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FOCUS 27 Marzo Mar 2016 0900 27 marzo 2016

Estremismo, nessuna religione è immune

I cristiani dell'Army of God. Gli induisti fomentati dal Bjp. I buddhisti di Wirathu. Fanatici, violenti, spietati. Dagli Usa all'Asia: se l'integralismo oscura il credo.

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Nell'attentato di Oklahoma City morirono 168 persone.

Ad ascoltare le invettive islamofobe, diventate assordanti dopo la strage di Bruxelles, sarebbe prerogativa dei soli seguaci di Allah.
Eppure l'estremismo è una malattia che sfigura diverse confessioni, monoteiste e politeiste, dal cristianesimo all'ebraismo, passando per il buddhismo e l'induismo.
Un rapporto stilato dal Southern Poverty Law Center, organizzazione americana specializzata nell’individuazione dei cosiddetti gruppi d’odio religioso ed etnico, spiega che dall’aprile del 2009 al febbraio 2015 negli Stati Uniti sempre più persone sono morte per colpa del fanatismo cristiano, non per quello jihadista.
Se tutti abbiamo in mente l'11 settembre 2001, pochi ricordano il massacro di Oklahoma City del 19 aprile 1995, a opera dell'ex militare Timothy McVeigh, che pianificò una strage dove persero la vita 168 persone e ne rimasero ferite 800. Un massacro la cui matrice era religiosa.
LE BOMBE DELL'ARMY OF GOD. Spiega il giornalista Ugo Maria Tassinari in Nel nome di un Dio uccidono (Edigrafema, 2015) che «tutta l'ondata di violenza politica che attraversa la presidenza Clinton, dal rogo di Waco alla strage di Oklahoma, dalla bomba al Parco Olimpico di Atlanta alla campagna di cecchinaggio di Atomic Dog contro i medici abortisti ebrei, è ispirata dal fondamentalismo religioso di matrice protestante, fenomeno [che] non può essere circoscritto ai devoti del Profeta».
Solo in ambito cristiano, le sette che colpiscono in nome di Dio sono molte.
Negli Anni 80 vi fu l'Army of the God, gruppo che balzò agli onori della cronaca per l'attivismo anti-abortista che li portò a rapire nel 1982 il medico Hector Zevallos e la moglie Rosalee Jean, in seguito rilasciati.
Un'escalation che portò questi fanatici a piazzare bombe in cliniche abortiste per gli States, attaccare membri della comunità Lgbt, come nel 1997, con un ordigno in un bar per lesbiche ad Atlanta.
I CRIMINI DI KONY IN UGANDA. In Africa l'Esercito di resistenza del Signore, gruppo dell'Uganda guidato da Joseph Kony, autonominatosi portavoce di Dio e medium dello Spirito Santo, ha animato un'organizzazione di guerriglia antigovernativa nel Nord del Paese fondendo animismo e cristianesimo, mossa dall'obiettivo di un regno teocratico retto dai Dieci comandamenti e denunciata dalla Corte penale internazionale per numerose violazioni dei diritti umani e per omicidi, rapimenti, mutilazioni, schiavitù e impiego di bambini-soldato al fronte.
Casi simili si sono verificati anche in Asia, nella Cina Popolare, dove l'Eastern Lightning (Chiesa del Dio Onnipotente o Chiesa del Regno del Vangelo), dal 1990, nella provincia di Henan, predicando tesi apocalittiche, sosteneva l'imminente fine del mondo e il dovere di ogni seguace di eliminare il maggior numero di demoni.
Il gruppo, che crede che Gesù tornerà sotto le spoglie di una donna, è stato denunciato per femminicidi e violenze: nel maggio del 2014 i suoi membri hanno picchiato a morte una 37enne che si era rifiutata di dar loro il numero di telefono, mentre altri omicidi venivano giustificati con la scusa che la vittima fosse invece un demone e che distruggerla era l’unica via di salvezza.

Integralisti ebrei e fanatici induisti

Nel mirino dei fanatici induisti c'è soprattutto la minoranza cristiana.

