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INTERVISTA 30 Luglio Lug 2015 1405 30 luglio 2015

Migranti, il sindaco di Telgate chiede 37 euro per i suoi concittadini

I soldi dei profughi agli italiani. Con gli stessi moduli. L'idea del sindaco leghista. 

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Il governo paga 37 euro al giorno ai migranti che arrivano nel nostro Paese? Bene, la stessa cifra deve essere garantita anche agli italiani in difficoltà.
Non è uno degli slogan di Matteo Salvini - che a targhe alterne lancia l'allarme sulla «pulizia etnica» nei confronti degli italiani, discriminati rispetto ai «presunti profughi o richiedenti asilo» ospitati negli alberghi - ma il contenuto di una lettera «seria, serissima» che Fabrizio Sala, sindaco leghista di Telgate, nella Bergamasca, ha inviato ai suoi concittadini.

Alla lettera, il Comune - 5 mila anime nel 2013 - ha allegato un modulo da compilare, del tutto simile a quello per la richiesta per i servizi sociali e per gli anziani.
«La mia proposta», spiega a Lettera43.it Sala, «chiede la parità di trattamento tra gli italiani e i presunti richiedenti asilo, perché si sa che la maggior parte di coloro che arrivano sono clandestini che trovano un modo semplice per raggiungere l'Italia».
«SOLDI ANCHE AGLI ITALIANI». Il sindaco, già nel mirino delle associazioni per la cosiddetta ordinanza anti-ebola e per aver triplicato (da 100 a 325 euro) il costo del rilascio del documento di idoneità alloggiativa destinato soprattutto agli stranieri, ora rilancia: «Non vogliamo togliere i fondi agli immigrati, ma garantire lo stesso trattamento anche ai cittadini italiani. Nella nostra città, la crisi si è fatta sentire. Molti sono rimasti senza lavoro, in tanti casi le pensioni sono da fame e gli anziani spesso devono mantenere anche i figli disoccupati».
C'è però un unico problema. Anzi due.
NESSUN RICHIEDENTE ASILO NEL COMUNE. Il Comune di Telgate non ha accolto nemmeno un richiedente asilo. «Con gli altri sindaci della Bassa bergamasca ci siamo opposti a questo sistema. E poi già la presenza di stranieri da noi è al limite». Effettivamente la cittadina conta il 28,3% di cittadini stranieri regolari. Percentuale che ne fa il primo Comune della provincia di Bergamo per presenza di stranieri e il terzo della Lombardia. Però resta il fatto che di stranieri in alberghi o in altre strutture non ce n'è nemmeno l'ombra.
In secondo luogo, gli ormai famosi 37 euro pro capite provengono dal Fondo Europeo per i Rifugiati e le somme sono assegnate alle cooperative attraverso un bando di gara.

Fabrizio Sala, sindaco leghista di Telgate.

DOMANDA. Sindaco come la mettiamo? I fondi per l'accoglienza ce li dà l'Europa...
RISPOSTA. Non è esattamente così, mi sono informato.
D. E come sarebbe?
R. Solo un terzo delle spese è finanziato con i fondi europei, il resto lo mette il governo.
D. Ne è sicuro?
R. Me lo hanno confermato molti parlamentari.
D. E Salvini lo ha sentito?
R. Il segretario mi ha appoggiato dall'inizio in questa campagna. Ho avuto il suo benestare.
D. Quanti immigrati ha accolto finora il suo Comune?
R. Nessuno: ci siamo rifiutati.
D. Quindi nessun richiedente asilo...
R. No, siamo contrari a questo sistema. E poi che significa accoglienza diffusa? Quando poi gli stranieri arrivano, nessun amministratore locale li vuole. Il nodo poi non è solo politico.
D. In che senso?
R. È anche amministrativo. Il problema non è nell'immediato, quando questi arrivano, ma dopo. Se ottengono lo status di profugo il Comune se li deve prendere a carico.
D. Lo stabilisce la legge...
R. La casa, il vitto, l'alloggio, il ricongiungimento familiare. Sono tutte spese a carico dell'amministrazione comunale. E le nostre casse sono già tartassate da Roma.
D. Una volta che i suoi concittadini avranno compilato i moduli cosa farà?
R. Mi farò da tramite con il governo e chiederò di versare i sussidi.
D. Sindaco lei è stato portato in tribunale da alcune associazioni anti razziste per aver triplicato il costo del rilascio del documento di idoneità alloggiativa per gli stranieri.
R. Non è proprio così.
D. Spieghi.
R. Ho deciso di effettuare seri controlli con i tecnici del Comune, visto che molte autocertificazioni non erano corrette. E questo ha dei costi.
D. Che però ricadono sugli stranieri...
R. Questo non l'ho deciso io. È la legge nazionale che lo prevede. Come sindaco ho solo scelto di operare controlli approfonditi, che come ho già detto, hanno dei costi. E poi non pagano solo gli stranieri...
D. Come?
R. Se la casa non è a norma, i lavori sono a carico dei proprietari.
D. Lei fece discutere anche per l'ordinanza anti-ebola. Non era razzista nemmeno quella?
R. Assolutamente no. Era una circolare contro la diffusione delle malattie infettive. Chi arriva in Italia, magari dall'Africa, ha diritto all'assistenza sanitaria. Normale che il Comune chieda la certificazione dell'Asl e della presa a carico del medico curante.
D. Discriminatorio, non crede?
R. Con i ricongiungimenti familiari e i viaggi bisogna controllare. E poi spesso questi arrivano e non sanno nemmeno di avere certi diritti.

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