Camion 150827151841
EMERGENZA 28 Agosto Ago 2015 1845 28 agosto 2015

Migranti nei tir: i controlli esistono solo sulla carta

Ispezioni assenti e libera circolazione dei mezzi: l'Europa è una grande prateria. Così i camion vengono presi d'assalto. Arresti dall'Ungheria fino all'Inghilterra.

  • ...

Il camion dove sono stati trovati i corpi dei migranti.

Settantuno corpi, tra cui quelli di quattro bambini e otto donne, sono stati trovati senza vita all'interno di un camion abbandonato su un'autostrada austriaca.
Erano migranti, con buona probabilità siriani, che avevano scelto la via di terra per raggiungere l'Europa.
Ma il loro viaggio si è interrotto ai bordi di una strada.
La polizia ungherese ha fermato tre sospettati bulgari: sarebbero loro gli scafisti su ruote che hanno caricato i profughi.
MORIRE ALL'INTERNO DI UN CAMION. Ormai, in questo esodo senza fine, non si muore solo annegati nel Mediterraneo o soffocati nella stiva di un barcone.
I migranti sono pronti a tutto: a nascondersi in un autoarticolato parcheggiato in un porto (con o senza il beneplacito dell'autista), o a rannicchiarsi tra le ruote.
Come aveva raccontato a Lettera43.it Majid, 21 afghano, arrivato in Italia all'interno di un camion.
TREMILA EURO PER 'IMBARCARSI'. «Con 3 mila euro l'autista del tir ti imbarca», aveva spiegato il ragazzo. «Io ne avevo solo 1.500 e così mi hanno fatto salire a bordo da clandestino».
Dopo vari tentativi, anche Majid ce l'ha fatta. «In Grecia sono salito su un articolato di 18 ruote che trasportava tessuti. Tutti i container erano pieni. Ho trovato con altri 10 un po' di posto. Ma dovevamo stare sdraiati in 40 centimetri di altezza. Quando mi sono reso conto di essere sul traghetto ho provato un senso di felicità anche se non sapevo nemmeno dove fossimo diretti».

Il cabotaggio: libera circolazione di mezzi e nessun controllo

Migranti a Calais.

Ma com'è possibile che 70 persone viaggino all'interno di un camion per l'Europa senza che nessuno se ne accorga?
La risposta è una: cabotaggio. Cioè l'attività di un mezzo stabilito in un Paese membro dell'Ue al quale è consentito svolgere, temporaneamente, attività di autotrasporto per conto di terzi all'interno di un altro Paese membro.
Le regole ci sono, naturalmente. A mancare, però, sono i controlli che nella maggior parte dei casi sono eseguiti a campione.
Del resto sono milioni i mezzi che si spostano nel Vecchio Continente.
TRE TRATTE E POI A CASA. I tir in attività di cabotaggio, per esempio, possono svolgere solo tre tratte all'interno del Paese cosiddetto ospitante. Per una durata massima di sette giorni.
Inoltre il conducente è tenuto a presentare una documentazione accurata del carico, del destinatario e del mittente.
Ma una volta entrati, ci si trova in una sorta di prateria dove (quasi) tutto è possibile.
«GLI STRUMENTI CI SONO MA COSTANO». «I dispositivi per i controlli esisterebbero», spiega a Lettera43.it Cinzia Franchini, presidente nazionale di Fita-Cna, «ci sono i navigatori satellitari, per esempio, o gli scanner alle frontiere come in Canada. Il fatto è che utilizzarli costa parecchio. Occorrerebbero maggiori investimenti, soprattutto ora».
La pensa allo stesso modo Salvatore Puleri, direttore di un consorzio di autotrasportatori ad Agrigento: «Quasi sempre per passare è sufficiente la dichiarazione del conducente», dice. «Non vengono più aperti i camion per i controlli».
ZONE PORTUALI A RISCHIO. E così i migranti saltano sul rimorchio di nascosto. Oppure sono fatti 'accomodare' dietro adeguato pagamento.
Aree di servizio, parcheggi o porti non fa molta differenza.
«Molte volte», continua l'autotrasportatore, «abbiamo bloccato persone che cercavano di salire a bordo mentre il tir era parcheggiato nella piazzola di servizio». Ma sono le aree portuali le zone più a 'rischio', «dove si lascia il semirimorchio - magari non perfettamente chiuso - prima dell'imbarco».
ARRESTI ANCHE IN INGHILTERRA. Accade soprattutto a Calais, sottolinea Puleri. «Un nostro associato ha rischiato l'arresto arrivato nel Regno Unito perché trasportava a sua insaputa alcuni profughi».
Ma non ha mai sentito casi di «scafisti su ruote». Almeno nel nostro Paese.
Anche se, il 28 agosto, sono stati trovati 27 migranti nascosti proprio in un camion italiano. L'uomo è stato poi rilasciato dalla polizia britannica: i profughi erano saliti sul mezzo di nascosto.
La vicenda austriaca, quindi, è un'altra storia: «Non ti entrano 70 persone in un camion senza che l'autista se ne accorga...».

Twitter @franzic76

Articoli Correlati

Potresti esserti perso