Anche in seno all'ebraismo si sono registrati casi di fondamentalismo religioso e politico.
Si pensi a Itzack Rabin, ucciso nel novembre 1995 da Yigal Amir, estremista di destra, o alla strage alla moschea di Hebron il 25 febbraio 1994 (60 morti), perpetrata da Baruch Goldstein, colono ebreo integralista e seguace della setta ultra-razzista del rabbino Meir Kahane, gruppo che voleva tornare a una teocrazia davidica per soli ebrei.
Ma se è facile puntare il dito su casi di fondamentalismo monoteista, cosa dire delle religioni orientali?
LA REPRESSIONE DEL PROSELITISMO. In India, si segnalano casi di violenza da parte di seguaci induisti ai danni di cristiani e musulmani. Il fanatismo si identifica nell'Hindutwa (“l'India agli indù”), base per reprimere chi fa proselitismo, fondendosi col populismo politico del Baratiya Janata Party, che propone il rigido ritorno alle caste, in uno stato dove la popolazione cristiana è ridotta al 2% ed è in calo (dal 2,6% del 1971 al 2,3% del 2001).
Un suprematismo annidato nella Vishva Hindu Parishad e fra i membri dei ceti altolocati, che vedono negativamente l'abolizione del sistema castale e l'ascesa sociale dei Dalit, gli 'impuri', molti dei quali convertiti al cristianesimo.
In India, infatti, settori del cristianesimo gestiscono, come spiega Sandro Magister sull'Espresso, «una scuola elementare ogni cinque, una casa per vedove e orfani ogni quattro, un ricovero per lebbrosi e malati di Aids ogni tre». E la cosa al fondamentalismo induista non va giù.
POGROM ANTICRISTIANI. In stati come l'Orissa, sul Golfo del Bengala, a sud di Calcutta, nel 1999 furono uccisi nella loro auto incendiata il missionario protestante australiano Graham Staines e i due figli.
Sempre a Orissa, sono scoppiati pogrom anticristiani ai danni delle suore di Madre Teresa, e nel Natale 2007 una turba inferocita armata di spade, asce, spranghe di ferro e bastoni ha assaltato nel distretto di Khandhamai tre case delle religiose, mentre queste sono dovute fuggire nella boscaglia.
Una scena così descritta ad Asia News dal cardinale Telesphore Toppo, arcivescovo di Ranchi: «Una distesa di cenere, questo è ciò che rimane nelle zone colpite dalle violenze anticristiane di Natale in Orissa. È qualcosa di diabolico: chiese dissacrate, case bruciate. I villaggi su cui si è abbattuta la violenza degli estremisti indù sono ora un grande forno crematorio a celo aperto».

Le violenze dei monaci buddhisti

La copertina del Time dedicata al monaco buddhista Wirathu.

Anche il buddhismo, da noi simbolo di compassione, empatia, rispetto per tutti, armonia, un modello, come certi guru indù, per una sottocultura alternativa diffusasi in Occidente dagli Anni 60, presenta casi di fanatismo evidente.
In Sri Lanka, dove nel 2012 le diverse comunità cristiane hanno registrato aggressioni da parte di buddhisti, nel periodo natalizio di quell'anno una folla guidata da alcuni monaci ha assaltato una chiesa, ferendo il pastore, devastando gli arredi e le auto dei fedeli.
IL BIN LADEN DEL SUD-EST ASIATICO. Eclatante il caso delle Milizie degli Illuminati, che nel Sud-Est asiatico vogliono trasformare il Dharma, la legge morale, in legge di Stato, in dottrina politica, un fenomeno forte in Birmania, dove la maggioranza buddhista perseguita la minoranza islamica, il 5% su 60 milioni di abitanti.
La vicenda è stata ritratta sulla copertina del Time del primo luglio 2013. Uno dei protagonisti, il monaco U Wirathu, veniva descritto come «il volto del terrore», chiamato il «Bin Laden buddhista», ritenuto l'ispiratore dei raid dell'ottobre 2012 contro gli islamici dello stato di Rakhine, che provocò 200 morti e 100 mila feriti.
Un leader ultranazionalista coperto dal presidente birmano Thein Sein, che ha accusato il settimanale di minare gli sforzi del governo per riportare l’armonia tra le comunità religiose.
BHUTAN, LA CONVERSIONE È REATO. Non va dimenticato il caso del Bhutan, unico Paese al mondo dove il buddhismo è religione di Stato.
E dove non è possibile professare una fede diversa, seppellire i morti con pratiche differenti da quelle buddhiste della cremazione e dove, nel dicembre 2012, è stata promulgata una nuova legge che punisce la conversione, rendendo impossibile la vita per predicatori e missionari, cristiani e non.
All'indomani della strage di Parigi, papa Francesco dirà che l'episodio nasceva da «una cultura che rigetta l'altro, [che] recide i legami più intimi e veri, finendo per sciogliere e disgregare tutta quanta la società e per generare violenza e morte», mentre il «fondamentalismo religioso […] prima […] di scartare gli esseri umani perpetrando orrendi massacri, rifiuta Dio stesso, relegandolo a un mero pretesto ideologico». Dietro, infatti, non vi è tanto la religione, quanto la sua strumentalizzazione a fini meramente politici.

Twitter @matteoandriola

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