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AZIENDE 20 Aprile Apr 2016 1113 20 aprile 2016

Google nel mirino dell'Ue per Android: le cose da sapere

L'Antitrust contro Big G: abuso di posizione dominante. Rischia una multa da 75 mld.

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Nuova offensiva dell'Antitrust europeo nei confronti di Google.
Il Commissario europeo per la concorrenza Margrethe Vestager ha formalizzato le accuse contro il colosso del web, parlando di «abuso di posizione dominante» per «le restrizioni imposte» ai produttori di smartphone e tablet Android e agli operatori di telefonia mobile.

1. L'indagine aperta nel 2015

Secondo l'Antitrust, l'indagine su Google, avviata il 15 aprile 2015, ha permesso di scoprire come l'azienda obblighi i produttori di smartphone a installare Google Search e a renderlo il motore di ricerca pre-definito, oltre a Google Chrome.
L'80% USA ANDROID. In questo modo, si è assicurata che le due app occupino la maggior parte degli apparecchi, visto che l'80% dei device venduti in Europa e nel mondo usa Android.
La pratica, secondo Bruxelles, «chiude la strada ai produttori rivali di accedere al mercato» e «danneggia i consumatori riducendo la concorrenza e restringendo l'innovazione».

2. L'accusa: abuso di posizione dominante

La Commissione ha quindi inviato a Google uno 'Statement of objections', cioè il primo passo formale della procedura che può portare alle sanzioni se l'azienda non attuerà i rimedi concordati con la Ue.
STRATEGIA PER RAFFORZARSI. Secondo Vestager, Google ha «attuato una strategia sugli apparecchi mobili per conservare e rafforzare il suo dominio nel campo delle ricerca internet».
Bruxelles sostiene che Google abbia una posizione dominante nel campo dei servizi di ricerca su web, in quello dei sistemi operativi per smarphone e nell' 'app store' per i device che usano Android.

3. La difesa: accordi su base volontaria

«Android», ha replicato Kent Walker, Senior vicepresidente e General counsel di Google,« ha contribuito allo sviluppo di un ecosistema rilevante - e, ancora più importante, sostenibile - basato su un software open source e sull'innovazione aperta. Saremo felici di lavorare con la Commissione europea per dimostrare che Android è un bene per la concorrenza ed è un bene per i consumatori».
L'ESEMPIO DI AMZAON. «I nostri accordi con i partner sono interamente su base volontaria», si legge in una nota dell'azienda, «chiunque può usare Android senza Google. Provateci. Potete scaricare l'intero sistema operativo gratuitamente, modificarlo come volete e costruire un telefono. E grandi aziende come Amazon lo fanno»

4. L'azienda rischia una maxi-sanzione

Qualora non si dovesse arrivare a un'intesa, l'azienda sarebbe costretta dover far fronte a una sanzione pari al 10% del fatturato annuale (74,5 miliardi nel 2015).
Per evitarla, ha spiegato Vestager , «il rimedio è semplice. Google deve smettere le sue pratiche».

5. Il precedente di Microsoft nel 2000

L'episodio riporta alla mente la mega multa da 2,2 miliardi di euro inflitta a Microsoft nel 2000 dalla Commissione europea per motivi analoghi.
Quindici anni fa non fu solo una questione monetaria, dopo il provvedimento dell’Antitrust il colosso di Redmond dovette cambiare la propria cultura aziendale, ridisegnare i reparti e creare nuove strategie commerciali per esser meno aggressiva.

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