CAPIRE LE NOTIZIE 21 Maggio Mag 2016 1749 21 maggio 2016

EgyptAir, il punto delle indagini

Il fumo a bordo prima dello schianto. I segnali di avaria. Il giallo sulla localizzazione delle scatole nere e sulle virate. Smentita la teoria dell'esplosione dopo l'autopsia.

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Dopo quasi cinque giorni di ipotesi sulle cause del disastro dell'Airbus A320 della EgyptAir, una delle poche certezze è che nessun gruppo terroristico ha, almeno per ora, rivendicato l'azione.
L'intelligence russa e quella americana hanno fin da subito sostenuto la pista dell'attentato, e persino il governo egiziano (solitamente restio a parlare di terrorismo) non ha escluso questa possibilità.

SMENTITA L'ESPLOSIONE A BORDO. Il 24 maggio, un medico legale egiziano ha dichiarato che i resti umani recuperati del volo dell'Egyptair caduto nel mediterraneo suggeriscono che c'è stata un'esplosione a bordo. Il medico fa parte del team investigativo che ha esaminato i resti umani trovati nel punto in cui l'aereo è caduto. La notizia è però stata smentita dal capo dello stesso dipartimento, che ha ufficialmente parlato di «mere ipotesi».
«NESSUNA TRACCIA DI ESPLOSIVO». Sui resti umani delle vittime del volo Egyptair non è stata trovata alcuna traccia di esplosivo. Lo riferisce alla Bbc un portavoce del ministero della Giustizia egiziano.
Ecco le ultime novità sulle ricostruzioni della tragedia e sulle ricerche.

1. Fumo a bordo prima dello schianto

Gli investigatori francesi hanno confermato la presenza di fumo in diverse parti dell'aereo prima che precipitasse nel Mediterraneo.
La presenza di fumo sarebbe stata segnalata da più rilevatori a bordo. Le cause però restano però incerte.
Secondo Cbs News, il fumo rilevato potrebbe però prevenire da uno dei motori.
«INIZIO DI UN INCENDIO». Il portavoce dell'agenzia francese per le indagini sugli incidenti aerei, Sebastien Barthe, ha dichiarato che il sistema automatico di segnalazione a bordo ha inviato i messaggi d'allarme pochi minuti prima che l'aereo scomparisse dal radar.
I segnali, sostiene Barthe, «indicano generalmente l'inizio di un incendio».
«Non traiamo nessuna conclusione da quest'ultima notizia. Il resto sono congetture», ha però aggiunto.

2. I segnali d'allarme

Il sito specializzato The Aviation Herald ha analizzato le registrazioni di volo del sistema Acars (Aircraft communications addressing and reporting system) e ha scoperto che poco prima dello schianto sono stati segnalati del fumo in cabina e un'anomalia al finestrino.
Ecco la cronologia degli ultimi tre minuti dell'Airbus A320:

2.26. Allarme anti gelo da un finestrino
2.26: Anomalia al finestrino nella cabina di pilotaggio.
2.26: Segnalato fumo nella toilette.
2.27: Segnalato fumo nel settore che ospita l’avionica (la sede dei sistemi elettronici, di navigazione e comunicazione).
2.29: Problemi all’autopilota.
2.29: Problemi ai sistemi di controllo dei flap.
2.29.40: L’aereo scompare dai radar.

Le avarie segnalate dal sistema Acars.

La segnalazione di diverse anomalie in successione, inviate automaticamente dall'aereo, escluderebbero la presenza di una bomba ma non di un ordigno incendiario.

3. Mistero sul ritrovamento delle scatole nere

Secondo la Cbs News, che cita fonti governative egiziane, le squadre di ricerca impegnate nel Mediterraneo avrebbero localizzato le scatole nere del volo EgyptAir nel tratto di mare in cui sono stati ritrovati i resti umani e i rottami dell'aereo.
Un alto funzionario del ministero egiziano dell'Aviazione civile, intervistato dall'Associated Press, ha però negato che i dispositivi siano stati individuati.
PROFONDITÀ TRA I 2.500 E I 3.000. Una «fonte vicina alle indagini» citata dal sito del quotidiano governativo Al-Ahram aveva indicato che «l'operazione di recupero delle scatole nere richiederà tempo e sarà effettuata da una squadra egiziana».
Nella zona le acque sono profonde dai 2.500 ai 3.000 metri, e l'impulso inviato dai dispositivi che immagazinano la 'memoria' degli aerei arriva fino a 6.000 metri.

4. Il giallo delle due virate

Una delle poche certezze su uno dei pochi punti che sembravano accertati finora, le brusche virate dell'Airbus 320 segnalate nel dettaglio dalla Grecia, sono ora state smentite dall'Egitto.
«L'aereo è apparso ad un'altezza di 37 mila piedi all'interno dello spazio aereo (greco, ndr) senza alcuna deviazione, poi è scomparso dagli schermi dei radar dopo meno di un minuto», ha dichiarato Ehab Mohieldin, l'amministratore delegato del Nansc, l'Ente nazionale egiziano di servizi per la navigazione aerea.
DICHIARAZIONI CONTRASTANTI. Anche se non lo ha esplicitato, la dichiarazione è in aperto contrasto con quella resa giovedì, poche ore dopo il disastro, dal ministro della Difesa greco Panos Kammenos: «immediatamente dopo essere entrato nella Fir», la «flight information region» del Cairo, «ha compiuto brusche virate e una discesa che descrivo così: 90 gradi a sinistra e poi 360 gradi a destra». Kammenos aveva anche parlato di un violenta perdita di quota del velivolo di 6.700 metri (da 37.000 a 15.000 piedi) di cui il responsabile egiziano non parla.

Le zone di ricerca (Fonte: The Aviation Herald).

5. Ritrovati i resti

Le forze armate egiziane hanno pubblicato sabato 21 maggio le prime foto di rottami ed effetti personali dei passeggeri.
Sulla sua pagina Facebook, il portavoce Mohamed Samir aveva postato «una parte delle foto dei rottami dell'aereo e degli effetti personali dei passeggeri». Martedì 21, un medico legale egiziano aveva sostenuto in forma anonima che i resti umani recuperati del volo dell'Egyptair caduto nel mediterraneo suggerirebbero un'esplosione a bordo.
ENNESIMA SMENTITA. La notizia è però stata smentita dal capo dello stesso dipartimento, che ha ufficialmente parlato di «mere ipotesi».
Tutti i resti umani portati al Cairo finora, 80 pezzi, aveva precisato la fonte dell'Associated Press, sono piccoli e tra questi «non c'è ne nemmeno uno che sia il pezzo intero di un corpo, come un braccio o una testa». Secondo il dottore quindi «la spiegazione logica è che si è trattato di una esplosione».

  • Le immagini delle ricerche della televisione di Stato egiziana.


Durante le ricerche del 20 maggio, erano stati ritrovati resti umani, due sedili e alcune valigie.
Uno dei satelliti dell'Agenzia spaziale europea (Esa) ha avvistato una macchia di carburante proprio nel punto in cui è caduto l'aereo.

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