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BUSINESS 12 Agosto Ago 2015 1248 12 agosto 2015

Amsterdam-Napoli sola andata: la rotta dell'ecstasy

I clan si riforniscono in Olanda. E usano le cubiste per lo smercio in discoteca. Scarsa tracciabilità, bassi costi, guadagni del 4.000%: gli affari loschi dell'Mdma.

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I vecchi segugi delle squadre narcotici storcono il naso quando sentono parlare di ecstasy. «Perché è una droga di nicchia», dice un investigatore a Lettera43.it, «e perché è maledettamente complicata da inseguire».
Si contano sulle dita di una mano i clan della camorra napoletana che si occupano del traffico di pasticche.
«GUADAGNO FENOMENALE». Ci sono i gruppi criminali di Qualiano e di Boscoreale, paesoni al Nord e al Sud del capoluogo; e ci sono le cosche di Secondigliano e Melito, dove comandano i narcos affiliati al cartello mafioso degli 'scissionisti', gli eredi del boss Paolo Di Lauro, detto Ciruzzo 'o milionario.
«Non è tanto un problema di capitali da investire», continua l'investigatore, «quanto di agganci giusti e di una buona rete di distribuzione. Tutto il business, infatti, si sviluppa esclusivamente nel mondo del by-night, e lì se non hai 'promoter' in gamba non sfondi. Il guadagno, però, è fenomenale».
RIFORNIMENTO AD AMSTERDAM. È un mercato strano, quello delle pastiglie. Sia in termini di approvvigionamento sia di smercio.
Non è come per la cocaina, insomma, che si trova e vende a ogni angolo di strada.
I camorristi che trafficano in ecstasy - rivelano alcune recenti indagini - devono rifornirsi esclusivamente ad Amsterdam, in Olanda. Spesso fanno tutto in un solo giorno grazie ai voli low-cost. Andata e ritorno a distanza di poche ore, giusto il tempo di scegliere la 'merce'.

L'ecstasy, o Mdma, è un composto semisintetico ottenuto dal safrolo.

Una pillola costa 40 cent all'ingrosso: stock minimi di 5 mila pezzi

Gli stock minimi sono di 5 mila pezzi.
Il costo unitario di una pillola è, all'ingrosso, di 40 cent.
Al dettaglio, in discoteca, oscilla tra i 5 e i 15 euro con un ritorno sull'investimento di oltre il 4 mila per cento.
Insomma, puntando 2 mila euro e si arriva a incassare in media fino a 200 mila euro.
STOCCAGGIO IN MANO AGLI ALBANESI. Lo stoccaggio di ecstasy nel Paese dei tulipani è in mano agli albanesi. Prendono l'ordinativo e si mettono d'accordo sul trasporto che sarà poi a carico degli acquirenti.
A Napoli lo stupefacente arriva solitamente in due o tre tranche, in auto o camion provenienti dal Nord Europa.
I narcos partenopei, secondo alcune informative delle forze dell'ordine, riforniscono le piazze del Lazio, della Riviera romagnola e dell'Abruzzo, soprattutto. Anche se la 'polverizzazione' dei canali di vendita al minuto impedisce una reale mappatura.
LA MERCE ENTRA CON LE CUBISTE. Spesso, a portare la roba sulle piste da ballo o nei luoghi di aggregazione giovanile sono le ragazze immagine o insospettabili cubiste che passano inosservate ai già scarsi controlli lavorando in collaborazione con gli entourage dei dj.
Pensare di stroncare il traffico di ecstasy coi sistemi d'indagine antidroga classici è una strategia destinata a fallire: non solo per i tagli del governo e il ridimensionamento degli apparati investigativi che hanno spolpato gli organici, ma soprattutto per un motivo 'ambientale'.
«QUI LE AMERICANATE NON PIACCIONO». «Il mondo della notte è un mondo a parte. Se ci vuoi infiltrare un poliziotto o un carabiniere lo devi scegliere con cura. Non puoi mandarci uno di mezza età, calvo e con la pancia. I pusher gli riderebbero dietro un minuto dopo averlo visto al bar», spiega l'investigatore. «Devi prendere uno che magari in discoteca ci va ancora, o che c'è andato fino a poco tempo fa. Uno che sa come muoversi e che sa leggere i 'movimenti'. Ma ai piani alti queste cose all'americana non piacciono. In Italia gli sbirri fanno l'orario d'ufficio, lavorano di giorno e dormono di notte. Proprio quando i lupi iniziano a uscire dalla tana».

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