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MESSAGGIO 27 Marzo Mar 2016 1115 27 marzo 2016

Risparmiare rende liberi, intervista a Paulette Perhach

Mettere soldi da parte. Per liquidare chi se lo merita. Capi o compagni di vita. Perhach, autrice di A story of a fuck off fund: «Solo così si può essere se stessi».

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Nella novella Storia di un fondo per mandare a quel paese la gente (A story of a fuck off fund), l’autrice americana Paulette Perhach si rivolge a una giovane donna e la avverte: essere emancipata non basta, se non hai dei risparmi da parte non sei veramente libera.
Libera di mandare al diavolo il datore di lavoro che allunga le mani, di lasciare la casa che condividi con il fidanzato che ti maltratta, ma anche di essere te stessa.
La storia è al femminile, ma il consiglio è valido anche per gli uomini. E il successo del racconto - ripreso da centinaia di siti web e condiviso decine di migliaia di volte - dimostra che non è affatto scontato.
«Non è che non si insegna l’importanza di essere autonomi», spiega Perhach, 34 anni di Seattle, «ma lo si fa in modo astratto. Penso che il mio racconto abbia colpito molte persone come un pugno perché fa capire come ci si sente quando si è finanziariamente indifesi».
«NON È LA MIA STORIA PERSONALE». «Ti sei appena laureata: adesso sei una donna», si legge all’inizio del racconto. «Sai prenderti cura di te. Se un uomo ti mette le mani addosso, sai difenderti. Se il capo ti molesta, te ne vai». Pazienza se lo stage è pagato poco, e se le rate della carta di credito si accumulano. Per qualche mese all’affitto penserà il fidanzato.
La via di fuga, sulla carta, è già scritta, ma la pratica è tutt’altra cosa. «Non te ne stai andando di corsa», scrive Perhach, «perché stai facendo i conti». Se in banca ci sono poco più di 100 euro, la libertà è solo teorica. E se invece nel conto corrente ci fosse stato un fondo d’emergenza?
«I dettagli che ho raccontato», spiega Perhach a Lettera43.it, «non sono quelli della mia storia personale. Ma io e molte altre donne abbiamo vissuto esperienze simili».

Il 'vaffa-fondo' come strumento di libertà

Secondo un sondaggio Ipsos, un giovane su due nel 2015 non è riuscito a mettere soldi da parte.

Su Mashable, l’autrice ha rievocato il suo personale momento di crisi, fatto di debiti e frustrazione.
All’epoca non aveva un fondo d’emergenza, o, come lo chiama lei, un fuck-off fund, traducibile come “vaffa-fondo”.
«Ho deciso di crearne uno solo dopo essermi trovata in una situazione in cui volevo mandare a quel paese qualcuno ma non potevo farlo», spiega. «Mi sono resa conto che non ero il tipo di donna che avevo programmato di diventare».
RISPARMIARE È UN'IMPRESA. Certo, risparmiare non è facile. Soprattutto quando si è giovani e si muovono i primi passi nel mondo del lavoro.
Secondo un’analisi svolta per il Sole 24 Ore dall’osservatorio JobPricing, in Italia lo stipendio dei dipendenti sotto i 35 anni è fra i più bassi d'Europa, e il Censis segnala che nel 2014 almeno 687 mila giovani hanno dovuto chiedere aiuto ai loro genitori per arrivare alla fine del mese.
Senza contare che non tutti sono così fortunati da avere uno stipendio: a gennaio l’Istat ha calcolato che il 39,3% dei giovani tra i 15 e i 25 anni è disoccupato. Alcuni di questi ragazzi lavorano in nero, o hanno occupazioni saltuarie e poco redditizie: danno ripetizioni, portano a spasso i cani, consegnano le pizze.
Mettere dei soldi da parte quando si guadagnano 400 euro al mese (o anche meno) è una sfida non da poco. Non a caso, un sondaggio Ipsos stima che un giovane su due non sia riuscito a risparmiare neanche un soldo nel 2015.
LO SCOGLIO PSICOLOGICO. Alle difficoltà oggettive si aggiungono quelle soggettive. Pensare a possibili emergenze future viene spontaneo a una sparuta minoranza.
Dopo anni di vita da studente squatrinato, potersi finalmente permettere i biglietti per un concerto, un weekend al mare con gli amici o anche solo due giga di internet in più sul telefono grazie alle prime buste paga è una soddisfazione a cui è difficile rinunciare.
Secondo Perhach, mettere i soldi da parte sembra impossibile anche perché la tendenza al risparmio fa a pugni con tutto quello che ci circonda: «Viviamo in un mondo che cerca continuamente di mettere le mani nelle nostre tasche, la pubblicità influenza il nostro cervello».
E lo stesso fa la televisione: «Personalmente sono cresciuta guardando Beverly Hills 90210», scherza Perhach. «Tutti noi guardiamo la vita di persone più ricche di noi in tivù, e questo ci porta a pensare che spendere sia normale».
Insomma, costruirsi un paracadute finanziario costa molto in termini di rinunce. Ma in cambio si ottiene il privilegio di non dover fare compromessi sulle cose importanti.

