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SALUTE 25 Febbraio Feb 2016 1147 25 febbraio 2016

Cosmetici e cancro: le sostanze considerate a rischio

Un'associazione Usa rivela quali sono gli ingredienti potenzialmente tossici. E le politiche dei grandi marchi a riguardo.

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Brutto colpo per Johnson&Johnson, che dovrà pagare 55 milioni di dollari ad una donna americana. Un tribunale di St. Louis ha ordinato un maxi-risarcimento nei confronti di Gloria Ristesund, 62enne del South Dakota, la quale afferma che l'uso per anni di prodotti a base di talco l'ha portata a sviluppare un tumore ovarico.
Si tratta del secondo verdetto sfavorevole per l'azienda nel giro di pochi mesi. A fine febbraio un tribunale del Missouri aveva ordinato alla J&J di pagare 72 milioni di dollari (oltre 65 milioni di euro) alla famiglia di una donna morta nel 2015 di cancro alle ovaie.
Secondo quando dichiarato dagli avvocati, la donna - Jackie Fox, 62enne dell'Alabama - aveva usato per decenni il borotalco della Johnson & Johnson.
E, avevano denunciato, il gruppo sapeva dei rischi del prodotto ma ha omesso di informare i consumatori.
POSSIBILE EFFETTO DOMINO. In quel processo i legali avevano citato come prova un promemoria di un consulente dell'azienda datato settembre 1997 in cui si avvisava che «chiunque neghi il rapporto tra il talco igienico e il cancro alle ovaie sarebbe visto come uno che negami il legame tra le sigarette e il cancro».
Tramite la portavoce Carol Goodrich Johnson&Johnson ha però affermato che presenterà appello per entrambe le decisioni, a suo parere contrarie ai risultati di decenni di ricerche che sostengono la sicurezza del talco. Si era trattato del primo verdetto del genere e, secondo quanto previsto da Nora Freeman Engstrom, dell'università di Stanford, «ora non gira bene per Johnson & Johnson, dal momento che esistono almeno 1.200 casi pendenti e ora altre migliaia potrebbero arrivare».
LA CAMPAIGN FOR SAFE COSMETICS. Nel maggio 2009, un sito per la tutela dei consumatori, Campaign for Safe Cosmetics, aveva pubblicamente chiesto alla Johnson & Johnson di eliminare dai prodotti sostanze considerate dannose.
Dopo tre anni di petizioni e campagne di boicottaggio, l'azienda ha accettato nel 2012 di eliminare le diossine 1 e 4 e la formaldeide, entrambe catalogate come probabilmente cancerogene, entro il 2015.
Il sito prende in analisi le sette principali multinazionali produttrici di cosmetici (Avon, Estee Lauder, Johnson & Johnson, L'Oréal, Procter & Gamble, Revlon e Unilever) e indica la loro politica nei confronti della sostanze considerate a rischio. Guarda l'elenco completo.

In rosso le sostanze su cui le aziende non hanno una politica di trasparenza, in verde quelle regolamentate e in grigio quelle su cui le aziende stanno cambiando politica (clicca qui per guardare la tabella completa).

L'utilizzo di ingredienti considerati potenzialmente tossici dall'associazione è ampiamente diffuso e nella maggior parte dei casi, è la denuncia, non c'è trasparenza da parte delle compagnie sul loro impiego.
Osservando la tabella, si vede che, tra le varie multinazionali, la Johnson & Johnson risulta una delle più virtuose.
«UNO DEI SETTORI CON MENO CONTROLLI». Uno degli ultimi casi citati dalla Campaign for Safe Cosmetics riguarda tre prodotti anti-invecchiamento commercializzati da L'Oréal e Procter & Gamble. Un report dell'ottobre 2015 segnala la presenza di un agente tossico legato al cancro, l'acido perfluoroottanoico, nelle sostanze analizzate e sollecita le aziende citate a ritirarle dal mercato (clicca qui per vedere il report completo).
Secondo lo studio, la maggior parte dei consumatori «considera i cosmetici al pari dei cibi e delle medicine, ovvero prodotti su cui vengono fatti attenti controlli. Ma, in realtà, il settore è uno dei meno controllati in assoluto. A peggiorare le cose, gli agenti contaminanti in un prodotto finito possono generarsi successivamente al processo di produzione, e mancare di conseguenza dall'etichetta sulla confezione».
LA POLEMICA SUI PARABENI. Una delle ultime sostanze indagate per la loro dannosità sono i parabeni, conservanti presenti in molti tipi di cosmetici.
Nel 2004 uno studio su un piccolo campione di pazienti ha dimostrato la presenza di tracce di parabeni nei tessuti tumorali asportati da donne malate: «Questo ha aumentato le preoccupazioni sulla pericolosità di queste sostanze», riporta l'Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro), «è bene tuttavia ricordare che si tratta di un'analisi senza gruppo di controllo (cioè nessuno ha cercato le tracce di parabeni nei tessuti mammari di donne sane), per cui non vi è alcuna dimostrazione di una relazione di causa-effetto».
Sul sito della Campaign for Safe Cosmetics è possibile trovare l'elenco dei casi più recenti di denuncia.
Inoltre, il gruppo ha realizzato una 'red list' degli elementi chimici da evitare presenti nei prodotti divisi per categoria.

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