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LA POLEMICA 30 Novembre Nov 2015 1703 30 novembre 2015

Presepe a scuola: la crociata di Salvini

Dopo Rozzano altri casi in Veneto e Marche. Le battaglie pro-Bambinello della Lega.

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Matteo Salvini col presepe davanti alla scuola di Rozzano.

«Te piace 'o presepe?». «No», rispondeva Nenniello nel capolavoro di De Filippo Natale in Casa Cupiello, «a me nun me piace, nun me piace e basta».
C'è invece chi del presepe, su ben altri palcoscenici, proprio non può fare a meno.
Non è Natale, infatti, se Matteo Salvini e i suoi non organizzano qualche crociata pro-Bambinello. Parcheggiando per un momento le ruspe, visto che Gesù e i suoi genitori (terreni) erano di fatto clandestini e per di più in fuga (come ha ricordato anche Papa Francesco).
IL CASO DI ROZZANO. L'ultimo caso - ma c'è da scommetterci è solo questione di giorni per averne un altro - si è registrato a Rozzano, nel Milanese.
Un preside - per di più candidato del M5s, come ci si è affrettati a sottolineare - ha rimesso il suo mandato di reggente della scuola primaria dell’istituto comprensivo Garofani, dopo il polverone sollevato dalla presunta sostiuzione dei canti natalizi con una paganissima Festa d'inverno.
In realtà Marco Parma, questo il nome del dirigente, si era solo opposto alla proposta di due madri di insegnare durante la pausa mensa ai bimbi cristiani canti come Tu scendi dalle stelle. Dunque nessun concerto cancellato, anzi.
Ma poco importa, ormai il papatrac era scoppiato.
IL PRESIDIO PRO-BAMBINELLO. Salvini si è presentato davanti alla scuola con una capanna di Betlemme. «Se qualcuno ritiene di favorire i nostri bambini, negando quelle che sono le nostre tradizioni, è fuori di testa», ha tuonato, augurando al dirigente di andare «a fare un altro lavoro nella vita».
Immediatamente sono spuntate le bandiere di Fratelli d'Italia e della Liga Veneta. E tra i genitori che cercavano di entrare nelle aule brandendo un bambinello, si è palesato pure l'ex ministro della Difesa Ignazio La Russa.
Il tutto mentre un piccolo coro composto da esponenti di Forza Italia, diretto dalla coordinatrice lombarda Mariastella Gelmini in veste di Mariele Ventre, intonava Tu scendi dalle stelle. Roba da fare impallidire il Va, Pensiero del Nabucco.
RENZI CONTRO IL PRESIDE. Rozzano ha così catalizzato l'attenzione della politica, ben più della Conferenza Onu sul clima in corso a Parigi.
Tanto che pure il premier ha ritenuto necessario intervenire sulla vicenda: «Il Natale è molto più importante di un preside in cerca di provocazioni», ha spiegato Matteo Renzi. «Se pensava di favorire integrazione e convivenza in questo modo, mi pare abbia sbagliato di grosso».
Contro il preside anche il sottosegretario all'Istruzione Gabriele Toccafondi: «Annullare i presepi, la stella, i canti di Natale significa annullare la nostra identità», ha sentenziato. «E se ci annulliamo su cosa dialoghiamo? Chi siamo? E cosa festeggiamo?».
Una battaglia sposata dal Tg4 che per non farsi mancare nulla il presepio lo ha messo in studio.


Dal Veneto alle Marche, ecco le nuove Rozzano

Elena Donazzan.

Dal Milanese però i casi anti-presepe si stanno moltiplicando. Un po' come accade d'estate con le aggressioni dei rottweiler.
Il Veneto ha seguito a ruota la Lombardia.
A Romano d'Ezzelino, nel Bassanese, come ha raccontato il Corriere del Veneto, il Natale sarà salutato anche quest'anno con un concerto multietnico. Non ci sta il sindaco di Forza italia che ha scritto alla dirigente chiedendo di «difendere la nostra cultura».
BITONCI E DONAZZAN ALLA GUERRA. Focolai anche a Padova: in una materna comunale potrebbero saltare le tradizionali recite e si mormora che anche i crocefissi sarebbero a rischio rimozione.
È bastato questo per risvegliare il sindaco Massimo Bitonci che ha annunciato controlli sui programmi: «Le nostre tradizioni cattoliche si mantengono e si insegnano. Non si cancella il Natale e si tolgono i crocefissi solo perché a qualcuno dà fastidio. Non sono d’accordo? Possono sempre tornare da dove arrivano». Anche se nessun musulmano si sarebbe lamentato di canzoni, croci, presepi e recite.
Battagliera anche l'assessora veneta all'Istruzione Elena Donazzan: «Non cantare la canzone di Natale o non fare le recite, è non fare Natale. E cantare canzoni di altre etnie, parlando di altre cose che non c’entrano nulla, non ha senso. Natale è la festa della cristianità».
CHI SA DENUNCI. Donazzan ha anche invitato alla delazione genitori e docenti: «I presidi saranno tenuti a darmi spiegazioni scritte e dettagliate e sarò io a valutare la situazione», ha minacciato. «Contatterò subito le due scuole, quella di Padova e quella di Romano, dove si sono tolte le nostre tradizioni natalizie. Chi avesse altre segnalazioni, poi, non esiti a comunicarle». Amen.
In minoranza Alberto Solesin, padre di Valeria, che finite le esequie di Stato è tornato a essere solo un preside. «Credo che il primo compito dell’insegnante sia il rispetto del bambino, delle famiglie, delle persone che hanno credo diversi», ha detto. «Ma soprattutto credo che la scuola italiana sia laica».
IL CORO DELLE POLEMICHE. Prime avvisaglie pure nelle Marche, in una scuola di San Lorenzo in Campo (Pesaro Urbino). Si è gridato all'eresia dopo la cancellazione dell'accordo tra l'istituto e il coro Jubilate: gli alunni non si esibiranno in Basilica il 26 dicembre. I ragazzi interessati potranno naturalmente partecipare alle prove ma fuori dall'orario scolastico.
Tutto risolto? Per niente: la notizia che gira su Facebook è: il dirigente ha vietato il concerto del coro.

