Foglio 160505113125
MAGISTRATURA 5 Maggio Mag 2016 1129 05 maggio 2016

Csm, il caso Morosini blocca i lavori

Il consigliere al Foglio: «Renzi? C'è il rischio di una democrazia autoritaria». Poi smentisce. Ma in Piazza dell'Indipendenza regna l'imbarazzo.

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Sono ore di tensione nelle stanze del Consiglio superiore della magistratura.
I lavori in Piazza dell'Indipendenza sono fermi, l'imbarazzo palpabile.
«RENZI COME REAGAN, SCENARIO PREOCCUPANTE». Tra i membri del Csm, la mattina del 5 maggio, tengono banco le dichiarazioni rilasciate al Foglio da Piergiorgio Morosini, consigliere in quota Magistratura democratica: «Se passa la riforma costituzionale abbinata all'Italicum il partito di maggioranza potrà decidere da solo i membri della Consulta e del Csm di nomina parlamentare», sono le sue parole riportate dal quotidiano. «Renzi farà come Ronald Reagan, una bella infornata autoritaria di giudici della Suprema Corte allineati con il pensiero repubblicano su diritti civili, economia, uno scenario preoccupante».

L'articolo sul Foglio del 5 maggio.

IL FOGLIO: «MOROSINI SMENTISCE SOLO IL TITOLO». Un intervento a gamba tesa sul premier che, all'interno del Csm, non è piaciuto a tutti.
E da cui Morosini ha preso immediatamente le distanze: «Mi sono state attribuite delle affermazioni che non ho mai fatto», ha spiegato. «Prima fra tutte quella che dà il titolo all'intervista: non ho mai detto 'Renzi va fermato'».
Diversa la versione del Foglio: «Il colloquio con la nostra giornalista c'è stato e ha toccato proprio quei temi», si legge in una nota. «Morosini smentisce soltanto il titolo tra virgolette comparso nella versione cartacea, che peraltro non compare nell'articolo».

ORLANDO CHIEDE UN INCONTRO A LEGNINI. Sulla vicenda il ministro della Giustizia Orlando ha chiesto al vicepresidente del Csm Legnini «un incontro formale per un chiarimento».
Legnini, da parte sua, nel corso del plenum ha definito «inaccettabili gli attacchi a esponenti di governo e parlamento. Noi pretendiamo rispetto per le nostre funzioni, ma per farlo dobbiamo prima di tutto assicurare rispetto ai rappresentanti dei poteri dello Stato».
Per poi rincarare la dose con Morosini: «Non è opportuno che un consigliere del Csm partecipi a una campagna politica come quella sul referendum costituzionale».

Twitter @ARoldering

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