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REPORTAGE 15 Dicembre Dic 2015 1055 15 dicembre 2015

Madrid, «così ci opponiamo agli sfratti di Bankia»

In città si verifica un caso a settimana. Contro Bankia lotta il movimento Pah, fondato da Ada Colau. Che finora ha evitato 1.664 sgomberi. Il viaggio di L43.

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da Madrid

Non passerà. Quando l'auto della polizia inizia a risalire Calle Salitre, i ragazzoni si piantano in mezzo alla strada.
L'hanno attesa cantando quella visita, battendo i piedi e le mani, ballando il flamenco con le dita a ventaglio, il flamenco del debito, il canto di chi non può pagare.
BARRIERA CONTRO LO SFRATTO. Sono già passati tre volte i poliziotti. Prima un furgoncino, poi una volante, poi un'altra, ma questa volta non gira nella viuzza a sinistra, tira dritto e si blocca a pochi metri dal civico 38.
L'agente scende dall'auto e il gruppo si muove compatto all'indietro. Le attiviste con la felpa, i ragazzi col chiodo e le signore in cappotto e gonnella si ammassano davanti alla porta di legno. Chi ha la bicicletta la usa come transenna, gli altri incrociano le braccia e se ne stanno dritti in piedi a impedire che le forze dell'ordine eseguano lo sfratto e sgomberino la casa.

L'iniziativa anti sfratto della Pah del centro di Madrid.

DIFFICILE CHIAMARLE CASE. Casa, poi, è difficile anche chiamarla. Trentacinquemetri quadri, la cucina economica in un angolo, una vasca che non si può definire tale e tre letti a castello coperti da materassi sottili, sformati e ingialliti.
Appoggiati al bordo del letto, come se fossero in attesa di giudizio, una condanna o la salvezza, tre uomini, tutti provenienti del Bangladesh, tutti lavoratori a massimo 700 euro al mese nei ristoranti di Lavapies, il quartiere multietnico del centro di Madrid a 10 minuti da Puerta del Sol.
NEGOZIATI CON LA POLIZIA. Fuori cominciano i negoziati. Un gruppo di attivisti della Plataforma afectados por la Hipoteca (piattaforma delle vittime della ipoteca, Pah) del centro di Madrid si allontana con gli agenti di polizia. Lasciano il gruppo e si infilano a tessere le trattative dietro un angolo.
Da quel cappannello di berretti con la visiera e distintivi, piercing e capelli rossi, esce la sentenza: «Un altro mese ancora, se ne riparla il 14 gennaio». Baci, abbracci, i tre condannati appena salvati si mostrano alle telecamere di TeleMadrid, con il viso illuminato e sbocconcellando poche parole: «Siamo felici, grazie a tutti». E subito parte il coro: «Sì, se puede».

Le vittime dello sfratto per i mancati pagamenti del proprietario.

La lotta contro Bankia, l'istituto di credito salvato anche dagli italiani

Trenta giorni per trovarsi un'altra casa, dopo aver pagato regolarmente l'affitto per due anni, con regolare contratto, per un bagno fatiscente, una cucina fatta di due pentole appoggiate su un cartone sopra una lavatrice. «Il vecchio propietario non riusciva più a pagare le rate del mutuo», spiega Mai, portavoce della Pah del Centro di Madrid.
Così gli inquilini si sono ritrovati con carta straccia in mano e un nuovo padrone di casa.
La legge sull'ipoteca spagnola, un cimelio conservato dalla dittatura franchista, prevede infatti in caso di morosità che la banca prestatrice possa acquisire la proprietà, incassando contemporaneamente dal creditore il pagamento del debito destinato a perdurare nel tempo.

Un momento della manifestazione anti-sfratti.