Perhach: «Avere soldi da parte aiuta a essere se stessi»

La scrittrice Paulette Perhach.

Secondo Perhach, avere un “vaffa-fondo” permette di conquistare la libertà di fare delle scelte: «Hai presente quei tizi travestiti da galletti che lavorano nelle pollerie? Probabilmente non vogliono essere lì. Quando hai la possibilità di scegliere, puoi dire no a questo genere di cose. Ma quando sei al verde e l’unico lavoro che ti viene offerto prevede che tu indossi un costume da galletto, non hai scelta».
I vantaggi di avere dei risparmi da parte sono anche di natura psicologica: «Da quando ho iniziato a tenere dei soldi da parte e ad affinare le mie competenze lavorative», afferma Perhach, «ho scoperto che questo mi permette di essere me stessa più che mai».
CONSIGLI ANCHE PER GLI UOMINI. Ecco perché il “vaffa-fondo” non serve solo alle ragazze. «È stato un po’ frustrante vedere che la maggior parte dei lettori ha recepito il mio racconto come una cosa ‘per donne’», dice Perhach, «perché secondo me bisognerebbe dare questo consiglio a tutti, maschi e femmine. Il mio racconto è indirizzato a una donna solo perché io sono una donna e le mie esperienze sono state quelle di una donna. In un certo senso la ragazza a cui mi rivolgo nel racconto è una versione passata di me stessa. Vogliamo definirla una ‘favola femminista’? Lo sembra un po’, in effetti. Ma anche gli uomini possono imparare dalla mia storia».
Dire che il “vaffa-fondo” può salvarci la vita può sembrare un’esagerazione. Ma non se si pensa a ragazze vittime di abusi o molestie come la protagonista del racconto di Perhach. E non sono poche.
La violenza domestica colpisce anche gli uomini, ma le donne sono ancora la maggioranza delle vittime. In Italia, secondo l’Istat, sono quasi 7 milioni (dati 2014), e per 855 mila di loro il carnefice è il partner.
PRENDERE IL CONTROLLO DELLA PROPRIA VITA. I dati del Rapporto Eures segnalano che quando una donna viene uccisa una volta su due l’assassino è il suo compagno, fidanzato o marito.
Lasciare un partner violento spesso implica lasciare la casa che si divide con lui, almeno in un primo momento. Uscire da una relazione abusiva non è semplice per molte ragioni, e a volte anche il fattore economico fa la sua parte: se non si hanno i soldi per scappare, chiedere aiuto è ancora più difficile.
Ma creare una rete di sicurezza finanziaria accumulando dei soldi per sé e solo per sé non serve esclusivamente ad affrontare circostanze così tragiche.
Secondo Perhach tagliare qualche spesa superflua per alimentare il proprio “vaffa-fondo” significa prendere il controllo della propria vita mettendo «ciò che vogliamo per noi stessi davanti a ciò che gli altri pensano di noi».
Risparmiare permette di comprare più libertà. E questo è il regalo migliore che chiunque si possa fare.

Twitter @chsever

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