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NATALE 22 Dicembre Dic 2015 0800 22 dicembre 2015

Se il Natale tira fuori il nostro lato peggiore

Furti, truffe online, atti vandalici: chi ha detto che a Natale si è tutti più buoni? L'Italia fa scuola, da Nord a Sud. E in Norvegia c'è pure chi "uccide" Santa Claus.

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A Viareggio hanno tagliato gli pneumatici a due ambulanze. Per derubare gli autisti.
A Lucca hanno rubato il cibo ai bambini dell’asilo gestito dalle suore.
C’è chi ha inventato l’albero di Natale anti-bambini, cioè protetto da un lenzuolo di cellophane. O addobbato solo nella sua parte più alta e intoccabile.
Quest’anno, poi, va di moda il furto delle ceste natalizie: le portano via ai fattorini prima che arrivino a destinazione.
E c’è pure chi si sta divertendo a far pipì nella capannuccia dei presepi.
TUTTI PIÙ BUONI? MICA TANTO... A Natale diventiamo tutti più buoni? Sì, per chi ci crede. Alla scuola Cangemi di Boscoreale, paesino a un soffio da Napoli, il dirigente ha fatto sapere che al viaggio-premio a Montecitorio per visitare la Camera dei deputati andranno solo «gli alunni più meritevoli, cioè quelli che hanno nove e dieci in pagella». Gli altri, in castigo a casa.
In un asilo di Pistoia, invece, ignoti hanno rubato le luminarie e distrutto gli addobbi natalizi che i bambini avevano allestito in giardino.
Come ogni Natale, a Napoli i guaglioni dei Quartieri spagnoli hanno tentato di rubare l’Albero dei Desideri carico di bigliettini di speranza allestito nella Galleria Umberto I.
Sono arrivati di notte, incappucciati come killer: a bloccarli in extremis sono riusciti due soldati armati che transitavano per caso. Un video ne ha registrato le gesta.
«A NATALE MEGLIO STARE IN CARCERE». A Natale tutti più buoni? Sì sì, come no. L’attrice Shirley Temple ha raccontato di aver smesso di credere a Babbo Natale da quando «in un Grande Magazzino un omone con la barba e il vestito rosso mi chiese soldi e l’autografo».
Aria di festa, sorrisi, altruismo. Certo certo, chi ne dubita? Modou Sarr, 37 anni, immigrato dal Gambia, ha dato fuoco a un’auto che stava facendo rifornimento a un distributore di benzina nei pressi di Caserta: «Arrestatemi, per favore: con l’aria che tira a Natale è meglio stare in carcere che in strada», ha spiegato calmo ai poliziotti.

  • La Rivincita di Natale è un film del 1986 di Pupi Avati.

«Babbo Natale? È crudele e discrimina i bambini»

A Natale? Tutti più buoni, e auguri.
Auguri anche a chi in stazione - tra un presepe e gli abeti addobbati a festa- ha innalzato le barriere anti-clochard.
Ha detto Giulio Andreotti: «La cattiveria dei buoni è pericolosissima». E don Tonino Bello, vescovo a Molfetta fino al 1993, ha aggiunto: «Siate cattivi a Natale e buoni tutto l’anno». E poi: «È ora di dire basta alla strizzatina dei buoni sentimenti che vien fuori dalla torchiatura del nostro cuore».
FURTI DI ELEMOSINA. Come ogni anno, durante i giorni che precedono il Natale, in molte parrocchie del Sud d’Italia - tra le iniziative di solidarietà - si installano video-camere a circuito chiuso per dissuadere i malintenzionati che rubano le elemosine.
Ma, antifurto o no, Natale resta l’apoteosi per chi sopravvive rubando: quest’anno va di moda la truffa “alla Barbara D’Urso”, che consiste - avverte Margherita Pedinelli, il sindaco di san Costanzo, paese nei pressi di Pesaro-Urbino - «nell’invito telefonico da parte di una fantomatica segretaria del sindaco a recarsi in Municipio per ritirare le luminarie con cui festeggiare l’arrivo della nota show-woman per un nuovo programma tivù».
Il tutto prevede un consistente esborso di denaro. Per un evento che, ovviamente, mai vedrà la luce.
LE TRUFFE ONLINE VANNO DI MODA. La polizia postale ha individuato ben 12 possibili truffe online in voga durante le festività natalizie. Tra i pericoli più incombenti, perfino il classico Tu scendi dalle stelle e i canti tradizionali natalizi: tra le dolci melodie si nasconde spesso il tentativo di infettare il vostro pc.
Natale festa della bontà? Ma certo, come no. C’è stato chi di Babbo Natale - un po’ per gioco e un po’ no - ha disegnato un (provocatorio?) identikit da incubo: «È un essere crudele. Infatti porta i doni solo nelle case che hanno un grande camino, cioè nelle case dei ricchi. E poi, è uno che discrimina i bambini in base alle religioni: ogni Natale milioni di bambini induisti, musulmani o buddhisti restano senza regalo perché lui volutamente li ignora. E ancora, è comunista: veste di rosso e porta i regali per farsi amici i bambini e poi mangiarseli. Infine, evade il fisco: perciò ha stabilito la sua sede al Polo Nord».

