Bando Viminale 160317140848
CONTRADDIZIONI 17 Marzo Mar 2016 1405 17 marzo 2016

Viminale, le anomalie dell'ufficio stampa

Il ministero cerca un giornalista a titolo gratuito. Ma degli 8 che lavorano in comunicazione, con buoni stipendi, solo due sono iscritte all'odg.

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Il bando del Viminale.

Indigna, e non poco, il bando del ministero dell'Interno per la ricerca di un giornalista professionista che si occupi della comunicazione in ambito dell'immigrazione a titolo gratuito.
L'offerta, pubblicata il 9 marzo, dal dipartimento delle Libertà civili e l'Immigrazione non prevede infatti alcuna retribuzione.
Evidentemente al Viminale sono convinti che il prestigio di una posizione del genere sia sufficiente a pagare l'affitto e fare la spesa.
LE COMPETENZE RICHIESTE. Non è poi che al ministero si accontentino. La figura ricercata, infatti, non solo deve essere iscritta come si diceva all'Albo dei professionisti ma deve aver maturato pure tre anni di esperienza nella comunicazione istituzionale.
ALFANO: «NON È UNA NOVITÀ». Alle polemiche, Angelino Alfano ha risposto dicendo che il professionista selezionato «non sarebbe incardinato in via permanente nei ruoli del ministero».
E, ancora: «Non è una novità. Nessuno costringe nessuno. Vediamo se qualcuno vuol dare una mano d'aiuto in questo modo, viceversa prenderemo atto che nessuno ha voglia. Ma suppongo che qualcuno la presenterà, la domanda. Il nostro approccio, ovviamente, non è un approccio sindacale, ma è un approccio che dà l'opportunità di un'esperienza».
Del resto non è che sia una passeggiata gestire i rapporti con la stampa nazionale e internazionale per un ente come il Viminale.
Viene da chiedersi allora perché nell'ufficio stampa dello stesso di professionisti non se ne vedano. Pardon, su otto uno ce n'è.

Da vicepresidenti di Fondazioni a segretarie: i comunicatori del Viminale

Basta scorrere il sito del ministero, cliccare amministrazione trasparente e voilà: ecco gli incarichi.
Si scopre così che il capo Ufficio stampa e comunicazione, Serenella Ravioli, stipendio annuo di 70 mila euro (è anche direttore del portale Interno.gov.it) sebbene sul curriculum scriva «iscritta all'ordine dei giornalisti», in realtà sia pubblicista (almeno lo era fino al 2015).
Vero, ha una lunga esperienza di comunicazione istituzionale visto che dal 2001 ricopre incarichi nei ministeri: da capo segreteria a esperta di comunicazione.
STIPENDI DA 30 MILA EURO. E gli altri sette i cui stipendi vanno dai 30 ai 32 mila euro l'anno?
I loro cv hanno sempre a che fare più o meno con la comunicazione. Ma anche con la scrittura, il teatro e le biblioteche. Perfino la giurisprudenza.
Più d'un addetto ha poi avuto contratti di consulenza in Rai.
Saltano agli occhi però alcune 'anomalie'.
IL PRATICANTE AVVOCATO. Gaetano Miccichè, nato nel 1987, in realtà è un praticante avvocato. Presso uno studio di tutto rispetto: il Bernardini de Pace di Milano, però. Viene da chiedersi quanto tempo dedichi al lavoro di comunicatore.
IL VICESEGRETARIO DELLA DE GASPERI. Oppure Armando Tarullo, classe 1945, il cui cv a dire il vero è un tantino ermetico. Unica nota di rilievo: «Cooptato nel Consiglio della Fondazione Alcide De Gasperi a luglio 2000».
Già, la Fondazione De Gasperi dal luglio 2013 ha come presidente proprio Angelino Alfano. E che era finita invischiata pure in Mafia Capitale.
Dagli accertamenti effettuati sui conti corrente delle cooperative riconducibili a Salvatore Buzzi, braccio imprenditoriale di Massimo 'er Cecato' Carminati, risultava infatti che nel novembre 2012 «era stata bonificata la somma di euro 30 mila in favore della Fondazione per la Pace e Cooperazione Internazionale Alcide De Gasperi».
LA VICENDA DI MAFIA CAPITALE. Tarullo, segretario generale dal 2000 e quindi vicepresidente, raccontò ai giornali di essersi sentito a disagio nella nuova sede della Fondazione in San Lorenzo in Lucina, perché «eccessiva per una fondazione come la nostra, legata all’immagine e al messaggio di De Gasperi».
Ah, nel 2012 il direttore operativo della Fondazione era Franco Panzironi, ex amministratore delegato Ama e braccio destro di Gianni Alemanno e per questo uomo ponte del tandem Buzzi-Carminati in Campidoglio. E oggi sotto processo.
L'EX MAESTRA DI GINNASTICA. Nel team c'è anche Flora Alfano, 39 anni, siciliana. Tra le altre cose ex insegnante di educazione fisica ad Agrigento («insegnante ausiliaria di Educazione fisica nelle scuole elementari) e collaboratrice presso il museo archeologico regionale San Nicola della stessa città. Ultimo impiego, da curriculum, nel 2011 segretaria alla Global International Service, società che si occupa di istruzione e addestramento professionale.
Poco più giovane, è un 82, ma sempre siciliano è Giuseppe Cappello. Prima di arrivare al Viminale, era consulente legale e amministrivo, all'Ismea, presso il ministero dell'Agricoltura. Prima, mentre si laureava, aveva lavorato alla segreteria e cerimoniale del Guardasigilli.
Chiude la lista Francesca Daniela Gentile, giornalista professionista, ex docente alla Luiss, consulente e portavoce presso vari ministeri.
A una prima occhiata, superficiale e basata solo sui curriculum, solo uno dei componenti dell'Ufficio stampa del ministero, tutti con contratto a scadenza a termine mandato, avrebbe potuto presentare domanda per il posto gratuito del bando.

La normativa del 2000: negli uffici stampa iscritti all'ordine

Discorso a parte va fatto per la normativa.
Stando alla legge 150 del 2000 che regola la Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni, «gli uffici stampa sono costituiti da personale iscritto all’albo nazionale dei giornalisti» (articolo 9).
Nell'ufficio stampa del Viminale però solo due sono iscritte: la capoufficio stampa pubblicista e Gentile professionista.
Forse il ministero dovrebbe, come chiesto dal Fnsi, il sindacato dei giornalisti, ritirare quel bando. «È inaccettabile, oltre che offensivo, che il ministero dell'Interno proceda a una selezione pubblica per reclutare un giornalista professionista specificando che l'incarico è a titolo gratuito», recita una nota.
O perlomeno rivedere al ribasso le competenze richieste a un volontario.

Twitter: @franzic76

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