Papilloma Virus 120509183801
SALUTE 28 Luglio Lug 2015 1032 28 luglio 2015

Hpv, baciare può trasmettere il virus del papilloma

Sarebbe un fattore di rischio maggiore rispetto al fumo per lo sviluppo dei tumori della testa e del collo.

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Un'immagine del Papilloma Virus, infezione tra le principali cause del tumore alla cervice.

I papilloma virus umani (Hpv, dall’inglese Human papilloma virus) sono virus a Dna che si trasmettono per via sessuale e che si replicano nelle cellule dell’epidermide.
Ne esistono oltre 120 tipi, che si differenziano per i tipi di tessuto che infettano.
Di questi, più di 40 interessano l’epitelio anogenitale, e alcuni fra questi sono definiti Hpv ad alto rischio: sono quelli collegati all’insorgenza di vari tipi di tumori, soprattutto della cervice.
IL BACIO COME FATTORE DI RISCHIO. Secondo un recente studio citato sul Daily Mail, baciare sarebbe uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di tumori della testa e del collo, ancor più del fumo o dell'alcol, e il bacio alla francese sarebbe in grado di trasmettere il virus del papilloma. Secondo il chirurgo del Royal Darwin Hospital australiano, il dottor Mahiban Thomas, il virus è stato responsabile per il 70 % dei casi di cancro della testa e del collo.
COLPISCE ANCHE GLI UOMINI. Secondo lo specialista, per chi viene contagiato da Hpv in orofaringe, il rischio di sviluppare il cancro della testa e del collo era 250 volte superiore a quello di una persona senza il virus. Anche se più comunemente associato ai tumori della cervice, l'Hpv può colpire sia gli uomini che le donne. Ci sono più di 120 tipi di virus, ma solo circa otto ceppi 'ad alto rischio' possono causare tumori nell'orofaringe.
Il Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie ha svolto studi che suggeriscono che l'Hpv orale potrebbe essere trasmesso durante il sesso orale o con un bacio alla francese, e che circa il 7 % delle persone è affetto dall'Hpv orale.
Sempre secondo Thomas, recenti studi hanno suggerito che anche il petting senza interazione sessuale può essere in grado di trasferire il virus. «Se si guardano le cifre provenienti dagli Stati Uniti , il 70 per cento dei tumori della testa e del collo sono dovuti all'Hpv». «Se si ha l'HPV, si ha 250 volte la probabilità di sviluppare il cancro di una persona che non ha l'HPV ».

I numeri dell'infezione da Hpv in Italia e nel mondo

L'infezione da Hpv è estremamente frequente: si stima, infatti, che almeno il 75% delle donne sessualmente attive si infetti nel corso della propria vita con un virus Hpv di qualunque tipo, e che oltre il 50% si infetti con un tipo ad alto rischio oncogeno. A livello mondiale, secondo i dati dell'Istituto superiore di Sanità, la prevalenza delle infezioni da Hpv in donne asintomatiche varia dal 2% al 44%. Negli Stati Uniti, secondo uno studio pubblicato nel febbraio 2007, risulta positivo all’Hpv il 26,8% delle donne fra i 14 e i 59 anni, pari a 24,9 milioni di donne in tutto il Paese.
PIÙ DIFFUSO TRA LE GIOVANI DONNE. In Italia, studi condotti su donne di età tra 17 e 70 anni, mostrano una prevalenza per qualunque tipo di Hpv compresa tra 7 e 16%. La prevalenza aumenta al 35-54% in caso di donne con diagnosi di citologia anormale, per raggiungere il 96% in caso di displasia severa o oltre. La prevalenza delle infezioni da Hpv varia con l’età: è più elevata nelle giovani donne sessualmente attive, mentre un secondo picco di prevalenza si nota nelle donne intorno alla menopausa o dopo. Uno studio condotto nell’Italia settentrionale in donne tra 25 e 70 anni ha mostrato come la prevalenza diminuisca dal 13-14% nella fascia di età 25-39 anni, all’11% nelle donne tra 40 e 44 anni, e al 5% nelle donne oltre i 44 anni.
In ogni caso, la maggior parte delle infezioni (fra il 70 e il 90%) è transitoria, perché il virus viene eliminato dal sistema immunitario prima di sviluppare un effetto patogeno. In particolare, è stato documentato che, a distanza di 18 mesi dall’infezione, l’80% delle donne era Hpv-negativa. La probabilità che l’infezione evolva verso la persistenza sembra dipendere dal tipo del virus, ed è più elevata per i tipi ad alto rischio, incluso l’Hpv 16.
UN VACCINO PER LA PREVENZIONE. L’infezione da Hpv si trasmette soprattutto attraverso rapporti sessuali con partner portatori del virus. Fino a poco tempo fa, l’unico modo per prevenire il carcinoma cervicale era attraverso lo screening effettuato utilizzando il pap-test, tuttora raccomandato in Italia ogni tre anni per le donne tra i 25 e i 64 anni. Il pap-test consente infatti di identificare le lesioni precancerose e di intervenire prima che evolvano in carcinoma. Recentemente l’Agenzia europea per i farmaci (Emea) ha autorizzato in Europa il primo vaccino contro l’Hpv: il Gardasil, che previene le lesioni causate da quattro tipi del virus: Hpv 16 e 18 (complessivamente associati a circa il 70% di tutti i carcinomi cervicali), 6 e 11 (responsabili del 90% circa dei condilomi genitali). Il ciclo vaccinale consiste nella somministrazione, per via intramuscolare, di tre dosi, di cui la seconda e la terza a distanza di 2 e 6 mesi dalla prima. L’efficacia clinica del vaccino è stata valutata in donne tra 16 e 26 anni.

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