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REPORTAGE 8 Agosto Ago 2015 1500 08 agosto 2015

San Salvi, ex manicomio devastato dal nubifragio

Una città nella città di oltre 30 ettari nel cuore di Firenze. Colpita dalla bomba d'acqua, l'ex fortezza dei matti oggi è a rischio. Chi la ristrutturerà?

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da Firenze

Il vento ha soffiato più forte della follia.
Gli alberi che ascoltavano le storie dei “matti” sono caduti, a decine sono spezzati nel parco. I vetri dei padiglioni dei reclusi si sono infranti, come rotti da un Urlo di Munch.
NELL'EX CITTADELLA DEI 'MATTI'. San Salvi, Firenze: 32 ettari nel cuore della città dove sono state rinchiuse fino a 4 mila persone.
Uno dei più grandi (ex) manicomi italiani, il lager di «donne e uomini incarcerati, legati, puniti e umiliati» che nel 1968 i fotografi Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin scelsero per documentare la dignità calpestata, è anche tra i luoghi più feriti del nubifragio del 1 agosto.
PARCO E PADIGLIONI ROVINATI. Il poeta Dino Campana, suo internato più illustre, avrebbe avuto molto da scrivere sui suoni e sui moti della natura che hanno scosso questa cittadella dal grande vissuto.
Diversi dei 20 padiglioni di San Salvi sono rovinati: tetti divelti, finestre spaccate, facciate da rifare. Pini e cedri di 150 anni erano lì ancora prima che il manicomio nascesse nel 1890 e improvvisamente non ci sono più.

Uno dei pini secolari caduti di San Salvi (Barbara Ciolli).


Non è solo memoria da proteggere, perché il passato non torni.
San Salvi resta una città nella città: ci sono dipartimenti Asl, uffici comunali, sedi scolastiche e universitarie, centri sociali e culturali.
Ogni struttura conta i danni, qualche servizio sanitario - l'ex manicomio ospita ancora un centro di salute mentale e alcune residenze sociali - è stato temporaneamente chiuso.
PING PONG TRA ENTI. Molto sarà riparato nella pausa estiva, gli ingranaggi burocratici e amministrativi ripartiranno.
Ma qualcosa si è rotto nell'ex manicomio fiorentino e, come per le menti dei “matti”, sarà difficile aggiustarlo per le controversie tra enti pubblici sulla proprietà e i pochi soldi per investire nella storia, nell'estetica e nel rilancio del San Salvi.
LAVORI ALLA SCUOLA. La memoria ha un costo. Solo gli alberi caduti, più vecchi di quelli neiparchi dei Lungarni rasi al suolo, sono una perdita gravissima. Con gli immobili di pregio si sfiora il milione di euro di danni.
Nel week-end, alla scuola elementare hanno montato le impalcature: «Prima non c'erano», raccontano a Lettera43.it gli operai, «parte del tetto è scoperchiato, i campi estivi sono stati chiusi». La vicina facoltà di Psicologia resta aperta, ma con il giardino transennato.

  • Uno scatto del reportage di Cerati e Berengo Gardin a San Salvi (1968).


Tranquilli, infermi, paralitici. Semiagitati, agitati, spenti. Sudici ed epilettici.
Ogni padiglione psichiatrico un nome.
Al numero 16, la compagnia teatrale Chille de la Balanza, a San Salvi per ricordare la tragedia e le storie dei cosiddetti “matti”, è stata miracolata.
MORTI PINI SECOLARI. Un pino secolare è caduto sopra un altro albero, risparmiando il tetto della sede. L'acqua è entrata nei magazzini e negli studi, la settimana di sosta è saltata.
Ma il palco è stato rimontato e l'evento cult di San Salvi città aperta, la Passeggiata degli spettatori tra i fantasmi presenti e passati della malattia mentale e degli ex manicomi, si terrà, con qualche variazione di percorso, il 12 agosto.
GARA DI SOLIDARIETÀ. Resta in programma anche la cocomerata e il concerto di Ferragosto.
«È subito scattata una bella gara di solidarietà. Il nostro pubblico, chi ci segue da anni, ci ha chiamato ed è venuto ad aiutarci. Portano offerte e versano donazioni per la nostra campagna», racconta il fondatore della compagnia Claudio Ascoli.

I lavori alla scuola elementare dentro San Salvi, semiscoperchiata (Barbara Ciolli).  

Al San Salvi dei “matti” che non erano “matti” ma malati come gli altri, invalidi poveri, omosessuali e donne emarginate, gli “strani” che da sempre turbano il cosiddetto ordine sociale, hanno cantato Simone Cristicchi e diversi artisti.
Le scritte e i disegni sui muri parlano. Tra i padiglioni ci sono i corridoi sopraelevati e gallerie sotterranee.Negli scantinati c'è un archivio storico con le cartelle cliniche anche di fine '800.
LE RESIDENZE SANITARIE. Ora gli “spenti” e gli “agitati” delle vecchie sezioni risiedono nelle strutture di San Salvi gestite, attraverso la Asl, dalle cooperative. Gente che ha passato una vita in manicomio e che, chiuso, non sapeva più dove andare. Ma ci sono anche nuovi arrivati.
Non si finirebbe mai di raccontare e di cercare. Ma il futuro della cittadella è un grande punto interrogativo.
NESSUN PIANO DI RECUPERO. Dalla chiusura nel 1998, 20 anni dopo e per effetto della legge Basaglia (1978), dell'ospedale psichiatrico si dibatte, come per gli altri ex manicomi d'Italia e negli opg da smantellare, su cosa debbano diventare.
La memoria è un dovere, San Salvi un simbolo e un monito. Ma manca la volontà per investire e rilevarlo.

Uno scorcio dell'ex manicomio da uno dei padiglioni danneggiati (Barbara Ciolli)


L'Asl, ossia alla fine la Regione, avrebbe potuto venderlo o cederlo, ma è stata bloccata dai vincoli ambientali della Soprintendenza.
E poi vendere a chi, a privati? Chi anima quel che resta delle strutture e gli stessi ex responsabili dell'ospedale psichiatrico chiedono da anni alle istituzioni un progetto serio sull'area che unisca cultura e sociale, senza specularci sopra.
Ma il rimpallo è prevalso sulla concertazione, nonostante l'adesione dei cittadini (non solo fiorentini) alle iniziative nell'ex manicomio.
UNA QUESTIONE ANNOSA. Cadere nell'epicentro del disastro, il quartiere di Campo di Marte nella zona vittima della bomba d'acqua, riporta alla luce e aggrava una questione irrisolta. Non è compito solo dell'Asl ideare il recupero di San Salvi, non ne avrebbe neanche le competenze.
Ma né l'Amministrazione comunale né la Regione hanno piani a lungo termine, la discussione è in «stand by».
COMPETENZA DELLA ASL. Gli ettari di terreno non figurano nell'elenco parchi, comunali per i quali sono raccolti e stanziati fondi per l'emergenza e, specie stavolta, ci sono altre priorità.
«Non è un parco comunale», conferma da Palazzo Vecchio l'assessore al Welfare e alla Sanità Sara Funaro, «certamente gli interventi immediati sono stati svolti in coordinamento anche con il Comune. Ma la competenza, anche per la riqualificazione, spetta alla Asl».

  • Un documentario girato su San Salvi.


Twitter: @barbaraciolli

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