  • Una delle scene più celebri di Babbo Bastardo.

I maestri della letteratura e la 'festa della cattiveria'

Per avvalorare la tesi del Natale “festa della cattiveria” c’è chi ricorda un libro, Il giorno più crudele, Isbn edizioni, edito nel 2014, una raccolta di 12 racconti firmati da altrettanti maestri della letteratura mondiale: da Tolstoi a Collodi, da Andersen a Cechov, da Twain a Pirandello, nell’antologia si sprecano le storie di bambini che muoiono di fame, maltrattati e offesi nel giorno più “buono” dell’anno.
Per non parlare del cinema italiano, che in molti film di successo narra con sarcasmo la retorica dell’iper-buonismo “da 24 dicembre”. Qualche titolo? Parenti serpenti (1992, diretto da Mario Monicelli), in cui i figli regalano per Natale una stufa a gas agli “ingombranti” genitori sperando che esploda (e così infatti accade).
Oppure La rivincita di Natale (1986, regia di Pupi Avati), il sequel di Regalo di Natale, in cui si narra di una lunga partita a poker durante la “notte santa” in cui un gruppo di “amici” - fra meschinità, tradimenti e colpi bassi - si gioca molto di più che la posta in palio.
L'AFTENPOSTEN 'UCCIDE' SANTA CLAUS. Ma tra i film anti-Natale c’è chi annovera anche titoli come Babbo bastardo, Una poltrona per due, Arma letale o Mister Hula Hoop dei fratelli Coen e molti altri ancora.
Fra le cattiverie natalizie targate 2015 c’è chi annovera il grottesco necrologio di Babbo Natale pubblicato il 5 dicembre sull’Aftenposten, il più antico (è stato fondato nel 1860) e diffuso quotidiano norvegese: «Babbo Natale è morto il 2 dicembre a Nordkapp. Il suo funerale sarà celebrato il 28 dicembre nella cappella del Polo Nord».
Impossibile descrivere la costernazione dei bambini di Oslo e lo smarrimento dei genitori di fronte al triste annuncio. La direzione dell’Aftenposten è stata costretta a pubblicare in fretta e furia una smentita attribuendo la colpa «della falsa notizia» a un improbabile «errore del sistema editoriale».
TWITTER SI SCATENA. Ma a sancire la indubbia dose di cinismo con cui in troppi guardano al Natale 2015 c’è soprattutto Twitter e i messaggi che online vengono H24 diffusi. «Natale è l’unico periodo dell’anno in cui un uomo barbuto può deporre un pacco di cui si ignora il contenuto e ripartire senza che nessuno si inquieti», ha scritto un anonimo. Il comico Daniele Luttazzi ha scritto: «Babbo Natale ce l’ha con me. Da piccolo, invece dei regali, mi lasciava un biglietto con su scritto 'non esisto'».
E un altro, anonimo: «Secondo me, vengono indossate più maschere a Natale che a Carnevale». E ancora: «L’adulto non crede a Babbo natale. Ma lo vota».
A prenderla molto seriamente è Luciano De Crescenzo - filosofo, scrittore e regista - che divide l’umanità in presepisti e alberisti: «La distinzione dovrebbe comparire sui documenti di identità come il sesso o il gruppo sanguigno, onde impedire che un disgraziato - a matrimonio avvenuto - possa scoprire di essersi unito a una creatura di tendenze natalizie diverse».

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