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ECONOMIA 1 Agosto Ago 2015 1222 01 agosto 2015

Bin Laden, l'impero della famiglia di Osama

Un impero da 5 miliardi. Costruzioni, comunicazioni, telefonia. E pure il marmo di Carrara. Gli affari dei fratelli dello sceicco del Terrore.

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Lo screenshot del sito della holding Bin Laden.

Una famiglia tanto numerosa quanto ricca quella dei Bin Laden.
LA FOTUNA IN ARABIA SAUDITA. Originaria dello Yemen, più precisamente della regione dello Hadramawt, negli Anni 30 il patriarca Mohammed Bin Laden si trasferì in Arabia Saudita dove costruì il suo impero.
Quattro mogli, tra le quali la siriana Alia Ghanoum madre di Osama, Mohammed padre di 52 figli morì - tragica coincidenza - in un incidente aereo nel 1967. La stessa sorte toccò poi al primogenito Salem, precipitato con un ultraleggero nei pressi di San Antonio, in Texas nel 1988.
LEADER NELLE COSTRUZIONI. I Bin Laden sono nel tempo diventati leader nelle costruzioni con il Saudi Binladin Group (Sbg). Con 5 miliardi di dollari di capitale, 800 milioni di giro d'affari annui e 55.700 mila dipendenti, è una delle multinazionali più potenti del mondo arabo.
Tra i clienti, come si legge nel sito, il governo di Damasco, la Repubblica dello Yemen, gli Emirati Arabi Uniti, la compagnia di aeroporti egiziana, e quella malesiana di Kuala Lumpur.
IL RESTAURO DEI LUOGHI SACRI. Tutto, però, cominciò con il restauro dei santuari di La Mecca (la Ka'ba) e di Medina (la Moschea del Profeta), ottenuti grazie all'amicizia che legava Mohammed ad Abdel Aziz al Saud, fondatore dell'Arabia Saudita.
Ancora oggi, il porto commerciale di Gedda, nel Mar Rosso, è il cuore del business della società, nel cui board siedono più di una dozzina di fratelli e fratellastri dello sceicco del Terrore.
OSAMA IMPRENDITORE. Molte sono le controllate della Sbg. Alcune create proprio da Osama come la Ladin International e la Taba, in Sudan, oltre alla Qudurat specializzata sempre in costruzioni e trasporti.
Società che garantivano all'ideatore dell'attacco alle Twin Towers le entrate necessarie per finanziare campi di addestramento e per acquistare armi.
GLI AFFARI CON I BUSH. La famiglia Bin Laden era in affari anche con l'Arbusto Energy dei Bush nella quale entrarono con alcune quote Salem, fratellastro di Osama, e Khaled Bin Mahfuz.
Già negli Anni 60, il patriarca Mohamed aveva messo gli occhi sul Texas. Quandò morì nel 1967, lo scettro passò proprio a Salem che ad Austin fondò la Bin Laden Aviation. Fondamentale passpartout per entrare nella vita politica degli Usa e garantire gli interessi sauditi.
LA SVOLTA DI BAKR. Dopo la morte di Salem nel 1988, il timone passò a Bakr - considerato attualmente uno dei 50 businessman più potenti del Golfo - che rivoluzionò la società creando la Mohammed Bin Laden Organization controllata da a 60 azionisti: tutti i figli maschi di Mohammed le 28 figlie e le vedove.
Il nuovo corso fu improntato sulla diversificazione: nel 1996 la Holding divenne azionista dell'Hard Rock cafè Middle East, concessionario ufficiale della catena nel mondo arabo, a Cipro, in Grecia e Turchia.
GIOIELLI, PROFUMI E TELEFONIA. Non solo, un fratello, Yeslam residente in Svizzera si lanciò nei gioielli e nei cosmetici, dando il suo nome a un profumo.
Nel portafoglio della Sbg ci sono poi quote della filiale londinese della Deutsche Bank e di Abn Amro. E il gruppo è tra gli azionisti di riferimento della National Commercial Bank di Gedda.
Bakr Bin Laden ha fondato anche la Trinford Investments S.A che controlla la compagnia di telefonia satellitare Iridium
LE MANI SU CARRARA. Nel 2014 la famiglia ha messo le mani anche sui marmi di Carrara con la Construction products holding company (Cpc), che controlla tra le altre la Marble and Granite international company (proprietaria di 26 cave nel mondo).
La società ha acquistato per 45 milioni il 50%, nella Marmi Carrara, azienda titolare del 50% di Sam, che detiene oltre il 30% delle cave toscane.

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