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PERSONAGGIO 9 Ottobre Ott 2015 0909 09 ottobre 2015

Roberto Rao, l'asso di Campo Dall'Orto per Viale Mazzini

Storico spin doctor di Casini, attualmente siede nel Consiglio di Poste Italiane: fu lui a proporre il canone in bolletta. Ora punta a un posto in Rai. Da portavoce.

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Il Consiglio di amministrazione del prossimo 14 ottobre potrebbe essere l’occasione giusta.
Talmente giusta da aver già scatenato la caccia alle streghe nei corridoi di viale Mazzini, sede della dirigenza della Rai.
Secondo le indiscrezioni di queste ultime ore, raccolte da Lettera43.it, il direttore generale, Antonio Campo Dall’Orto, dopo l’inevitabile partenza con il freno a mano tirato, potrebbe dare il via al valzer delle nomine.
LO STAFF IN USCITA. I rumors romani parlano di una nomina nella cosiddetta aerea tecnica che, messa così, vuol dire tutto e nulla, dato che nel mirino del vertice aziendale ci sono sia lo staff del direttore generale, ereditato dalla precedente gestione e traballante come le foglie d’autunno, sia il vertice del settore legale, già da tempo dato in uscita.
Prestando un orecchio alle voci che circolano negli ambienti politico, però, le indiscrezioni diventano indicazioni.
STORICO SPIN DOCTOR DI CASINI. Il nome sul quale starebbe lavorando Dall’Orto è quello di Roberto Rao, storico portavoce e spin doctor di Pier Ferdinando Casini, deputato dell’Udc per una legislatura e attuale consigliere di amministrazione di Poste Italiane.
Guarda caso la stessa azienda di Stato dove il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, aveva parcheggiato Campo Dall’Orto, in attesa di spostarlo al vertice della Rai.
Fra i due, Rao e il direttore generale di viale Mazzini, proprio in quella sede sarebbe nata una grande sintonia, una profonda condivisione di strategie e idee, al punto che Campo Dall’Orto vorrebbe portare Rao in azienda.
POSSIBILE NUOVO PORTAVOCE. Il ruolo potrebbe essere quello di responsabile della comunicazione, se non addirittura di vero e proprio portavoce, dato che il direttore generale, una volta superato l’ostacolo del voto parlamentare, avrà i poteri di amministratore delegato.
Dunque avrà letteralmente in mano il timone dell’azienda, senza dover più fare i conti con il Consiglio di amministrazione e il presidente dello stesso, ovvero quella Monica Maggioni passata dalla direzione di Rai News al settimo piano di viale Mazzini.

Il canone in bolletta è un'idea sua

Antonio Campo Dall'Orto.

Maggioni, catapultata al vertice della Rai grazie all’accordo fra berlusconiani e renziani, vorrebbe poter segnare un punto, leggasi nomina di peso, prima che il governo conferisca a Campo Dall’Orto i poteri assoluti, ma il direttore generale è determinato a non cedere terreno a nessuno.
E proprio per questa ragione la nomina di Rao potrebbe rivelarsi strategica.
L’ex portavoce di Casini non ha mai interrotto il filo del dialogo con la casa madre, ovvero l’Udc e tutto ciò che vi ruota attorno, e gode anche di buoni uffici nell’area renziana.
IL TENTATIVO DEL 2009. Insomma, per Campo Dall’Orto sarebbe davvero l’uomo giusto al posto giusto. Non solo.
L’idea di inserire il pagamento dell’odiato canone nella bolletta elettrica, ipotesi che sta facendo discutere e non poco la politica di casa nostra, è venuta proprio a Rao.
In pochi ricordano che la strada imboccata dal governo era già stata tentata, con esiti nulli, nel 2009.
Anche in parlamento, in fondo, il postulato fondamentale di Lavoisier secondo cui «nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma» e sempre attuale.
GIACOMELLI PRENDE SPUNTO. La proposta, infatti, era già lì da anni (almeno da una legislatura) ed era stata partorita dall’Udc, con l’adesione del Pd, in Forza Italia e un pezzo dell’Italia dei valori.
Primo firmatario di quella proposta di legga era proprio lui: Roberto Rao, deputato sveglio e tecnologico, oggi consigliere d’amministrazione di Poste Italiane e in sintonia con Campo Dall’Orto.
Difficile che i due non ne abbiano parlato. Ancor più difficile che il sottosegretario Antonello Giacomelli, tenuto al guinzaglio dal premier visto che di televisione se ne vuole occupare in prima persona, non abbia preso spunto proprio da quella proposta di legge.
STAFFETTA LEONE-AMMIRATI? Con l’eventuale ingresso a viale Mazzini di Rao avremmo la cosiddetta chiusura del cerchio.
E il 14 potrebbe anche avvenire un'altra operazione all’interno del Cda, questa prevista e prevedivile. Con l’idea di blindare la propria posizione Campo Dall’Orto potrebbe nominare l’attuale direttore di Rai Uno, Giancarlo Leone, vice direttore generale, mettendo al suo posto Maria Pia Ammirati, invisa alla Maggioni ma molto gradita sia dai renziani di stretta osservanza che una quota consistente del centrodestra.
E anche in questo caso sarebbe un altro bel colpo ai cosiddetti Gubitosi boys.

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