Duomo Gennari 151029180209
INTERVISTA 31 Ottobre Ott 2015 0900 31 ottobre 2015

Mafia, Gennari sulle infiltrazioni nel Milanese

Milano Capitale morale? Non proprio. Anche se la differenza con Roma è evidente. Il Gip Gennari sulla fenomenologia mafiosa lombarda.

  • ...

Mentre a Roma stanno fioccando le prime richieste di condanna per Mafia Capitale - cinque anni di reclusione per Emilio Gammuto, ex collaboratore di Salvatore Buzzi, e tre anni e sei mesi di reclusione per Emanuela Salvatori, ex funzionaria del Campidoglio già responsabile del coordinamento per i nomadi - Milano si è risvegliata «Capitale morale d'Italia».
L'ENTUSIASMO DI ALFANO. Alle parole del presidente dell'Anac Raffaele Cantone, sono seguite quelle entusiastiche di Angelino Alfano: «A Milano abbiamo avuto la forza di fare un'Expo mafia-free, con oltre 100 interdittive», ha esultato il ministro dell'Interno. Aggiungendo non senza ottimismo: «A Roma otterremo buoni risultati nella lotta al malaffare».
Come se malaffare, criminalità organizzata e corruzione fossero malattie ormai debellate dal capoluogo lombardo. Gli anticorpi che, sempre secondo Cantone, a Roma «ci sono ma non riescono a fare sistema», ha detto correggendo il tiro, a Milano però non è che abbiano funzionato alla perfezione. Visto che personaggi come Primo Greganti e Gianstefano Frigerio, che si credevano archiviati con Tangentopoli, sono riemersi nelle inchieste Expo: la 'Banda dei vecchietti' ha patteggiato tre anni di reclusione.
LE INFILTRAZIONI RESTANO. E la mafia? Debellata pure quella?
Sicuramente, spiega a Lettera43.it Giuseppe Gennari, Gip di Milano che nel 2010 convalidò le richieste di custodia cautelare dell'operazione Crimine-Infinito, «qui sono meno accentuati i rapporti tra criminalità, politica e istituzioni, almeno rispetto al 2010-2011». Ma da qui a parlare di territorio mafia free o di Capitale morale ce ne passa.

Giuseppe Gennari, Gip di Milano.


DOMANDA. Dall'inchiesta Mafia Capitale è emersa una organizzazione malavitosa autoctona. A Milano sarebbe possibile?
RISPOSTA. Al momento pare di no. Nel Milanese la criminalità organizzata ha mantenuto un taglio tradizionale. Molte famiglie sono rimaste attive, nonostante ci sia stato un ricambio di personaggi.
D. Milano tradizionalista rispetto a Roma?
R. Le indagini di Mafia Capitale hanno inaugurato un fenomeno nuovo, dal quale finora sono assenti le famiglie tradizionali.
D. Più banda della Magliana che Cupola insomma...
R. Sì, in un certo senso. La criminalità si è unita al mondo delle cooperative, a elementi della Pubblica amministrazione e della politica creando quello che secondo i pm è un'istituzione mafiosa.
D. Sotto la Madonnina invece...
R. A Milano si è rimasti legati al modo tradizionale di fare mafia. Senza una forte commistione politica.
D. Anche perché il potere risiede a Roma.
R. Mentre a Milano ci sono i soldi.
D. Per questo la criminalità al nord è meno violenta?
R. In realtà la violenza c'è ma è interna allo stesso mondo criminale. Tranne rare eccezioni non ci sono omicidi eclatanti che coinvolgono la comunità.
D. Danneggerebbero il business.
R. Sì. Ormai le organizzazioni hanno imparato a convivere con il territorio e preferiscono non attirare particolare attenzione.
D. L'operazione Infinito portò alla luce le infiltrazioni della 'ndrangheta nel Milanese. Quale è la situazione oggi?
R. Le infiltrazioni rimangono, soprattutto calabresi e campane. E si possono tracciare diversi profili.
D. Cosa significa?
R. Per esempio c'è la componente stanziale calabrese, legata al business del movimento terre e della sorveglianza. E poi quella campana, non stanziale, più attiva nel reinvestimento di denaro attraverso attività commerciali e ristorazione.
D. Gli affari sono sempre gli stessi?
R. Diciamo che abbiamo assistito ad alcuni ritorni.
D. Cioè?
R. Le nuove leve calabresi ora sono più attive nel mercato degli stupefacenti e nello spaccio. Un business che era stato abbandonato. E questo è un segnale importante.
D. Quale?
R. Significa che gli affari con le imprese 'pulite' sono stati messi in difficoltà dalle indagini.
D. Le 'ndrine e i clan hanno comunque radici in Lombardia e nel Milanese.
R. Ci sono addirittura affiliati milanesi. E non solo: anche albanesi o bresciani. Cosa che è impensabile in Calabria.
D. Esistono delle mafie straniere attive sul territorio?
R. Non ce ne sono di particolarmente significative. Ricordo a Brescia un paio di anni fa la criminalità nigeriana il cui core business era la prostituzione. Mentre sulla presunta mafia cinese pesa un grosso punto interrogativo visto che è impossibile per ora penetrare in quel mondo.
D. Quindi si tratta di associazioni criminali, non di mafia in senso stretto.
R. Esattamente. Ora sono particolarmente attivi nel traffico di stupefacenti gli albanesi e gli slavi, soprattutto i serbi. E si tratta di gruppi particolarmente violenti.
D. Pensa che Cantone nell'affibbiare a Milano l'etichetta di Capitale morale abbia esagerato?
R. È una sciocchezza in una città in cui c'è un arresto alla settimana per corruzione. Forse voleva solo essere gentile con il sindaco Pisapia.

Twitter: @franzic76

Correlati

Potresti esserti perso