Hollande 151211222830
DIRITTI 18 Maggio Mag 2016 1416 18 maggio 2016

Parigi, la dura vita dei senzatetto in stato d'emergenza

Nella capitale francese sono 30 mila. E lo stato di emergenza ne viola i diritti. Intimidazioni, perquisizioni senza mandato, sfratti. Il reportage di Lettera43.it.

  • ...

da Parigi

Il presidente francese François Hollande.

Perquisizioni senza mandato, controlli, limiti agli assembramenti e alle manifestazioni.
Le conseguenze dello stato di emergenza a Parigi - deciso da François Hollande in seguito agli attentati di novembre - incidono sulla vita di tutti, ma in particolare dei cittadini che non hanno una casa.
Alcuni dei quali hanno subito intimidazioni, irruzioni negli edifici occupati e rimozioni delle auto utilizzate come ricovero.
30 MILA SENZA DIMORA A PARIGI. Sono circa 30 mila i senza dimora a Parigi, secondo uno studio del 2014 dell’Insee (Istituto francese della statistica e degli studi economici).
E il primo problema che hanno dovuto affrontare è stato quello del cibo: «Nella prima settimana dopo gli attentati ci è stato vietato di distribuire pasti in strada, lasciando di fatto le persone in difficoltà prive dell’aiuto che sono abituate a ricevere», racconta Clara Cohen, dell’associazione Restos du coeur.
SFRATTATI DAI RIPARI ABITUALI. Qualcuno è stato obbligato dalla polizia a non dormire più nel suo riparo abituale, perché considerato “luogo a rischio”.
«Prima degli attentati, moltissimi senzatetto dormivano nelle strade intorno a place de la Republique», racconta un avvocato volontario del Legal Team delle Nuit Debout, movimento sociale spontaneo nato nella capitale. «Adesso non ce ne sono più, si sono dovuti spostare nelle zone più periferiche».
Ma c’è anche chi, a causa dello stato d’emergenza, s'è visto portare via beni materiali di fondamentale importanza.
IL CASO DI NAZLIJA ISMAIL. È il caso di Nazlija Ismail, una ragazza tedesca di origini serbe che dal 2010 dorme in una piccola Ford rossa parcheggiata nei pressi di un parco di Strasburgo.
La sera del 19 novembre torna come sempre alla sua macchina, ma al suo posto trova solo un tappeto di vetri rotti.
«La sua auto è stata rimossa, è necessario che venga qui in commissariato nella speranza di poterla recuperare», le dicono quando chiama la polizia. Strano, perché la Ford era parcheggiata dentro le strisce, in un posto gratuito e non riservato ai disabili.
«SONO MISURE SPROPORZIONATE». Nazlija va al commissariato e trova la sua macchina con i vetri rotti e all’interno tutti i suoi oggetti personali sottosopra. Sono stati gli agenti che, dopo aver ricevuto una segnalazione, hanno voluto appurare che non ci fosse nulla di “sospetto” all’interno.
Per riprenderla Nazijla deve pagare 133 euro, a cui se ne sommano altri 300 per pagare i vetri nuovi. «Queste misure sono sproporzionate», racconta a Rue 89 Strasbourg, «e hanno avuto come conseguenza l’obbligare una donna a dormire fuori diverse notti di seguito». Almeno fino a che non ha messo insieme la cifra sufficiente per pagare il deposito auto della polizia.

La denuncia di Amnesty: violati i diritti umani

Alcuni senzatetto nella zona Nord di Parigi.

Il 3 febbraio, dopo una prima proroga dello stato di emergenza da parte di Hollande, Amnesty International ha pubblicato un rapporto chiedendone la sospensione e dichiarando che «i poteri esecutivi estesi, messi insieme ai pochissimi controlli sulla loro applicazione, hanno causato tutta una serie di violazioni dei diritti umani».
Non solo: «Alcune misure d’emergenza brutali, specialmente le perquisizioni notturne e gli arresti domiciliari, hanno infranto i diritti di certi uomini, donne e bambini, che ne sono usciti traumatizzati e stigmatizzati».
PROROGHE SU PROROGHE. Parole forti, che però non hanno sortito l'effetto sperato.
Il 26 febbraio, infatti, è stato nuovamente prorogato lo stato d’emergenza per altri tre mesi.
Eppure, nel rapporto si legge chiaramente che «sono stati pochissimi i risultati concreti ottenuti. Le 3.242 incursioni effettuate nei mesi precedenti hanno portato a quattro indagini preliminari per crimini legati al terrorismo e ventuno indagini per apologia del terrorismo dai contorni sfocati», così come a «488 indagini supplementari aperte in seguito a queste perquisizioni, ma per reati non collegati al terrorismo».
UNA POPOLAZIONE SILENZIOSA. «Purtroppo nel rapporto non è indagato specificatamente l’impatto dello stato d’emergenza sulle persone senza dimora», dichiara Véronique Tardivel dell’ufficio comunicazione di Amnesty International.
«Si tratta di una popolazione silenziosa», afferma un avvocato volontario del Legal Team delle Nuit Debout, «che non si fa sentire davvero. Gli unici che sono in contatto con loro sono i volontari delle associazioni, ma è difficile che una persona senza dimora si rivolga a un avvocato».
I PIÙ DANNEGGIATI? I SANS PAPIER. Anche Julien Hartmann dell’associazione Droits d’urgence, che offre supporto legale e giuridico gratuito alle persone in difficoltà, spiega: «Per quanto riguarda lo stato d’emergenza, non abbiamo riscontrato particolari problemi tra le persone senza dimora, quanto piuttosto tra le persone sans papier (senza documenti, ndr). Naturalmente, molto spesso capita che i due gruppi coincidano, visto che chi non ha i documenti non può prendere in affitto una casa né avere un lavoro, e dunque in breve tempo è facile che si ritrovi in strada. Sono i sans papier quelli più colpiti dallo stato d’emergenza: l’aumento degli agenti per le strade è un problema grosso per chi non deve essere individuato dalla polizia perché considerato ‘illegale’».
41 DECESSI IN QUATTRO MESI. Il dibattito pubblico continua a ignorare il problema, concentrandosi invece sulle conseguenze dello stato d’emergenza sul diritto a manifestare, connesso alla grande mobilitazione popolare delle Nuits Debout, letteralmente le “notti in piedi”, contro la nuova legge sul lavoro.
Poco spazio viene dato ai problemi di chi non ha una casa. Questo inverno, a Parigi, i 2 mila posti che prima erano riservati al piano freddo sono stati tutti occupati dai militari. E i più vicini ora sono a 100 chilometri dalla capitale. Ciò ha implicato che molte persone, tra cui svariate famiglie con bambini, hanno dovuto dormire sul marciapiede anche nelle notti più fredde, rischiando il congelamento.
Solo nei primi quattro mesi del 2016, secondo il collettivo Les Morts de la Rue, a Parigi si sono contati 41 decessi di persone senza dimora.

Twitter @AliceFacchini3

Articoli Correlati

Potresti esserti perso