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INTERVISTA 19 Settembre Set 2015 1800 19 settembre 2015

L'orgoglio di essere cornuti: il primato di Ruviano

La D'Urso incorona Auletta come paese con più traditi. Ruviano però non ci sta. «Il record è nostro», dice il sindaco. Che a Lettera43.it parla di riti e tradizione.

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Assicura di sentirsi «profondamente rammaricato per il torto subìto». E che quello dei tradimenti e delle corna «è un primato che spetta di diritto al paese di cui sono sindaco».
Perciò, chiede che Barbara D’Urso - che a Pomeriggio Cinque ha definito Auletta in Campania «il luogo in cui le donne tradiscono di più» - di smentire in diretta e di chiarire che «il record dei tradimenti di coppia (e dunque dei mariti cornuti) in Italia va riconosciuto a Ruviano», 1.872 abitanti sulle colline intorno a Caserta, «da sempre celebrato come il vero, unico, inimitabile paese dei cornuti».
OGNI 11 NOVEMBRE SI FESTEGGIA. Non a caso, a Ruviano ogni 11 novembre (san Martino, ndr) si organizza una grande festa che vede la partecipazione di migliaia di turisti e - soprattutto - delle centinaia di soci (tutti cornuti dotati di certificato controfirmato dalla consorte) ben bardati nelle corna di cervo per la processione agli ordini dei venti saggi che eleggono il cornuto più cornuto dell’anno.
L'ORGOGLIO DI ESSERE 'CORNUTONE'. «Siamo alla 39esima edizione», racconta Roberto Cusano, 44 anni, il sindaco di Ruviano, che in paese è orgoglioso di essere riconosciuto come “il cornutone” per eccellenza.
E al suo “pari grado” di Auletta, offeso con la D’Urso per il poco gradito primato, consiglia amichevole: «Non si arrabbi, ché al mondo esistono guai ben peggiori. La prenda a ridere. Anzi, venga da noi, nel paese di cornuti: un po’ di ironia non potrà che fargli bene».

Un momento della Festa dei cornuti.

