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CAPIRE LE NOTIZIE 22 Marzo Mar 2016 0810 22 marzo 2016

Bruxelles, cosa sappiamo degli attacchi

Laachroui è morto in aeroporto. Con Ibrahim el Bakraoui. In metro, forse, c'era un altro uomo. Cosa sappiamo.

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Feriti all'esterno della metropolitana.

Gli attentati del 22 marzo a Bruxelles hanno il cuore dell'Europa.
Le esplosioni all'aeroporto di Zaventem e alla stazione metro di Maelbeek hanno causato finora almeno 32 vittime e 300 feriti (ma il bilancio è provvisorio), con la città che tenta di tornare alla normalità dopo essere rimasta paralizzata per tutta la giornata del 22 marzo.
L'Isis ha rivendicato gli attacchi, affermando che ad agire è stata una «cellula segreta», mentre sono stati identificati tre kamikaze: si tratta di Najim Laachraoui e Ibrahim el Bakraoui, fatisi saltare in aria all'aeroporto, e di Khalid Bakroui, fratello di Ibrahim, che invece ha colpito in metro e, secondo quanto riportato dai media belgi, sarebbe stato affiancato da un altro attentatore. È ancora caccia al terzo uomo presente a Zaventem con i due kamikaze, quello vestito di bianco e con un cappello in testa. Tutti e tre hanno un legame operativo con le stragi di Parigi del 13 novembre e con Salah Abdeslam.

This is the scene at Brussels' Place de la Bourse as people gather to pay tribute to victims of the #BrusselsAttackshttps://t.co/rS2Ma92DA7

— ITV News (@itvnews) 22 marzo 2016
  • In Place de la Bourse a Bruxelles il tributo alle vittime degli attacchi.

GLI 007 IRACHENI: «OBIETTIVO MODIFICATO DOPO ARRESTO SALAH». L'intelligence irachena, contattata dall'Associated press, ha spiegato che attacchi contro aeroporti e stazioni ferroviarie in Europa erano stati pianificati due mesi fa a Raqqa. Bruxelles «non rientrava tra gli obiettivi», ma l'Isis avrebbe «cambiato idea dopo l'arresto di Abdeslam» (leggi l'intervista al generale Luciano Piacentini).
Una tesi che potrebbe trovare conferma in alcuni dettagli, come il mancato uso degli Ak47 e la bomba inesplosa ritrovata in aeroporto. Forse il sintomo di un'eccessiva fretta da parte degli assassini.
I DUE KAMIKAZE CON UN SOLO GUANTO. Al centro delle indagini degli inquirenti un fermo-immagine delle telecamere di sorveglianza dell'aeroporto di Bruxelles, che ha immortalato Ibrahim el Bakraoui e Najim Laachraoui, con un terzo uomo ancora non identificato. Nella foto si notano i due mentre spingono dei carrelli-bagagli, indossando entrambi un solo guanto alla mano sinistra. Secondo gli inquirenti i guanti sarebbero serviti per nascondere i detonatori degli ordigni esplosi allo scalo. Secondo le ultime ricostruzioni, Ibrahim el Bakraoui si sarebbe fatto esplodere all'aeroporto di Zaventem, mentre il fratello Khalid sarebbe l'attentatore suicida alla metro di Maelbeek. Precedentemente si era pensato che i due kamikaze si fossero fatti esplodere in aeroporto e che sulla metro fosse esplosa una bomba.
La circostanza è molto simile alla dinamica dell'attentato compiuto proprio dal fratello di Salah Abdeslam, Ibrahim, al Café Voltaire di Parigi.

BOMBA E BANDIERA ISIS RITROVATE A SCHAERBEEK. Nel pomeriggio di martedì 22 marzo, inoltre, nel corso di perquisizioni a Schaerbeek, sono stati trovati un altro ordigno artigianale riempito di chiodi, prodotti chimici e una bandiera dell'Isis. Gli stessi oggetti metallici usati all'aeroporto di Zaventem e negli attentati di Parigi, per rendere ancora più letali gli effetti delle esplosioni.

Esplosioni all'aeroporto

Intorno alle 8 del 22 marzo, due esplosioni hanno colpito l'aeroporto Zaventem a Bruxelles.
L'attacco è avvenuto ai banchi accettazione dell'American Airlines: la hall delle partenze è stata completamente devastata.
ATTACCO KAMIKAZE. A distanza di poche ore, il procuratore ha confermato che si è trattato di un doppio attacco suicida.
Un'altra bomba, stando a fonti Usa, si trovava all'interno di una valigia. Mentre un terzo ordigno inesploso è stato fatto detonare in sicurezza.
Nello scalo, stando ai media belgi, sono stati trovati altri esplosivi.