BANKIA INCASSA UN DOPPIO ASSEGNO. Gli istituti di credito dunque incassano un doppio assegno, una follia sanzionata anche dalla Corte Ue il 14 marzo 2013. Ma poco importa.
Il nuovo proprietario dell'appartamento si chiama Bankia, l'istituto di credito salvato da 18 miliardi dei contribuenti europei e dal governo spagnolo all'apice della crisi finanziaria e immobiliare.
Allora presieduto, peraltro, da Rodrigo Rato, politico del Partido popular, attualmente in carcere con l'accusa di riciclaggio di denaro.
CORI CONTRO RAJOY. «Ad agosto», racconta Mai con un café con leche in mano a proteggerla dal freddo delle otto di mattina, «è arrivata la prima notifica di sfratto e abbiamo iniziato a negoziare con la banca per poter ottenere la permanenza degli inquilini e un affitto più basso dei 600-700 euro solitamente richiesti dal mercato».
Il rifiuto è arrivato il 24 novembre e allora la Pah ha provato a coinvolgere il comune guidato ora dalla sindaca di Podemos, Manuela Carmena. Alla fine hanno messo in agenda l'appuntamento per bloccare lo sgombero degli altri. «Questa volta non c'è stato l'abituale schieramento di forze», osserva mentre partono i primi cori contro Rajoy, «sotto elezioni non vogliono problemi».

Le trattative per rimandare lo sfratto.


MOVIMENTO FONDATO DA ADA COLAU. Il movimento della Pah è stato fondato nel 2009 da Ada Colau, attuale primo cittadino di Barcellona. Da allora ha trainato le piazze degli indignados, ha fatto il 15M (nome delle proteste spagnole del 2011, ndr) e tutte le tappe successive della via crucis del Paese in crisi.
La sua capacità di negoziazione è altissima rispetto a organizzazioni simili in altri Paesi. «Il motivo è che la crisi dei mutui ha toccato il ceto medio», osserva Sandra, un'altra attivista accorsa alla porta da sbarrare. Ha permesso all'organizzazione di svilupparsi, al punto da arrivare nel pieno del dramma economico a sostituire le istituzioni nella protezione dei cittadini. E ad avere oggi 260 'nodi' in tutta la Spagna.
IL LEGAME CON PODEMOS. «Con Podemos non c'è alcun rapporto strutturato», dice Mai. «Noi abbiamo le nostre proposte e loro come altri partiti ci stanno a sentire». Anche se è chiaro che chi presta ascolto sono il partito di Iglesias e Izquierda unida.
La Pah ha steso una legge di iniziativa popolare sull'emergenza abitativa che ha raccolto un milione e mezzo di firme ma finora l'esecutivo l'ha ignorata. Le misure assunte dall'attuale governo - la possibilità prima negata di bloccare uno sfratto esecutivo nel caso di presunte clausole abusive, come avviene normalmente in altri Paesi, e una moratoria degl sfratti che «esclude il 99% dei casi» - secondo la Piattaforma, non sono sufficienti.
30 FAMIGLIE IN TRATTATIVA A MADRID. Il Consejo generale del Poder Judicial ha contato 416.332 ordini di sfratto dal 2008 a giugno 2015. Il 20% riguardano mutui emessi da Bankia, primo istituto di credito del Paese. Solo a Madrid, si legge sul sito della Pah, ci sono 30 famiglie sotto sgombero per cui l'organizzazione stra trattando con l'istituto di credito. Che dopo il salvataggio del giugno 2012 aveva programmato di cedere metà del suo patrimonio immobiliare.
«La crisi non è finita, il 50% dei giovani non ha lavoro e il numero degli sfratti sta crescendo», dicono dal gruppo, prima di attaccare con la nuova canzone da gridare per le vie, da far arrivare oltre i vetri delle finestre, a far sovvertire gli equilibri di forze in campo.
«Qui è sempre così», conclude Sandra, «c'è minimo uno sgombero alla settimana». La piattaforma è riuscita finora a bloccare 1.663 sfratti. Anzi, 1.664.

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