IMPRESE 26 Gennaio Gen 2016 1227 26 gennaio 2016

Henry Worsley, morto l'uomo che voleva attraversare l'Antartide in solitaria

Sulle orme di Ernest Shackleton, ha raggiunto il Polo Sud da solo, ma si è arreso a 45 chilometri dall'arrivo dopo averne percorsi 1600. Le foto della sua impresa.

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Aveva sfidato l'impossibile sulle tracce di Ernest Shackleton, il mitico esploratore di inizio '900, ma alla fine il Polo Sud ha avuto la meglio.
È morto per sfinimento e disidratazione l'esploratore britannico Henry Worsley mentre cercava di attraversare a piedi in solitario e senza assistenza l'Antartide, tentando un'impresa mai riuscita (guarda le foto). L'ex militare 55enne era in viaggio da 71 giorni quando, stremato dalle condizioni proibitive, è stato costretto a lanciare un Sos a soli 45 chilometri dal traguardo.
RECUPERATO DAI SOCCORSI. I soccorsi lo hanno recuperato e portato in un ospedale a Punta Arenas, in Cile, ma le sue condizioni fisiche erano già troppo deteriorate e i medici non sono riusciti a salvarlo. Fra i primi ad esprimere il proprio dolore per la morte del tenente colonnello reduce dell'Afghanistan è stato il principe William, amico di Worsley e finanziatore dell'impresa. «Aveva mostrato grande coraggio e determinazione e siamo incredibilmente orgogliosi di aver collaborato con lui», ha detto il duca di Cambridge: «Abbiamo perso un amico ma resterà una fonte di ispirazione per tutti noi».
NESSUNA ASSISTENZA NELL'IMPRESA. Worsley, residente a Londra, con la sua impresa voleva raccogliere denaro per Endeavour Fund, organizzazione che aiuta i militari malati e feriti e viene gestita dalla Royal Foundation dei duchi di Cambridge e del principe Harry.
Era previsto che non ricevesse alcuna assistenza nel corso della sua traversata a piedi e non poteva nemmeno contare sui cani che tirassero la slitta coi viveri e l'equipaggiamento.

Il tragitto percorso da Worsley (Daily Mail).

L'impresa doveva durare in tutto 75 giorni e Worsley aveva a disposizione cibo per soli 80. È arrivato a 45 chilometri dall'arrivo, dopo averne percorsi 1600, sopportando temperature di -40 e i venti gelidi dell'Antartide.
Nel suo ultimo messaggio si rammaricava di non poter concludere l'impresa quando ormai ne vedeva la conclusione. Le sue condizioni fisiche già precarie erano aggravate da una peritonite batterica che i medici non sono riusciti ad arrestare.
SULLE ORME DEI GRANDI. Worsley, per il coraggio e la determinazione, ricorda gli altri grandi esploratori del passato che avevano sfidato il Polo Sud, come Ernest Shackleton, Roald Amundsen e Robert Falcon Scott, altro britannico che proprio in Antartide perse la vita, nel 1912, mentre tornava al campo base con la sua spedizione. Tra l'altro Worsley era discendente dello skipper di Shackleton, Frank Worsley.
Nel 2009 il tenente colonnello, assieme a due compagni di avventura, anche loro con legami di parentela con Shackleton, portò a compimento un'impresa che nel 1909 non era riuscita all'esploratore di Sua Maestà: raggiungere a piedi il Polo Sud. In quel caso i tre percorsero 1500 chilometri in 66 giorni prima di concludere il viaggio fra i ghiacci.

Un allenamento dell'esploratore (Pa).

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