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INTERVISTA 19 Aprile Apr 2016 1316 19 aprile 2016

Bertinotti apre a Cl, Rizzo: «Il suo ideale? La poltrona»

Rizzo su Bertinotti, Stalin, comunismo e capitalismo: «Il futuro appartiene a Lenin».

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Per fortuna che Fausto Bertinotti un popolo l'ha (ri)trovato. No, non è quello dei lavoratori-di-tutto-il-mondo più o meno uniti, ma quello di Comunione e liberazione.
L'ex leader di Rifondazione comunista, come molti altri ex compagni, è stato così folgorato definitivamente sulla via di Carron e don Giussani.
Una professione di fede che però non è stata accolta bene dalle parti dai «comunisti così», tanto per citare Mario Brega.
TRADITORI DELLA CAUSA. «Bertinights con Cl... è per colpa di TRADITORI come lui, che il comunismo in Italia è (per ora) sconfitto», ha twittato Marco Rizzo, segretario del Partito comunista.
Addirittura traditore?
«Con a disposizione 140 caratteri, diciamo che è una sintesi», spiega a Lettera43.it.
SE L'IDEALE È LA POLTRONA. Dal 1994, quando venne eletto segretario, in poi, racconta Rizzo, «la vita di Bertinotti è cambiata sulla base di un ideale che però si è fermato alla sua poltrona».
Vero è che ormai le 'barricate' appartengono a un passato remoto, visto che da decenni i 'Bertinottis' trascorrono la pensione da un salotto a un altro.
Chi frequenta questi ambienti chic, racconta che arriva, sistema la moglie su un divanetto, saluta tutti muovendosi felpato e stringendo mani. Poi arriva al buffet e inizia a mangiare. Poco e spesso. Allietando gli ospiti con aneddoti di battaglie e comunismo tenendo un atteggiamento quasi da guru di una sinistra che però non c'è più. O, meglio, da profeta senza patria. Del tipo: «Se mi avessero seguito...».
Ora arriva pure la svolta ciellina. Che stupisce, ma non troppo, Rizzo.
«Voleva ricostruire il Pci poi poco alla volta in modo abile...».

Marco Rizzo.

DOMANDA. Cosa è accaduto?
RISPOSTA. Bè, è come sfogliare un carciofo. Prima se ne uscì con il movimento dei movimenti, poi con la necessità di movimenti più forti dei partiti. Quindi abiurò l'esperienza del socialismo reale e lottò contro lo stalinismo...
D. Poi appoggiò il governo Prodi.
R. Sì, con il quale ingaggiò un tira e molla sindacale. E abbiamo visto com'è finita. E non è tutto...
D. Dica...
R. Non entrò nel governo occupando una posizione adeguata, magari come ministro del Lavoro...
D. Divenne presidente della Camera.
R. Appunto. Una carica che mica cade coi governi e che garantiva privilegi a vita. Insomma ci ha preso in giro e ha preso in giro milioni di italiani. Un danno culturale oltre che politico.
D. In che senso culturale?
R. Ha distrutto quel poco che era rimasto da distruggere, ha dato il colpo finale.
D. Ma è possibile ricostruire il comunismo?
R. L'unica possibilità è il ritorno al marxismo-leninismo.
D. Ismi novecenteschi. Non è un obiettivo anti-storico?
R. I tempi della storia non sono quelli della nostra vita. Prenda gli Usa: ora sono padroni del mondo, tra 100 anni chissà...
D. La sinistra è divisa, il Pd in mano a Renzi... il comunismo non è fallito?
R. No, è ancora attuale. E sa perché?
D. No, lo spieghi lei...
R. Nel 2000, 3 mila persone detenevano la ricchezza di metà della popolazione mondiale, 3,5 miliardi di persone. Nel 2014 da 3 mila siamo passati a 62. Praticamente un autobus ha in mano la ricchezza di mezzo Pianeta.
D. Sì, ma resta il fatto che la gente non pare particolarmente sensibile a questi temi.
R. La gente si è disaffezionata alla politica. Non è che non va a votare perché glielo dice Renzi. La verità è che la politica senza giochi di potere non vale più nulla. Se valesse qualcosa il nostro piccolo partito sarebbe il primo.
D. Lei però ha recentemente riabilitato Stalin. Come la mettiamo?
R. Non è stata una provocazione...
D. Ah no?
R. No, conosco i meccanismi dell'informazione. Credo semplicemente che quell'esperienza storica che va dal 1917 al 1953 guidata da Lenin e quindi da Stalin sia stata importante.
D. Importante come?
R. Fu la dimostrazione che era possibile trasformare un Paese medioevale nella seconda potenza europea.
D. Però la storia ha condannato al fallimento quel modello.
R. Non è fallito quel socialismo, ma la revisione di quel socialismo portata avanti da Krusciov e Gorbaciov. L'esperienza di Lenin e Stalin era così forte che ci sono voluti 30 anni per distruggerla.
D. Ok, ma i gulag e la repressione?
R. Se mi parla di papa Francesco io le chiedo conto dell'Inquisizione?
D. Bè è un po' diverso, no?
R. Stalin viene sempre decontestualizzato. Ricordiamoci che i nemici di Stalin erano Hitler, Mussolini e gli Usa che sganciarono non una ma due bombe atomiche. Mica Vendola...
D. E poi c'erano i nemici interni che venivano deportati...
R. Ripeto, va contestualizzato storicamente. Quindi viva Stalin.
D. Veniamo a oggi. Lei si batte per ricostituire il comunismo. Ma i partiti e le sigle con falce e martello sono decine. Come pensa di farcela?
R. La storia ci ha consegnato solo uno strumento in grado di battere il capitalismo: il partito comunista di matrice leninista. Lo abbiamo visto a Cuba, in Cina, in Vietnam. Le altre anime, che ne so, quella trozkista, hanno mai vinto?
D. Quindi il futuro appartiene a Lenin?
R. Esatto. Per quello che mi chiama lei e non RaiTre. E fanno bene.
D. Nessuna alleanza quindi?
R. Non posso ma, soprattutto, non voglio. Alle alleanze politiche preferisco quelle sociali e spregiudicate.
D. Cioè?
R. Voglio parlare con il taxista fascista e con il commerciante leghista.
D. Rizzo, tornando alla conversione di Bertinotti e altri ex compagni al verbo di Cl, lei si è chiesto perché?
R. Ci vorrebbe uno psicologo...
D. Sia serio.
R. Credo che chi ha una percezione della politica con tratti di fanatismo cerchi un Dio e una fede in ogni parte.

Twitter: @franzic76

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