Cronaca 2 Marzo Mar 2016 1730 02 marzo 2016

Allarme dell'intelligence: pericoli per l'instabilità della Libia - La notizia

Ha favorito la formazione di strutture jihadiste e di nuclei Isis

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Milano (askanews) - Centocinque anni dopo la conquista della Tripolitania e della Cirenaica voluta da Giovanni Giolitti nel 1911 i destini della Libia e dell'Italia sembrano destinati a incrociarsi di nuovo. Dalla sede della rappresentanza italiana alle Nazioni Unite di New York il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha dichiarato che l'Italia è pronta a rispondere alle richieste di sicurezza e stabilizzazione di un governo libico di unità nazionale ed è pronta a guidare la missione. 'Ci sono piani molto avanzati. Ma il governo libico di unità nazionale è la chiave di tutto' ha spiegato Gentiloni.Posizione ribadita anche dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, intervistato dal Tg1. Con i partner statunitensi, l'Italia condivide l'idea che prima di pensare a una missione militare occorre che si formi un governo stabile in Libia. 'Abbiamo visto cosa è successo quando qualcuno è intervenuto in Libia senza un quadro stabile. Ora la priorità - ha concluso Renzi - è formare un governo in Libia'.L'emergenza libica è anche al centro della relazione al Parlamento del Dipartimento informazioni per la sicurezza della presidenza del Consiglio. La Libia e il suo caotico momento istituzionale, sociale e militare rappresentano uno dei più delicati punti critici per il nostro paese. Per questo, gli operatori dei servizi d'intelligence stanno operando con un'intensità capillare su tutto il territorio.Nell'analisi del dipartimento che coordina l'attività dei nostri servizi segreti si parla esplicitamente del rilievo assoluto riservato al presidio informativo organizzato in Libia. 'L instabilità libica - notano i servizi di sicurezza italiani nella relazione - ha favorito la formazione di strutturate filiere jihadiste e di nuclei pro-Daesh e proprio da quelle coste sono partiti, nell anno appena terminato, il 90% dei clandestini giunti in Italia via mare'.Da cui le allarmanti conclusioni conseguenti. È assai difficile, avvertono i nostri servizi, limitare le attività terroristiche e i traffici illeciti in una Libia divisa e caratterizzata da una gravissima instabilità politica e militare. Il fantasma dell'eredità di Giolitti si fa più vicino.

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