ESTERI 12 Ottobre Ott 2015 0933 12 ottobre 2015

Strage di Ankara, certezze e misteri dietro l'attentato

Oltre 100 morti. E più di di 500 feriti. Ma nessuna rivendicazione per il massacro. Turchia in piazza contro Erdogan. Che accusa l'Isis. E conferma le elezioni. Foto.

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Lo choc resta vivo tra le strade di Ankara a 48 ore dalla doppia esplosione che ha sventrato il corteo pacifista, causando la morte di 128 persone e il ferimento di altre 508, di cui 65 in gravi condizioni.
TURCHIA IN PIAZZA. Nessuna rivendicazione, al momento, con l'intelligence che adombra lo spettro dell'Isis, mentre il popolo turco riempie le piazze per manifestare la propria rabbia nei confronti del governo di Ahmet Davutoglu, ritenuto responsabile delle falle nella sicurezza che hanno permesso il massacro.

Cosa sappiamo:

- UN CENTINAIO DI MORTI. Attorno alle 10 del mattino di sabato 10 ottobre una doppia esplosione nei pressi della stazione di Ankara ha colpito un corteo in favore della pace nel conflitto con i separatisti del Pkk. Le vittime, secondo fonti curde, sono 128. Mentre il governo ne conta 97.

- DUE ATTENTATORI SUICIDI. Responsabili dell'attacco sono due attentatori suicidi, che si sono fatti saltare in aria utilizzando tritolo reso ancor più micidiale da biglie di cuscinetti a sfere. Uno di loro sarebbe un uomo di 20-25 anni, mentre l'altro attentatore sarebbe una donna. Altre fonti, tuttavia, parlano di due uomini.

- TROVATI FRAMMENTI DI IMPRONTE. Frammenti di impronte digitali trovati sui resti di uno degli ordigni dovrebbero permettere di risalire all'identità di uno dei kamikaze attraverso il test del Dna.

- CESSATE IL FUOCO DEL PKK. Il Pkk ha immediatamente ordinato un cessate il fuoco unilaterale del conflitto nel Sud-est del Paese.

- MIGLIAIA IN PIAZZA CONTRO IL GOVERNO. A migliaia si sono radunati il giorno dopo la strage nella piazza Sihhiye, dove si sarebbe dovuta svolgere la manifestazione per chiedere la fine del conflitto col Pkk. Il corteo ha preso di mira il presidente Recep Tayyip Erdogan, accusato di fomentare il caos per recuperare sostegno in vista del voto anticipato. Momenti di tensione si sono registrati tra i manifestanti e la polizia, che ha impedito con lacrimogeni e cariche la deposizione di garofani nel punto dell'attacco perché si troverebbe ufficialmente ancora a disposizione delle forze dell'ordine per le indagini.

- L'OPPOSIZIONE CHIEDE LE DIMISSIONI. Anche il partito filo-curdo ha puntato il dito contro Erdogan: «Lo Stato che ha informazioni su ogni uccello che vola non è stato capace di prevenire un massacro nel cuore di Ankara. Ha le mani sporche di sangue». Contro i buchi nell'apparato di sicurezza si è scagliato anche Kemal Kilicdaroglu, leader del principale partito di opposizione, il socialdemocratico Chp, chiedendo le dimissioni dei ministri di Interno e Giustizia.

- SCIOPERI PROMOSSI DAI SINDACATI. Per le giornate del 12 e 13 ottobre, diverse sigle sindacali e di categoria hanno proclamato scioperi per protestare contro la strage.

- NESSUN RINVIO PER LE ELEZIONI. Il governo ha annunciato che nessun rinvio è in programma per le prossime elezioni in programma il primo novembre . «A causa dei rischi crescenti», è stato annunciato, «la sicurezza nelle manifestazioni elettorali, che è già stata aumentata, sarà rafforzata ulteriormente».

Cosa non sappiamo:

- NESSUNA RIVENDICAZIONE. Finora nessuno ha rivendicato l'attentato al cuore di Ankara, con gli inquirenti hanno puntato il dito contro lo Stato islamico. Per gli investigatori turchi il modus operandi dell'Isis sembra adattarsi perfettamente alla strage di Ankara: «L'attacco è nello stile di Suruc, tutti segnali indicano che è una copia».

- COLLEGAMENTO CON SURUC? Sarebbe stata individuata una cellula turca dell'Isis nella provincia orientale di Adiyaman, utilizzata come base organizzativa dell'attacco. Che, a sua volta, potrebbe essere stato perpetrato da Yunus Alagoz, fratello maggiore del kamikaze di Suruc, che il 20 luglio scorso uccise 33 attivisti filo-curdi al confine con la Siria. Da allora in fuga, l'uomo è tornato ora nel mirino della polizia turca.

- ARRESTI LEGATI ALL'ISIS. La polizia ha arrestato in diverse province 36 persone accusate di legami con lo Stato islamico, ma gli arresti non sarebbero legati alla strage.

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