Scienza e tecnica 25 Febbraio Feb 2016 1500 25 febbraio 2016

Fukushima, ricerca di Greenpeace sulle acque radioattive - La notizia

A cinque anni dalla devastante contaminazione nucleare

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Fukushima (askanews) - A cinque anni dal più catastrofico incidente nucleare dopo Chernobyl, a Fukushima non sono ancora chiare le dimensioni del più esteso rilascio di radioattività nell'ambiente marino della storia.La Tepco, società proprietaria della centrale collassata dopo lo tsunami dell'11 marzo 2011, nel tentativo di raffreddare le tonnellate di combustibile del reattore fuso nelle unità della centrale nucleare, ha prodotto oltre 1,4 milioni di tonnellate di acqua radioattiva. Una contaminazione che non ha interessato solo le acque del Pacifico, dove resterà per almeno 300 anni, ma ha coinvolto anche il terreno, le foreste e le montagne della zona.Per cercare di fissare un punto di situazione concreto, Greenpeace Japan ha deciso di avviare un'indagine sui livelli di radioattività delle acque del Pacifico, analisi condotta da una nave di ricerca munita di un veicolo telecomandato equipaggiato con uno spettrometro in grado di rilevare la presenza di raggi gamma e un dispositivo per la raccolta dei sedimenti.'Nell'oceano si trovano aree di sofferenza e dobbiamo identificare queste zone con precisione' spiega Jan Vande Putte, ricercatore di Greenpeace. 'È un'informazione fondamentale per i pescatori perché esistono altre zone dove pescare è sicuro. Per questo dobbiamo mappare quelle a rischio'.'Si è trattato del più esteso rilascio di radioattività nell'ambiente marino della storia' ha sottolineato l'esperto nucleare di Greenpeace Shaun Burnie sul ponte della Rainbow Warrior, la nave ammiraglia del gruppo che appoggerà la campagna di ricerca. Fukushima deve fronteggiare una gigantesca crisi legata alle acque radioattive sversate nell'oceano e i cui veleni finiscono per concentrarsi nella catena alimentare, ha concluso Burnie.(Immagini Afp)

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