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STORIE 3 Settembre Set 2015 1823 03 settembre 2015

Scuola, la scelta di chi parte: «Felice? Soltanto a metà»

Dieci giorni per lasciare la Puglia. Destinazione Benevento. La storia di Adriana, insegnante con un figlio e tanti dubbi: «Sarà dura, ma non posso lamentarmi».

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C'è chi dice no. E al posto fisso finisce col preferire la famiglia.
Poi c'è chi, come Adriana, la famiglia è quasi costretta ad abbandonarla. E a mettere 400 chilometri tra la cattedra che da anni sperava di ottenere e il bimbo di quattro anni che, almeno per ora, resterà con suo marito. Lasciando la precarietà in provincia di Lecce per la stabilità di Benevento.
Una mosca bianca nel panorama che vede un'ingente migrazione di prof da Nord a Sud.
LA CHIAMATA A SORPRESA. La chiamata del ministero, con l'ormai famigerata mail nella notte a cavallo tra l'1 e il 2 settembre, l'ha colta alla sprovvista.
Felice? «A metà», confessa a Lettera43.it, conscia di essere considerata da molti colleghi una privilegiata. Il suo nome figura, infatti, tra i 9 mila destinatari dell'ultimo piano di assunzione della Buona scuola, quella fase B che ha sollevato un polverone, spingendo molti insegnanti a parlare di «deportazione».
Non usa mai questa parola Adriana, ma non fa mistero che la scelta di partire è stata a dir poco sofferta.

DOMANDA. Come si sente a dover ricominciare daccapo?
RISPOSTA. Da una lato c'è soddisfazione per una conquista che pone fine ad anni di precariato. Dall'altro, lo può immaginare, la fatica di dover lasciare i miei affetti tra 10 giorni. Se sono felice? A metà.
D. Il 'cervellone' del ministero le ha dato in sorte Benevento. Immagino non fosse la sua prima scelta.
R. Tra le preferenze avevo chiaramente inserito in primis le province pugliesi. Poi altre città dalle distanze non incolmabili. Non mi posso lamentare di Benevento.
D. Molti suoi colleghi hanno esercitato l'opzione della supplenza annuale.
R. Un'opportunità che non mi è stata concessa, data la mancanza di posti liberi per la mia classe di concorso. Per questo ho deciso di partire.
D. Quanti giorni ci ha pensato su?
R. Pochi a dire il vero, non avevo molta scelta. Rifiutando sarei stata estromessa da tutte le altre chiamate. E, comunque, avrei avuto tempo solo fino all11 settembre.
D. Si sta già organizzando?
R. Partirò quel weekend. Il 14 mi devo presentare a scuola. Il giorno dopo inizio a lavorare.

D. La sua famiglia come l'ha presa?
R.
Ne abbiamo discusso e abbiamo deciso assieme. Per ora mio figlio starà con mio marito. Non è così semplice trovare una scuola dell'infanzia per lui.
D. Ha già una sistemazione?
R. Stavo dando un'occhiata alle agenzie immobiliari. I primi tempi starò in un bed and breakfast.
D. Le difficoltà sono anche di natura economica...
R. Considerato che ho ancora un mutuo da pagare... Lo stipendio da insegnante, poi, non è di certo faraonico.
D. Oltra alla distanza inferiore, ha inciso il costo della vita nel dare la priorità a Benevento piuttosto che a una grossa città?
R. Non le nego che, avendoci vissuto per anni, fossi finita a Milano avrei fatto fatica a tirare avanti.
D. In cuor suo spera di poter tornare indietro?
R. Me lo auguro, spero che qualcosa migliori già dall'anno prossimo.

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