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LAVORO 4 Settembre Set 2015 1758 04 settembre 2015

Jobs Act, decreti approvati: ok al controllo a distanza

Via libera in Cdm. Purché sia rispettata la legge sulla privacy. Dimissioni in bianco addio.

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Giuliano Poletti, ministro del Lavoro.

Ora sì che la riforma del lavoro è completa.
E il tanto discusso Grande Fratello ne esce un po' ridimensionato.
POLETTI SODDDISFATTO. Il Consiglio dei ministri ha approvato, infatti, in via definitiva i quattro decreti attuativi conclusivi del Jobs Act. All'interno anche le novità sui controversi controlli a distanza.
«Sono soddisfatto, abbiamo portato termine la riforma», ha detto il ministro Giuliano Poletti, prima di aggiungere: «Abbiamo rimesso al centro il contratto a tempo indeterminato. Centinaia di migliaia di precari hanno un contratto stabile».
Ecco, nel dettaglio, le misure principali.

1. Controlli nel rispetto della privacy

I controlli a distanza sui dispositivi di lavoro in dotazione ai lavoratori potranno avvenire, ma solo nel rispetto della normativa della privacy.
Su tablet e cellulari, dunque, non potranno essere montate strumentazioni o applicazioni con funzioni di controllo.
«Se si vuole rispettare la riservatezza, devono esserci solo applicazioni finalizzate al lavoro per il quale quegli strumenti sono stati consegnati». «Quello che serviva era una legge chiara e rispettosa della privacy», ha spiegato Poletti.
LAVORATORI DA INFORMARE. Continuerà a servire un accordo sindacale, dunque, solo per poter installare un impianto di sorveglianza fisso, mentre nessuna autorizzazione sarà richiesta per dotare i lavoratori di strumenti di lavoro: dal cellulare al tablet, al pc.
I dati raccolti da questi strumenti potranno essere utilizzati dalle imprese, ma sempre e solo all’interno dei paletti relativi all’informazione e al rispetto della privacy e mai per motivi di controllo a distanza. Sia sugli impianti fissi che sugli strumenti di lavoro, viene «richiesto esplicitamente che ci sia una preventiva informazione dei lavoratori».

2. Cassa integrazione estesa per 1,4 milioni di lavoratori

La cassa integrazione viene estesa a 1,4 milioni di lavoratori delle aziende da 5 a 15 dipendenti.«L'ammortizzatore in costanza di rapporto di lavoro» - ha spiegato Poletti - «durerà 24 mesi in un quinquennio mobile, periodo che sale fino a 36 se si usa la solidarietà». «Sulle aliquote», ha aggiunto, «si applica il meccanismo bonus malus, paga di più chi più usa la cassa».
NASPI A 24 MESI. Il ministro ha precisato anche che la Naspi, il nuovo assegno contro la disoccupazione involontaria, durerà 24 mesi.

3. Stop alle dimissioni in bianco

Addio alle dimissioni in bianco.
La certificazione della richiesta di dimissioni dovrà essere fatta «su un modulo che va scaricato dal sito del ministero del Lavoro, se non c’è un modulo datato e certificato la dimissione non è valida».
VITTIME LE DONNE. «Nel nostro Paese il fenomeno delle dimissioni in bianco ha colpito soprattutto le donne», ha ricordato Poletti, ma da oggi «i fogli bianchi non sono più utilizzabili» e «questo è un dato di civiltà importante».

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