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INTERVISTA 5 Febbraio Feb 2016 1500 05 febbraio 2016

Colonia, Ambrosini: «L'estrema destra strumentalizza le donne»

Nuovi casi di violenze nella città renana. Il sociologo Ambrosini sulle proteste: «Si usa il corpo femminile per opporsi al multiculturalismo. È inaccettabile». 

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Prima i fatti di Capodanno, con centinaia di donne che hanno subito molestie e aggressioni da parte di circa 1.000 uomini nordafricani.
Poi una nuova ondata di denunce, in occasione del Carnevale di Colonia: 22 i reati sessuali, di cui due gravi, che avrebbero avuto luogo nel giovedì grasso che ha dato il via alla mascherate all'ombra del Duomo della città renana.
Tra le vittime, riporta la Bild, una ragazza di 22 anni, violentata da un profugo afghano, ora in stato di fermo.
«STRUMENTALIZZAZIONE INACCETTABILE». L’estrema destra, intanto, cavalca l’onda dell’indignazione. E mette in crisi la politica dei rifugiati di Angela Merkel.
«Questi episodi vengono strumentalizzati come un altro pretesto per frenare la logica dell’accoglienza», ha spiegato a Lettera43.it Maurizio Ambrosini, docente di Sociologia delle migrazioni all’Università di Milano. «Si cerca di sfuggire agli obblighi umanitari, e questo è inaccettabile».
«SI USANO LE DONNE PER OPPORSI AL MULTICULTURALISMO». Quello a cui si sta assistendo è uno scontro che vede «il corpo delle donne strumentalizzato per opporsi al multiculturalismo». Operazione che sta andando in porto: «C'erano già i presupposti, questa è la classica goccia che fa traboccare il vaso».
E il rischio maggiore è che si faccia di tutta l'erba un fascio, che si identifichi il problema nel milione di rifugiati arrivati in Germania durante l'estate, e non nel migliaio di molestatori di Colonia.

Maurizio Ambrosini, docente di Sociologia dei flussi migratori all'Università di Milano. ©ImagoEconomica.

DOMANDA. Com’è stato possibile arrivare a una situazione così estrema?
RISPOSTA.
Credo ci siano da distinguere diversi aspetti. Prima di tutto quello della mancata prevenzione. Si pensi a Capodanno: 70 agenti erano troppo pochi per un presidio che funzionasse. E il capo della polizia ha già pagato questa leggerezza con il licenziamento.
D. Si poteva e doveva fare di più, insomma.
R.
Potrebbero imparare da Milano, dove in piazza del Duomo c’erano 70 mila persone e non è successo niente. Per una volta possiamo dare lezioni alla Germania.
D. Qual è stato il segreto di Milano?
R.
La collaborazione e l’organizzazione di polizia, protezione civile e volontari, tra i quali c’erano anche degli immigrati. Nel 2010-2011, quando questa macchina non era ancora collaudata, ci furono problemi anche a Milano, con vetri rotti e feriti. Succede un po’ in tutte le grandi feste di massa.
D. Qui però si parla di violenze sessuali.
R.
Ed è certamente la parte più odiosa del tutto, ma in questo momento mi pare di capire sia stata minoritaria. Dei 19 tra rifugiati e clandestini denunciati a Capodanno, per esempio, si sa che quattro sono accusati di furto. Degli altri non si conosce l'accusa.
D. Dalle denunce della prima ora non sembrava essere così.
R.
Si è creato, nei mezzi di comunicazione, un legame tra molestie e rifugiati, tra accoglienza e questioni di ordine pubblico, ma in Germania sono entrati oltre 1 milione di profughi. Sono vittime che scappano dalle guerre, non santi. Non conosciamo le loro attitudini.
D. Però in molti sostengono che i fatti di Colonia siano riconducibili alla cultura tipicamente maschilista delle popolazioni islamiche.
R.
Io credo che tutto sia da ricondurre alla responsabilità individuale. Poi, certo, molti immigrati che arrivano dal terzo mondo non vedono di buon occhio le abitudini delle nostre donne, ma la maggior parte di loro non trae spunto da questo per compiere molestie e violenze sessuali.
D. Non accettano che le donne occidentali vadano in giro troppo scoperte per i loro canoni?
R.
Esattamente come noi, in passato, le criticavamo per lo stesso motivo. Ora invece non ci piace che siano troppo coperte. Il corpo della donna sta diventando un pretesto. Non ho mai visto tanta simpatia per i diritti femminili come da quando esiste il discorso dell’immigrazione.
D. Siamo di fronte a due culture incompatibili?
R.
Taquieff, uno studioso francese, disse che se il razzismo tradizionale, quello scientifico, non ha più un fondamento, si sta passando a un razzismo culturalista.
D. Cosa significa?
R.
Si parte dal presupposto che esistano diverse culture, che ognuna abbia diritto di esprimersi, ma per farlo ciascuna ha bisogno di un suo spazio fisico senza invasioni e contatti reciproci. Mi pare che questa operazione stia riuscendo proprio attraverso il tema dei diritti delle donne. Si è arrivati a sostenere che il multiculturalismo fa male alle donne.
D. In un primo momento si era anche ipotizzato che i fatti di Colonia potessero avere una regia xenofoba.
R.
E c’è chi ha parlato di terrorismo culturale paragonandoli alla strage di Charlie Hebdo, mischiando fatti di gravità e complessità diversa. Io invece credo che siano stati episodi spontanei, ma certo ora vengono strumentalizzati dall’estrema destra.
D. E l’obiettivo qual è?
R.
Porre fine alle politiche dell’accoglienza, sfuggire ai propri obblighi. Questo, sia chiaro, è intollerabile e inaccettabile.
D. Ma può succedere?
R.
Credo che stia succedendo e succederà. C’erano già i presupposti perché accadesse. La stessa Merkel era tornata già su suoi passi appena una settimana dopo la straordinaria apertura arrivata sulla scia emotiva scatenata dalla foto del piccolo Aylan, il bimbo trovato morto sulla spiaggia di Bodrum.
D. La politica dei rifugiati è destinata a fallire?
R.
Il 2015 si è chiuso male, con gli accordi con la Turchia e i Paesi del Nord Africa che, in cambio di aiuti economici, hanno accettato di trattenere i rifugiati. Inoltre se va in porto la questione degli hotspot, con le identificazioni forzose, il risultato sarà il ripristino degli accordi di Dublino: i rifugiati che entreranno in Europa resteranno in Italia e Grecia.
D. Esiste un modo per limitare i rischi di devianza da parte degli immigrati?
R.
I ricongiungimenti familiari fanno calare drasticamente il tasso di criminalità. I reati sono compiuti soprattutto da giovani maschi soli. Possiamo dire che le mogli li tengono in riga. Poi bisogna evitare la ghettizzazione e incentivare il coinvolgimento in forme di associazionismo.
D. In Italia potrebbe capitare quello che è successo a Colonia?
R.
Il rischio non si può mai escludere del tutto. Le violenze sessuali ci sono sempre state, in Italia ci sono 5 milioni di immigrati e un certo numero di maschi soli. Di contro mancano grandi banlieue come quelle di Parigi e Londra, e se si continua a lavorare come a Milano i rischi si possono scongiurare.

Twitter @GabrieleLippi1

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