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IPSE DIXIT 8 Agosto Ago 2015 0900 08 agosto 2015

De Luca contro i giornalisti

Gomez? «Consumatore abusivo di ossigeno». Saviano? «Si inventa la camorra». Santoro? «Un cialtrone». La guerra del governatore contro la stampa.

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Vincenzo De Luca.

Tutta colpa della solita stampa. Vincenzo De Luca, governatore sceriffo della Campania, i giornalisti proprio non li sopporta. E non fa nulla per nasconderlo.
È accaduto anche durante la direzione Pd di venerdì, quando ha preso di mira il direttore de IlFattoquotidiano.it Peter Gomez che ha definito, tra gli applausi (già applausi, sic!) «un superfluo, un consumatore abusivo di ossigeno, un danno ecologico permanente».
GUAI A NOMINARE I COSENTINIANI. Il motivo di tanto colorito livore? Gomez, durante un dibattito su La7, aveva ricordato al Pd che se avesse rinunciato al bacino elettorale di Nicola Cosentino forse avrebbe perso.
Apriti cielo. Falsità per De Luca che ha rimproverato il direttore di essere pure un «somaro». «Su cinque province io ho perso su una sola provincia ed è la provincia di Cosentino», ha sbottato il governatore con orgoglio.
LA GAFFE SULL'ISVEIMER. Peccato poi che abbia confuso, forse accaldato dalla vis retorica, lo Svimez - che ha fotografato il disastro del meridione - con l'Isveimer, Istituto per lo Sviluppo economico per l'Italia meridionale, fondato nel 1938 con regio decreto e liquidato nel 1996.
Renzi ha cercato pure di correre ai ripari, ricordando che no, «il Pd non ce l'ha con la stampa» che è «ossigeno». Ma ormai la frittata - e gli applausi della platea dem sono lì a dimostrarlo - era fatta.
Gomez ha naturalmente risposto. «Spiace dover constatare, dalle reazioni in sala, sotto gli occhi del premier Matteo Renzi, che del partito degli eredi di Pio La Torre resta poco o niente. In politica selezionare portatori di voti e compagnie è essenziale. E i cosentiniani, politicamente parlando e non solo, sono delle cattive compagnie», ha tagliato corto sulla testata online.

«Saviano? Si inventa la camorra per non restare disoccupato»

Perché De Luca, come dice Gomez, «ormai lo conosciamo già».
Allergico alle critiche, il governatore ed ex sindaco di Salerno con la stampa ha sempre avuto rapporti burrascosi tanto da beccarsi in passato anche richiami da parte dell'ordine. E non importa se a irritarlo siano cronisti locali o volti mediatici.
«SI È INNAMORATO DEL PERSONAGGIO». Prima del direttore del Fattoquotidiano.it, infatti, De Luca se l'era presa con Roberto Saviano. «Si inventa la Camorra, anche dove non c’è, per non restare disoccupato», aveva dichiarato in un'intervista a Panorama. «Io credo che Saviano abbia grandi meriti ma anche un grande limite: sta innamorandosi del suo personaggio e della sua immagine», aveva aggiunto.
CONTRO I «MORALISTI DA SALOTTO». Durante la campagna elettorale per le Regionali, condita dalla querelle sulla sua «impresentabilità», 'O Sceriffo amava apostrofare i cronisti definendoli «eminenti» o «valorosi» opinionisti, e «moralisti da salotto».
Tutta l'informazione campana, a suo dire, aveva montato contro di lui una vera e propria macchina del fango per distrarre l'attenzione dell'opinione pubblica dai problemi reali.
A volte poi dalle (male) parole si è passati allo scontro fisico.
DALLE PAROLE AI CALCI. Un collaboratore di De Luca allontanò con violenza due videoreporter che cercavano di raggiungerlo alla fine di una conferenza stampa (più conferenza che stampa, visto che non erano stati previsti né contraddittorio né domande). A menar le mani fu il vicesegretario regionale Pd Nello Mastursi contro un giornalista di La7 e un corrispondente sempre de Ilfattoquotidiano.it.
LA DENUNCIA DEL SINDACATO. Atteggiamenti che non sono andati giù al Sindacato unitario dei giornalisti Campania.
«Le dichiarazioni del presidente De Luca rivolte ai giornalisti che seguono le vicende politiche della Regione ci hanno profondamente delusi e allarmati. Frasi come: 'Perché non fate lo sforzo di leggere e di informarci, invece di raccontare fesserie sui giornali? La quantità di imbecillità che ho letto sui giornali in questi giorni è sconvolgente… È tanto complicato informarsi?' non sono da politico equilibrato», scrissero sul loro sito appena dopo l'elezione, chiedendo al piddino «un uso corretto e responsabile del linguaggio, in attesa di dar corso agli impegni presi in campagna elettorale».
«Ora si misurerà la sua caratura politica: uomo di parola o solo di male parole», fu la 'maledizione'.


