Siria Guerra Qaeda 140115132126
CONFLITTO 29 Dicembre Dic 2015 1130 29 dicembre 2015

Siria, se i terroristi si trasformano in interlocutori

Vivono di sequestri. Sono estremisti, eppure partecipano ai negoziati sulla Siria. Sostenuti da Ankara. Così alcuni gruppi islamisti puntano alla riabilitazione.

  • ...

Un jihadista di al Nusra, di stanza ad Aleppo, in Siria.

Il francescano scomparso Dhiya Azziz è vittima di uno dei gravi atti contro i cristiani delle ultime festività natalizie - 14 i morti in un villaggio di cristiani attaccati nelle Filippine -, in un territorio ad altissimo rischio.
Iracheno, con la guerra in Siria il religioso 41enne si era offerto di assistere da parroco la comunità siriana di Yacoubieh, nella provincia di Idlib.
É inoltre originario di Mosul, la metropoli diventata roccaforte dell'Isis.
IL SEQUESTRO DI AZZIZ. Padre Azziz stava rincasando in taxi dalla Turchia verso le zone comandate dai ribelli jihadisti di al Nusra, dopo aver visitato alcuni parenti scappati dall'Iraq a causa dell'Isis, poi più nessuna traccia.
Dall'antivigilia di Natale, il 23 dicembre, la confraternita della Custodia di Terra Santa non lo ha più sentito e ha avviato contatti con i miliziani della regione, temendone il sequestro come già accaduto la scorsa estate.
IL PRECEDENTE DI DALL'OGLIO. Nel Nord della Siria, nel 2013 fa è scomparso anche il gesuita Paolo Dall'Oglio, in mesi cruciali per il nascente Isis.
Anche il nuovo caso avviene in un momento decisivo della guerra al Califfato e dei negoziati sulla Siria, ponendo centrale la questione (dibattuta) di quali gruppi, oltre l'Isis, considerare terroristi e di chi invece includere tra gli interlocutori.

Al Nusra e Isis, prima uniti e poi avversari di jihad

Le perdite dell'Isis in Siria e in Iraq dall'inizio del 2015.

Solidale con i ribelli e inviso al regime, nel 2012 padre Dall'Oglio fu espulso dalla Siria e riparò nel Kurdistan iracheno.
Ma prima del rapimento rientrò nei territori dei ribelli per trattare a Raqqa la liberazione di alcuni ostaggi: da lì, nell'odierna capitale dell'Isis, di lui dal 29 luglio 2013 non si hanno più notizie.
Sulla sua sorte si sono accavallate diverse voci, smentite o mai confermate, incluse quelle della sua morte.
Come Azziz, il gesuita aveva superato il confine con la Turchia e in quei giorni avrebbe avuto un colloquio con il capo dell'Isis Abu Bakr al Baghdadi, l'autoproclamato Califfo che prima dell'Isis aveva pilotato anche al Nusra, il ramo siriano di al Qaeda in Iraq.
AFFILIATI AD AL QAEDA. Il rapimento di Dall'Oglio si è consumato nelle difficili settimane post-scissione tra l'Isis e l'ala più estremista dei ribelli, tuttora affiliata ad Qaeda. Settimane nelle quali i combattenti jihadisti, locali e stranieri, si dividevano tra l'uno e l'altro fronte.
Nel marzo 2013 Raqqa cadeva sotto il controllo di al Nusra, che imponeva l'interpretazione più estrema della sharia. Nel giugno avveniva il salto di 'qualità' dell'Isis: nel frattempo al Qaeda prendeva le distanze da al Baghdadi e la guerra in Siria diventava anche un conflitto territoriale tra i due gruppi terroristici, militarmente i due maggiori oppositori al regime.
LA JIHAD DI IDLIB. Per alcune fonti, Dall'Oglio sarebbe stato rapito da estremisti vicini ad Qaeda e infine caduto nelle mani dell'Isis.
Padre Azziz è probabilmente detenuto da al Nusra: nella scorsa primavera Idlib - roccaforte dei ribelli, al confine con la Turchia - è stata sottratta al regime siriano dai ribelli capitanati dai qaedisti.
Nella provincia è forte la loro presenza: anche nel luglio scorso il breve sequestro del francescano era stato rivendicato dal gruppo.
Al religioso iracheno, che aveva anche operato a Latakia, nel feudo degli Assad, i jihadisti avrebbero chiesto di rimuovere i simboli cristiani dalla parrocchia. Nel Natale 2013 al Nusra rapì anche 13 monache cristiane, poi rilasciate incolumi

Le brigate estremiste islamiche che si contendono la Siria

Questo Natale anche l'Isis ha liberato 25 cristiani, al termine di un negoziato con la Chiesa assira.
Ma non c'è da illudersi: ogni concessione dei jihadisti è dovuta a precise contropartite politiche e militari e non risparmia crudeltà future.
A dicembre al Nusra ha per esempio rilasciato un gruppo di soldati e poliziotti libanesi in cambio della scarcerazione, da parte di Beirut, di un gruppo di jihadisti, inclusa l'ex moglie e la figlia di al Baghdadi.
I qaedisti siriani hanno ora interesse a trattare per farsi depennare dalla black list dei terroristi e riabilitare tra i legittimi oppositori di Assad: in merito c'è un'accesa discussione ai negoziati di Vienna tra le potenze loro sponsor e una parte di al Nusra sarebbe pronta anche a dissociarsi dagli attentatori dell'11 settembre.
L'ISIS SCONFITTO A RAMADI. Ma i raid a tappeto in Medio Oriente stanno inasprendo gli animi.
In Iraq Ramadi è stata sottratta all'Isis, che nel momento di debolezza promette di scatenare rappresaglie e attentati - anche per mano di lupi solitari di al Qaeda - all'estero.
Le bombe russe scagliate nel Nord della Siria contro tutti i gruppi jihadisti salafiti, come Ahrar al Sham a Jaysh al Islam (il cui comandante Zahran Alloush è stato ucciso a Natale a Damasco), seminano sentimenti di odio e vendetta.
Queste formazioni meno note, ma con decine di migliaia di combattenti estremisti, sono foraggiate dichiaratamente dai sauditi, dalla Turchia e dal Qatar perché più 'presentabili' tra i fondamentalisti.
IL REBUS SUI JIHADISTI. Non si sono mai direttamente affiliate ad al Qaeda o all'Isis, cooperando tuttavia con al Nusra e flirtando con i talebani.
Hanno partecipato alle loro riunioni, inviato loro messaggi d'ammirazione e hanno l'obiettivo di fondare uno Stato islamico. Anche i miliziani di Aḥrar al Sham a Jaysh al Islam - invitati al tavolo sulla Siria - vivono di sequestri a scopi politici e di autofinanziamento e hanno combattenti, anche stranieri, che passano da un gruppo estremista all'altro.
La questione complessa è se è più lungimirante combatterli indiscriminatamente o includerli per la pacificazione.

Correlati

Potresti esserti perso