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RELIGIONE 20 Marzo Mar 2016 1100 20 marzo 2016

Esorcisti e diavoli, c'è una scuola per studiarli: la storia

«In nomine Jesus». E via col rito. A Roma un corso insegna a salvare i posseduti. Basta crederci. E avere 300 euro. Padre Barrajón: «Al demonio si può dire di no».

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Il demonio e le sue tentazioni possono essere combattute. Con l'esorcismo. Basta crederci.
A Roma c'è un seminario di sei giorni - giunto all'undicesima edizione - che si chiama 'Esorcismo e preghiera di liberazione' e punta a far conoscere le pratiche di lotta alle possessioni e alle influenze diaboliche.
Aperto anche ai laici, è in programma dal 4 al 9 aprile 2016 all'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma, l'università romana dei Legionari di Cristo. Quota di iscrizione: 300 euro.
PER CAPIRE LA POSSESSIONE. Padre Pedro Barrajón, direttore dell'Istituto Sacerdos e uno degli organizzatori del ciclo di lezioni, spiega a Lettera43.it: «Il corso si propone di dare solide basi teoriche e pratiche su angeli e demoni con un approccio interdisciplinare e puntare a distinguere i casi di possessione da quelli di malattia psichiatrica».


Padre Pedro Barrajón, direttore dell'Istituto Sacerdos.


DOMANDA. Che cosa tratta il seminario?
RISPOSTA.
Il corso vuole essere un'introduzione generale alla teoria degli angeli e dei demoni. Molto importante è il tema del 'discernimento', ovvero lo studio su come riconoscere il diavolo.
D. Ma i posseduti esistono davvero?
R. Ci sono persone che lo sono, altre invece sono semplicemente malate o, in alcuni casi, manipolate. E spesso è molto complesso fare queste distinzioni.
D. Perciò all'interno del corso sono previsti anche interventi di psicologi.
R.
Non solo, diamo spazio anche a sociologi e persino a criminologi. Naturalmente ci sono anche testimonianze di esorcisti.
D. Qual è il ruolo degli esorcisti al giorno d'oggi?
R.
Sono sacerdoti con una preparazione particolare che consente loro di affrontare la possessione diabolica.
D. E come?
R. L'azione del demonio non può essere evitata, ma è possibile intervenire per fermarla.
D. A crederci sono soltanto i cattolici?
R. No, il concetto di possessione diabolica è presente anche in altre religioni tra cui l'ebraismo, l'islam e l'induismo.
D. Però alcuni prelati si mostrano critici su questo tema...
R.
Per lungo tempo, in particolare dopo il Concilio Vaticano II, in ambito ecclesiastico è subentrato grande scetticismo e questo ha causato mancanza di personale con la formazione necessaria ad affrontare i casi.
D. Oggi è cambiato qualcosa?
R. Si assiste a un rinnovato interesse. Il corso è nato proprio per rispondere a questa richiesta.
D. I dubbiosi però restano, qualcosa vorrà pur dire.
R. Molti religiosi sono negazionisti, rifiutano l'idea che possa esistere la possessione diabolica e ritengono che chi ne presenta i segni abbia solo problemi mentali.
D. Quanti sono gli esorcisti in Italia?
R. Circa 200. Più complesso è individuare il numero dei posseduti. La conta è difficile perché, per motivi di riservatezza, si evita di rendere noti i casi.
D. Chi sarebbe il diavolo?
R. È un essere atemporale e spirituale. La sua azione nel mondo muta a seconda dello spazio e del tempo.
D. Qualche esempio?
R. Può avere il volto di un jihadista dell'Isis o degli assassini seriali di cui capita di leggere nella cronaca.
D. E come agirebbe su di noi?
R. Facendoci cadere in tentazione. Ma l'uomo è sempre responsabile e ha libero arbitrio: può dire no. Di certo occultismo e pratiche magiche o sataniste favoriscono la possessione.
D. In cosa consiste il rituale per ''liberare'' il posseduto?
R.
Esistono preghiere di liberazione che servono ad aiutare una persona che vive una situazione di potenziale rischio. L'esorcismo invece è una pratica sacramentale formale e liturgica basata su invocazioni al Signore e sulla lettura della parola di Dio.
D. Ci sono persino delle formule, come nei film?
R. Il rito culmina con una preghiera speciale che comincia con «In nomine Jesus» con la quale si chiede al demonio di uscire dal corpo.
D. Che cosa capita al presunto indemoniato?
R.
Il diavolo, ovviamente, non vuole essere espulso e il posseduto può diventare violento, cambiare voce e atteggiamento.
D. Casi del genere dunque sono pericolosi?
R. Meglio che ci siano persone ad assistere e a sostenere il sacerdote. Io stesso, che non sono esorcista, ho avuto modo di partecipare ad alcuni riti.
D. Quali sono i segni di quella che lei chiama possessione diabolica?
R. In realtà ogni caso è a sé, ma secondo il rituale romano esistono tratti comuni benché non precisissimi.
D. Nello specifico?
R. Il rifiuto improvviso di andare nei luoghi sacri, parlare lingue antiche mai studiate e percepire una presenza accanto a sé.
D. Sembra solo la descrizione di un pazzo.
R. È evidente, ribadisco, che è necessario fare le dovute verifiche per escludere che la persona soffra di patologie come la schizofrenia.
D. Il cinema è rimasto spesso affascinato dalla figura dell'esorcista...
R. Tutti ricordiamo pellicole come L'esorcista, L'esorcismo di Emily Rose e Il rito. Sono film che puntano su scene forti per impressionare gli spettatori. Riconosco che c'è una base reale.


Twitter @PierLuigiCara

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