«Comprate zeppole al posto dei quotidiani»

Ma non è finita qui, anzi.
Pure da sindaco di Salerno De Luca aveva duramente attaccato i cronisti locali, invitando dal pulpito del suo show settimanale su Lira Tv i cittadini della città campana a «comprare zeppole al posto dei quotidiani».
«LA STAMPA? TUTTA MALVIVENZA». «Non leggete i giornali locali, non buttate soldi», aveva poi rincarato la dose. «È tutta malvivenza come direbbe il senatore Razzi».
La colpa dei giornalisti salernitani era sempre la stessa: non essere in linea con il «suo dogma politico-istituzionale», scrisse il Corriere del Mezzogiorno.
In quell'occasione, intervenne anche l'Ordine regionale che in un comunicato stigmatizzava i toni usati nei confronti dell’informazione. «Toni inaccettabili. Un conto è il diritto di critica, altra cosa è l’insulto sistematico nei confronti di un’informazione attenta, puntuale e professionale».
LA STRIGLIATA DI IACOPINO. Era entrato nella bagarre anche il presidente Enzo Iacopino che bacchettò il primo cittadino: «C'era chi si riferiva ai giornalisti chiamandoli 'iene dattilografe'. Recentemente il repertorio di insulti di Beppe Grillo ha riempito intere pagine. Ora anche il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, chiamato 'l'uomo venerdì' perché in questo giorno della settimana gratifica con il suo verbo i concittadini, grazie a un appuntamento televisivo, definisce 'cialtroni' i colleghi dei giornali locali».
Ma a Salerno la ruggine con l'informazione era di vecchia data.
«SALERNO CITTÀ DI IMBECILLI». Nel 2012 De Luca già redarguiva la stampa ribelle: «Noi abbiamo avuto un risultato elettorale straordinario, il 70,75% di consensi, e ci ritroviamo contro le televisioni e i giornali locali. Ma veramente questa è una città di imbecilli e la principale testimonianza di imbecillità e di cafoneria è nelle redazioni dei giornali locali che sono piene di imbecilli. Io lancerò nei prossimi giorni la lotta di liberazione dai cafoni, apro una nuova stagione di impegno politico in questa città. Dobbiamo aprire una lotta di liberazione, una lotta armata, dobbiamo fare un appello».
Insomma per il sindaco, l'unica preoccupazione dei quotidiani era «fare polemica con titoli falsi per vendere tre copie in più…».

«Santoro e Travaglio? Cialtroni»

Il giornalista televisivo Michele Santoro.

Guai poi a parlare di incompatibilità delle cariche.
Nel 2013, De Luca denunciò una congiura «politica e strumentale» contro di lui ordita dal «esponenti del Pdl che sono alla frutta» ma anche «da pezzi del Pd». L'anatema dell'allora sindaco-viceministro era contro Striscia la Notizia, le Iene e Report.
Sempre dal palco personale di Lira Tv, disse: «Hanno paura di me perché sono un uomo libero».
Ma è Il Fatto - sia esso online o cartaceo - a essere sempre stato il nemico pubblico numero 1 per De Luca.
«MARCO LO SFESSATO». Come un déjà-vu, ma con esito ben differente, durante la prima competizione elettorale contro Caldoro (che poi vinse le elezioni) nel 2010, attaccò duramente Marco Travaglio che aveva criticato la sua candidatura a causa delle grane giudiziarie. «Spero di incontrare quel grandissimo sfessato di Marco Travaglio di notte, al buio», fu il sobrio commento. Travaglio querelò e ottenne il rinvio a giudizio.
L'ORGOGLIO PER I PROCESSI. Non si salvò nemmeno Michele Santoro - detto «Michelino» - che come Travaglio fu chiamato pubblicamente «cialtrone». De Luca ringraziò quindi «quei due» per l'involontaria pubblicità
Sempre nel 2010, e qui si chiude il cerchio, dal salotto de L'Ultima parola di Gianluigi Paragone, se la prese con Gomez per gli stessi motivi: «Questo signore fa parte di quella sinistra incivile e non degna di un Paese democratico. Io sono orgoglioso dei miei processi, e lei deve vergognarsi».
Contento lui.

Twitter: @franzic76

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