Quattro terroristi in fuga

Quattro i terroristi coinvolti negli attentati: tre sono morti da kamikaze, il quarto - l'uomo con il cappello nella foto diffusa dalla polizia - è in fuga. Ma secondo quanto riportato dai media belgi, sarebbero almeno quattro gli uomini in fuga, e uno di questi potrebbe esser stato presente alla metro di Malbeek con Khalid el Bakraoui. L'uomo è stato ripreso dalla telecamera di sorveglianza mentre trasportava una grossa borsa. La Derniere Heure ha pubblicato un ritratto realizzato sulla base di quelle immagini.

Un identikit del secondo uomo presente alla metro di Malbeek.

Sono tre i kamikaze finora identificati. Si tratta dei fratelli el Bakraoui - Ibrahim, che si è fatto esplodere all'aeroporto Zaventem, e Khalid, che invece si è ucciso nella metropolitana a Maelbeek - e di Najim Laachraoui, noto come l'arteficiere della cellula e presente al fianco di Ibrahim in aeroporto. Non è ancora nota, invece l'identità del terzo uomo ripreso dalle telecamere di sicurezza dello scalo belga.
ESPLOSIONE NEL SECONDO VAGONE. Khalid, nato a Bruxelles e di nazionalità belga, si è fatto esplodere nel secondo vagone di un treno che proveniva dalla stazione di Schuman (che serve le sedi della Commissione e del Consiglio europei, nonché di altre grandi istituzioni e media) in direzione della stazione di Arts-Loi. Il fratello Ibrahim, nel suo 'testamento' - contenuto in un computer ritrovato in un cestino - ha scritto di doversi «muovere in fretta, non saper che fare, non sentirsi più sicuro» e di non voler rischiare di «ritrovarsi in una cella vicina alla sua», probabilmente Salah Abdeslam, uno dei responsabili degli attentati di Parigi. I fratelli Bakraoui avevano pesanti precedenti penali, non legati però al terrorismo. Secondo il quotidiano belga Dernière Heure, Khalid aveva affittato sotto falso nome l'appartamento di rue de Dries a Forest, teatro della sparatoria con la polizia della settimana scorsa.

Salah citato nei testamenti, e lui accetta l'estradizione

Nei testamenti lasciati dai fratelli el Bakraoui ricorre spesso il nome di Salah Abdeslam. Ibrahim, per esempio, ha lasciato scritto di non voler finire in una cella vicino alla sua. In un altro documento audio, invece, gli attentati di Bruxelles vengono presentati come una vendetta per l'arresto di Salah e la morte di Mohamed Belkaid nel raid del 15 marzo a Forest. Intanto, dopo gli attacchi, Salah ha mantenuto il silenzio, ma è tornato a collaborare con gli inquirenti. Accettando addirittura l'estradizione in Francia.

Voli bloccati fino a giovedì

Tutti i voli da e per l'aeroporto sono bloccati e lo scalo resterà chiuso fino a giovedì 24. La struttura è isolata: non è raggiungibile né in treno né in auto.
Il traffico è stato deviato sugli aeroporti regionali di Charleroi, Liegi e Ostende.
L'aeroporto di Bruxelles ha messo a disposizione un numero verde per informazioni sui viaggiatori: (0032) (02)/753.73.00.

L' esplosione alla metro

Feriti anche alla stazione metro di Maelbeek.

Alle 9.11 una o più esplosioni hanno avuto luogo tra la stazione della metro di Maelbeek e quella di Arts-lo, nel centro città, a 300 metri dalla Commissione europea.
Una quindicina di feriti hanno ricevuto i primi soccorsi all'esterno della stazione dalla quale usciva fumo e un forte odore di bruciato.
La società dei trasporti della città (Stib) aveva inizialmente parlato di 20 vittime e 55 feriti.
Non c'è stata invece alcuna esplosione alla fermata Schumann, come detto inizialmente da alcuni testimoni.

Strade bloccate

Esercito alla metropolitana di Bruxelles.