DOMANDA. Sindaco, davvero siete il paese dei cornuti?
RISPOSTA. Certo, dal 1976 in maniera ufficiale. A proposito, ma lei è già iscritto o no?
D. No grazie.
R. Venga, s'iscriva: sono sicuro che ne ha diritto. I Saggi la aspettano per l’iniziazione.
D. Spiritoso. Ma, intanto, Barbara D’Urso vi ha tolto il primato.
R.
Quale primato?
D. Di essere il paese dei cornuti. Ha detto che il record ce l’ha Auletta in Irpinia.
R.
Beh, sono incazzato. Anzi, molto rammaricato.
D. Perché?
R. L’ingiustizia è palese: il paese dei cornuti, lo sanno anche le pietre, è Ruviano. Chiedo alla D’Urso, tramite Lettera43.it, di ascoltare le nostre ragioni.
D. I più cornuti: è un bizzarro primato. Perché ci tenete così tanto?
R.
Su questa storia che siamo i più cornuti ci campiamo dal 1976, da quando tre giovanotti un po’ brilli una notte decisero che il nostro bel paesino sulle colline poteva diventare famoso.
D. Ci sono riusciti?
R. Sì. Oggi ci conoscono ovunque. Siamo alla 39esima edizione della festa annuale dei cornuti.
D. Che cosa rappresentano per voi le corna?
R.
Un marchio di qualità. Fanno economia. E orgoglio.
D. È un orgoglio sentirsi cornuti?
R.
Sì, se significa ironia. E voglia di vivere in allegria, sdrammatizzando tutto sebbene il territorio circostante e il mondo appaiano difficili e cattivi.
D. Cornuti, ma anche filosofi?
R.
Sa che a noi traditi doc vengono a studiarci dalle università di mezzo mondo? Quelli dell’Acr, per esempio…
D. Che cosa è l’Acr?
R.
L’associazione dei cornuti ruvianesi. Raccoglie i paesani con più di vent’anni di anzianità di corna e li assiste psicologicamente.
D. In che modo?
R.
Cene, libagioni, serate enogastronomiche di alta qualità. Si canta l’inno, si imparano le dieci regole base, si distribuiscono le patenti (di cornuto). L’Acr guida la processione annuale. E dà fuoco al Cornutotem, che ne costituisce l’atto finale.
D. Ebbene?
R.
I soci vengono studiati in quanto esponenti “di un rito pagano di autoflagellazione collettiva”.
D. Chi lo dice?
R.
La professoressa Rita Giuliani dell’Università La Sapienza di Roma e alcuni ricercatori americani. Per capirci qualcosa, c’è chi ha scomodato perfino il mito del minotauro e alcune rappresentazioni di Giove.
D. Sindaco, non si capisce mai se lei sta scherzando o fa sul serio.
R.
Che importanza ha?
D. Nessuna, forse. Ma chi è che partecipa alla festa dei cornuti?
R.
Tutti, anche i giovanissimi. Purché muniti di fidanzatina.
D. È obbigatorio averla?
R.
Beh, senza fidanzata come si fa a diventare cornuti?
D. È possibile fare coming out? Cioè dichiararsi cornuto?
R.
Niente autocertificazioni, non ci crediamo.
D. E quindi?
R.
C’è bisogno della dichiarazione firmata della moglie che attesti il tradimento e quindi le procurate corna.
D. Di che cosa si vive a Ruviano, oltre che di tradimenti?
R.
Agricoltura, pubblica amministrazione, artigianato di qualità. Siamo terra di eccellenze: la mozzarella di bufala, l’olio, il vino Pellegrello che fu inventato dai Borbone.
D. Ruviano, dunque, non è un luogo povero.
R.
No, ci chiamano anche l’Umbria della Campania per la particolare cura dell’ambiente che ci caratterizza.
D. In Abruzzo, nel Lazio: non siete gli unici in Italia a festeggiare i cornuti. Perché avete scelto l’11 novembre?
R.
Undici il giorno, undici il mese: l’11 nella cabala è il numero delle corna. Ma, per altri, è anche la data della fine delle fiere di bestiame quando nell’ozio impazzavano i pettegolezzi.
D. Il sindaco di Auletta si è molto arrabbiato con la D’Urso: vuole provare a consolarlo un po’?
R.
A lui voglio dire: le corna sono come la varicella, prima o poi si prendono. Quindi, o ci si vaccina e non ci si fa più caso o si resta ammalati a vita.
D. È giusto farne un dramma?
R.
Ma no, lasci perdere. Noi delle nostre corna siamo orgogliosi. Mi auguro che ciò accada anche agli amici di Auletta.
D. Nel frattempo?
R.
Il sindaco venga a trovarci a Ruviano: vedrà con i suoi occhi quanto le corna, il cibo e il vino buono fanno bene alla salute.
D. Come si diventa presidente dei cornuti?
R.
Dipende dalla moglie del candidato.
D. In che senso?
R. Perché il marito sia eletto presidente, deve prima accadere che la sua signora l’abbia fatta molto grossa.
D. Cioè?
R. Ci vuole un tradimento con i fiocchi, affinché le corna diventino riconosciute da tutti e dunque imbattibili.
D. Esiste tra voi cornuti una carica più prestigiosa della presidenza?
R.
Certo che esiste: è la presidenza dei cornuti a vita. Ma finora la poltrona è rimasta vuota.
D. Perché?
R. La meriterà solo colui che sarà tradito contemporaneamente dalla moglie, dalla prima amante e anche dalla seconda. Finora nessuno è stato così bravo, pardon cornuto, da riuscire a fregiarsi di tale onorificenza.
D. Sicuro che nessuno ci sia riuscito?
R.
Beh, è possibile che a qualcuno sia già accaduto, ma ha fatto sì che non si sapesse in giro. Se è così, è questione di giorni.
D. Perché?
R. Un autentico paio di corna è come il sole: prima o poi, spunta sempre.
D. Sindaco, grazie per la disponibilità
R. Prego, a nome di noi cornuti. Ma ora mi dica: lei davvero non si è ancora iscritto?

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