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MUM AT WORK 12 Marzo Mar 2016 1400 12 marzo 2016

La lezione di Fabrizio ai «mariti tradizionali»

Ha lasciato il lavoro per sostenere la carriera della moglie, dottoranda in Finlandia. Un Paese che ha un welfare su misura per le famiglie. A differenza del nostro.

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«Mio marito, che ha mollato un buono stipendio, famiglia e amici per sostenere la mia carriera in un nuovo Paese. #uominicheamanoledonne».
Questo Tweet dell’8 marzo mi ha incuriosita.
Chi è quest’uomo che lascia tutto per la sua compagna? Un italiano?
Decido di mettermi in contatto con l’autrice, per capire meglio e andare oltre i 140 caratteri. Lei è Paola Elefante una dottoranda in matematica all’Università di Helsinki.
A BRACCETTO IN FINLANDIA. La scelta di suo marito Fabrizio «è stata incredibile, il nostro è uno dei pochi esempi in cui l'uomo ha seguito la donna per la carriera qui», racconta la professoressa a Lettera43.it.
La loro è stata una decisione ragionata, condivisa. E un cambiamento radicale per Fabrizio, che ha lasciato un lavoro a tempo indeterminato in Italia per dare la possibilità a Paola di lavorare all’Univerisità finlandese: «Mio marito è un uomo molto generoso. Certo, aiuta il fatto che abbiamo lo stesso obiettivo: la famiglia. Io al tempo parlai con lui senza imporre nulla. Gli spiegai l'opportunità, valutammo insieme le conseguenze», continua Paola. «Eravamo affascinati entrambi dalla Finlandia e dai suoi servizi, ci sembrava un buon Paese dove creare una famiglia».
IL PARADISO DEL WELFARE. E in effetti, secondo il rapporto Save the Children, la Finlandia è il Paese migliore dove vivere per mamme e bambini.
Quali sono i servizi di welfare - misteriosi per noi italiani - che aiutano i cittadini del Nord Europa a lavorare e mettere su famiglie spesso numerose? «Io ho avuto una maternità lunga 10 mesi e poi mio marito una paternità di due. Così la bambina ha iniziato ad andare a scuola a un anno. Siamo facilitati da una società che offre molti privilegi alle famiglie: asili a orario flessibile e molto economici, flessibilità al lavoro per questioni familiari, e molto altro», spiega Paola. «Come i 100 euro che lo Stato paga alle famiglie per ogni figlio».

Il tweet di Paola, pubblicato l'8 marzo.

Paola: «La nostra bussola è sempre orientata verso la famiglia»

Fabrizio, una volta lasciato il lavoro in Italia e arrivato a Helsinki, inizia a studiare la lingua e dopo poco trova lavoro in un'azienda di videogiochi, dove ancora è impiegato.
I nidi e gli asili comunali sono di altissimo livello (tre, quattro bambini per insegnante), hanno un costo contenuto e la retta si calcola in base alle possibilità della famiglia.
Insomma, non c’è la corsa ai pochissimi posti al nido che le mamme lavoratrici sperimentano nelle grandi città italiane, come Roma.
Parlo con Paola del fatto che lei abbia potuto cogliere l’opportunità in un’univerisità straniera e contemporaneamente mettere su famiglia perché con il marito ha trovato un nuovo equilibrio. Nella coppia, prima di tutto.
«DOVERI DISTRIBUITI EQUAMENTE». «Il lavoro è importante per entrambi, è parte della nostra identità, anche se la nostra bussola è sempre orientata verso la famiglia», dice. «Negli ultimi anni ci siamo sostenuti a vicenda, ad esempio favorendoci nei viaggi di lavoro. Lui mi ha accompagnata insieme alla bimba a delle conferenze, e io ho fatto lo stesso in alcuni suoi viaggi».
Inoltre, «in casa nostra i doveri sono distribuiti equamente tra me e mio marito, e credo che anche questo sia un esempio importante per la bambina».
Paola e Fabrizio si sono divisi i compiti «in modo chiaro, questo ha fissato un equilibrio perfetto. Occasionalmente magari io faccio quello che lui deve fare e viceversa, ci si viene incontro. Ma è ben chiaro chi deve fare cosa normalmente».
UN NUOVO EQUILIBRIO. Rispetto alla famiglia-tradizionale-italiana questo è un nuovo equilibrio. Lui lascia lavoro, amici, famiglia per la carriera di lei.
Lui condivide con la moglie il carico di cura della figlie e della casa.
Aiuta il fatto di essere in un Paese che semplifica le gestione lavoro/famiglia, perché offre servizi.
Aiuta la cultura meno maschilista: «In Finlandia i compiti a casa si dividono 50-50 nella coppia», riflette Paola.
E in Italia sarebbe stato possibile? Paola è positiva e pensa che tutto «cambierà, io conto sulla prossima generazione».

Twitter @francesca_gui

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