Non solo le metro, la stazione centrale dei treni e l'aeroporto. Anche alcune strade della capitale sono state chiuse: rue de la Loi e i tunnel Loi, Cinquantenaire e Tervuren.
Bloccati gli eurostar in arrivo e in partenza dal Belgio.
TELEFONIA CONGESTIONTA. La rete di telefonia mobile è rimasta congestionata tutto il giorno e per questo le autorità hanno chiesto di utilizzare messaggi e i social network.
È stato attivato un call center per le emergenze al numero 1771 (L'Unità di crisi della Farnesina raccomanda agli italiani presenti a Bruxelles di evitare spostamenti. Unità di Crisi attiva: 06-36225).
Il centro di crisi ha chiesto ai cittadini di restare dove si trovano: a scuola, a casa o al lavoro.

Evacuazioni a ripetizione

L'università Ulb (Université libre de Bruxelles), con oltre 20 mila studenti in tre campus, è stata interamente evacuata.
Lo stesso è accaduto alla stazione centrale e in via precauzionale a quella di Anversa. Mentre sono tornati a essere funzionanti le stazioni ferroviarie di Bruxelles-Midi e Bruxelles-Nord.
Evacuato anche l'impianto nucleare di Tihange, a Liegi.
In Francia è stata evacuata la gare du Nord a Parigi a causa del ritrovamento di un pacco sospetto.

Allerta negli aeroporti europei

Dopo l'attacco in Belgio, le misure di sicurezza sono state rafforzate in tutti gli aeroporti europei.
Il Viminale ha disposto un ulteriore rafforzamento dei dispositivi di controllo, già elevati, con particolare riferimento ai principali scali di Malpensa e Fiumicino.
All'aeroporto londinese di Heathrow la presenza di rinforzi alle forze di polizia è stata ampiata. Sono previsti ritardi e disagi, in particolare per i voli verso Bruxelles.
Annullati fino a nuovo ordine i voli da Berlino e Monaco verso la capitale belga. Un portavoce degli scali berlinesi ha riferito che la decisione di riprendere i voli verso altri aeroporti vicini, alla fine, spetterà comunque alle compagnie aeree. A Monaco, i funzionari dello scalo hanno fatto sapere che una decisione sui restanti voli per Bruxelles verrà presa in giornata, dopo aver valutato l'evoluzione della situazione.

La rivendicazione dell'Isis: colpiremo ancora

Lo Stato islamico ha rivendicato gli attentati.
A riferirlo in un primo momento era stato il sito del quotidiano egiziano Al Watan, secondo il quale l'agenzia Amaq, legata al Califfato e considerata organo media dell'organizzazione terroristica, avrebbe diramato una nota su Telegram.
Nel messaggio, in cui si sottolinea «la pianificazione e l'attuazione a grande velocità degli attacchi» senza però fornire dettagli sull'operazione, si minaccia l'esecuzione di ulteriori attentati in Europa.
L'autenticità della rivendicazione è stata confermata poco dopo anche dal Site Intel Group, gruppo che monitora i movimenti jihadisti sul web. Lo Stato islamico ha anche parlato di 400 terroristi pronti a colpire.

L'arresto di Abdesalam e la scia di sangue

Il fatto che l'attacco a Bruxelles sia seguito all'arresto della presunta mente degli attentati parigini Salah Abdeslam ha fatto subito pensare a una forma di ritorsione o di vendetta.
Secondo fonti di intelligence a Baghdad, i due fatti però sarebbero collegati.
Gli attentati contro «aeroporti e stazioni ferroviarie» del 22 marzo, hanno dichiarato gli 007, «sono stati pianificati due mesi fa a Raqqa, in Siria», precisando che Bruxelles «non era indicata tra gli obiettivi» iniziali e che la capitale belga è finita nel mirino dei terroristi «a causa dell'arresto di Salah Abdeslam». Non solo.
Sempre secondo l'intelligence irachena «altri tre attentatori suicidi» sono ancora pronti a colpire.
La strage di martedì segue quella in un resort turistico in Costa d'Avorio rivendicato da al Qaeda e l'attacco kamikaze a Istanbul a opera, sembra, dell'Isis.
Solo lunedì 21, stando a Bfm tv, l'intelligence belga aveva messo in allerta le autorità di un attacco imminente, senza però specificare i possibili obiettivi.

Belgio fucina di jihadisti

Il Belgio ha il più alto numero di foreign fighters partiti alla volta della Siria di tutta l'Europa occidentale.
Si calcola che dal 2012, almeno 500 uomini e donne abbiano raggiunto il Califfato in Iraq e Siria.
Non solo. Almeno 100 belgi sarebbero tornati in patria. Molti di questi sarebbero stati arrestati.

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