I precedenti di Bergamo e Torino

La Crociata leghista pro-bambinello colora, puntuale, ogni dicembre.
Lo scorso anno Salvini accompagnato da Roberto Calderoli intervenne portando statue, bue e asinello compresi, all'istituto De Amicis di Bergamo. Anche allora un preside aveva deciso di non allestire il presepe per non urtare la sensibilità degli alunni non cattolici.

Il blitz di Salvini e Calderoli alla scuola De Amicis di Bergano, il 6 dicembre 2014.

Poco dopo la corazzata si era spostata nel Torinese, a Leini, davanti alla scuola Anna Frank dove il preside Piero Bottale aveva eliminato il presepe dagli spazi comuni della scuola per «favorire l’integrazione.
«Ci risiamo…Ecco un altro geniale preside anti-presepe», aveva commentato Salvini. «Roba da matti. Per fortuna genitori e maestre pare si stiano ribellando. Ma come si fa a vergognarsi di un simbolo di gioia, di festa, di pace? Se vogliono un mondo al contrario, sapremo fermarli».

Un presepe contro l'Isis

Il leader della Lega Nord Matteo Salvini.

Ma non si tratta solo di rispetto delle tradizioni. Dopo le stragi di Parigi, infatti, la capanna di Betlemme per il centrodestra e non solo è diventata l'ultimo baluardo davanti alle minacce del terrorismo islamista, una sorta di italica e cattolica Fortezza Bastiani.
Il 14 novembre, in piazza della Scala a Milano, a chi chiedeva di allestire un presepe in Comune, Salvini rispondeva: «Certo, è anche da queste cose che passa la battaglia culturale». Un cambio di strategia?
Il leader leghista si era infatti detto «stufo delle fiaccolate e dei minuti di silenzio» («Vadano a farli in Siria. Questo è il momento di agire usando le maniere forti e non il dialogo»). Che oltre alle bombe stia valutando di combattere gli jihadisti con stelle comete glitterate e statuine di dimensioni variabili? Chissà.
L'INIZIATIVA DI FORZA ITALIA. Sulla stessa lunghezza d'onda gli alleati forzisti che, attraverso il coordinamento nazionale enti locali del partito e dei club azzurri, hanno lanciato l'iniziativa «Un presepe in ogni piazza. Un presepe in ogni scuola».
«Nelle nostre città gli amministratori locali di Forza Italia», ha spiegato il coordinatore dei club Marcello Fiori, «promuoveranno l'installazione, presso la piazza principale o in un luogo centrale, di un presepe, simbolo delle nostre radici cristiane e della tradizione natalizia italiana». Di più, i club si attiveranno «per regalare a una scuola del proprio territorio un presepe, affinché soprattutto i bambini e i ragazzi possano custodire e apprezzare il senso vero dello spirito di fratellanza del Natale. Nel rispetto di tutti, non dobbiamo avere paura di coltivare e rivendicare la nostra storia, i nostri valori e la nostra tradizione. Con orgoglio».
Ma non si tratta di un'idea nuova: nel Vicentino nel 2004 ci aveva già pensato l'allora consigliere provinciale di An Arrigo Abalti. Vero, c'erano state delle resistenze in alcune scuole ma non da parte dei ragazzi islamici bensì dei Testimoni di Geova contrari alla ricostruzione della natività.
CROCIFISSI O BIBBIE POCO IMPORTA. E fuori stagione, il presepe cede posto al crocefisso o alla Bibbia.
Accade così, a settembre, che nelle aule delle scuole dell'obbligo di Ballabio (Lecco) siano ricomparse le croci dopo che la precedente amministrazione le aveva eliminate. Un regalo, pagato di tasca propria, dal sindaco leghista Alessandra Consonni.
Mentre nel 2010 sempre l'assessora Donazzan aveva ben pensato di regalare una Bibbia a ogni scuola, contro il «relativismo e il nichilismo».
Dimenticando un particolare e cioè che la scuola pubblica italiana sarebbe laica.

Twitter: @franzic76

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