plutone e del suo satellite Caronte.
Con una velocità di 58.536 km/h è l'oggetto costuito dall'uomo che ha raggiunto la velocità maggiore nel lasciare la Terra. La sonda ha raggiunto Plutone il 14 luglio 2015, inviando la prima immagine ad alta risoluzione del lontanissimo pianeta nano. La missione non è finita: il programma prevede infatti che la sonda raggiunga la fascia di Kuiper, con l'obiettivo di studiare uno dei corpi celesti che la compongono. La sonda contiene una parte delle ceneri di Clyde Tombaugh, l'astronomo che nel 1930 scoprì Plutone, un cd-rom con i nomi di 434 mila persone che si sono iscritte al progetto, due monete, due bandiere degli Stati Uniti e un francobollo del 1991 che recita: «Plutone: non ancora esplorato».

La Stazione Spaziale Internazionale

Samantha Cristoforetti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.

Il corpo umano non è fatto per vivere nello spazio. Si tratta di un limite potenzialmente in grado di vanificare missioni spaziali più lunghe e impegnative. Per questo la Nasa, assieme ad altre quattro agenzie spaziali (la russa Rka, l'europea Esa, la giapponese Jaxa e la canadese Csa), nel 1998 iniziò a costruire la Stazione Spaziale Internazionale. Il costo totale è stato stimato in 100 miliardi di euro in 30 anni. Il suo obiettivo, definito dalla Nasa, è quello di sviluppare e testare tecnologie per l'esplorazione spaziale, sviluppare tecnologie in grado di mantenere in vita un equipaggio in missioni oltre l'orbita terrestre e acquisire esperienze operative per voli spaziali di lunga durata, nonché servire come un laboratorio di ricerca in un ambiente di microgravità, in cui gli equipaggi conducono esperimenti di biologia, chimica, medicina, fisiologia e fisica e compiono osservazioni astronomiche e meteorologiche.

Alla scoperta del Pianeta Rosso

Marte visto dal lander della missione Mars Pathfinder.

La missione Mars Pathfinder partì dalla Terra nel dicembre del 1996 e atterrò su Marte nel luglio 1997. Nessun veicolo spaziale era mai arrivato prima sul Pianeta Rosso. Il modulo atterrò dolcemente sulla sua superficie e il lander inviò dati sulla Terra per tre mesi. Tra le altre cose, la missione ha rivelato che Marte un tempo era un pianeta caldo e umido, di gran lunga più 'amichevole' in termini di sopravvivenza umana di quanto non lo sia ora.

Il primo uomo sulla Luna

Neil Armstrong, il primo uomo sulla Luna.

La missione della Nasa Apollo 11 fu la prima a portare l'uomo sulla Luna. L'astronauta Neil Armstrong mise piede sulla superficie del satellite il 20 luglio 1969, pronunciando la storica frase: «Un piccolo passo per l'uomo, un balzo gigantesco per l'umanità». Il mondo intero lo stava guardando in televisione.

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