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CRIMINALITÀ 8 Agosto Ago 2015 1800 08 agosto 2015

Messico, la tragica realtà delle fosse comuni

Trovati 1.200 cadaveri negli ultimi 8 anni. Ma l'antropologo Raygoza: «Sono 27 mila i desaparecidos». Il ruolo dei narcos.

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da Guadalajara

Il ritrovamento di una fossa clandestina in Messico.

Marcos Raygoza è un antropologo forense. In Messico, oltre a lui, ne esistono solo altri sei, nonostante il loro lavoro, negli ultimi anni, sia diventato indispensabile: da quando, cioè, il Paese si è trasformato in una grande fossa comune.
Secondo dati ufficiali della Procura generale di giustizia (Pgr), dal 2006 al 2014 sono stati rinvenuti circa 1.200 corpi seppelliti illegalmente, di cui l’80% non è stato identificato.
L'ULTIMO RITROVAMENTO A IGUALA. Una tragedia in gran parte dovuta allo scoppio della guerra fra i cartelli del narcotraffico.
L'ultima notizia, tratta da documenti della Pgr, parla del ritrovamento di 60 fosse clandestine con 129 cadaveri nel municipio di Iguala, Guerrero, da quando sono iniziate le indagini per la scomparsa di 43 studenti della scuola Normale di Ayotzinapa, avvenuta il 26 settembre 2014.
«27 MILA DESAPARECIDOS IN MESSICO». Raygoza, che lavora nell’Istituto di scienza forense di Jalisco, negli ultimi anni ha analizzato più di 500 corpi irriconoscibili, spesso in stato avanzato di decomposizione, bruciati o smembrati. Il suo lavoro, basato sull'analisi delle ossa, rappresenta l’ultima possibilità di dare un nome a quei cadaveri quando l'esame del Dna si rivela inutile.
«Questa situazione ha un costo sociale molto alto», dice a Lettera43.it, «in Messico ci sono 27 mila desaparecidos, e le famiglie tutt'ora non hanno un corpo su cui piangere».

Cifre discordanti: l'esecito contraddice la Procura generale di giustizia

Per l'antropologo forense Marcos Raygoza in Messico i desaparecidos sono 27 mila.

Le cifre sono discordanti. La Pgr sostiene che in otto anni, dal 2006 al 2014, sono state scoperte 149 fosse clandestine in tutto il Paese. Da parte sua, l’esercito l’anno scorso dava notizia del ritrovamento di 198 fosse clandestine con un totale di 466 cadaveri solo tra il primo marzo 2011 e il 4 aprile 2013.
Per la ong Fundec, Famiglie unite per i nostri desaparecidos e desaparecidas, quantificare le tombe clandestine in Messico è impossibile, perché diverse parti del Paese sono diventate ormai enormi cimiteri ancora da esplorare, e le ricerche delle autorità danno ancora scarsi risultati.
FOSSE IN 18 DEI 32 STATI DEL PAESE. Il primo caso che accese i riflettori sul fenomeno fu il ritrovamento nel 2010 di 72 corpi a San Fernando, nello stato del Tamaulipas, al confine con gli Stati Uniti: corpi che appartenevano a migranti centroamericani che sarebbero stati uccisi dal cartello degli Zetas, per non aver voluto entrare nelle loro fila. Un anno dopo, nello stesso comune, sono state scoperte altre fosse ed esumati 193 cadaveri.
Ritrovamenti di questo genere si sono verificati in almeno 18 dei 32 stati del Messico. Uno dei più sconvolgenti, a La Barca, Jalisco, nel novembre del 2013: 22 fosse e 84 corpi.
LE MINACCE DEI NARCOS. Nel reparto di Raygoza, uno scheletro ritrovato in una fossa giace su un lettino. Ha un foro di proiettile nel cranio, la cassa toracica distrutta, le gambe fratturate: «L’hanno picchiato, torturato e poi gli hanno dato il colpo di grazia», dice Raygoza.
Per via del lavoro che fa, Marcos è stato minacciato ripetutamente dai narcos. Ma non ha alcuna intenzione di fermarsi. Continuerà ad analizzare quei corpi senza identità. Per dare loro un nome e una dignitosa sepoltura.

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