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STORIE 14 Giugno Giu 2016 2228 14 giugno 2016

Jolly Nero, la vedova di De Candussio adotta una bambina

Lui voleva adottare una bimba con la moglie. Ci è riuscito. Ma solo 14 mesi dopo l'incidente al porto di Genova.

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I resti della palazzina dei piloti crollata dopo essere stata urtata dalla nave porta-container Jolly Nero. Si lavora alacremente per rimuovere le macerie e trovare i dispersi.

L'avevano presa in affidamento quando aveva otto mesi. Avevano deciso di adottarla, rendendola loro figlia. Poi Marco De Candussio è morto nel crollo della Torre Piloti del porto di Genova, colpita dal cargo Jolly Nero il 7 maggio 2013. Ma Paola De Carli è andata avanti, non ha rinunciato al sogno suo e del marito, e il tribunale dei minori di Genova ha concesso loro l'adozione della bambina nel luglio del 2014, 14 mesi dopo l'incidente.
La coppia, originaria di Savignano sul Rubicone (Forlì) aveva già un figlio. Paola e Marco avevano in affidamento la piccola dal 2007.
STORIA EMERSA IN TRIBUNALE. La storia è emersa in tribunale a Genova il 14 giugno 2016, durante un'udienza per il processo del crollo della Torre Piloti in cui sono indagati il comandante della Jolly Nero Roberto Paoloni, il pilota Antonio Anfossi, il primo ufficiale Lorenzo Repetto, il direttore di macchina Franco Giammoro, il comandante d'armamento della compagnia Messina Giampaolo Olmetti, accusati di omicidio colposo plurimo, attentato alla sicurezza dei trasporti e crollo di costruzioni; e il terzo ufficiale Cristina Vaccaro che deve rispondere di falso per aver controfirmato alcuni documenti in cui si sosteneva che tutti gli apparati erano in regola, mentre da una perizia è risultato diversamente.
Imputata anche la Compagnia Messina, per responsabilità amministrativa. «È un caso», ha spiegato l'avvocato Divano, «unico in Italia». I giudici dei minori si sono basati sull'articolo 25 della legge 184/83 che al comma IV prevede in caso di morte o di sopravvenuta incapacità di uno dei coniugi affidatari l'adozione può essere ugualmente disposta su istanza dell'altro coniuge.
NELL'INTERESSE DEL BAMBINO. «E la norma», hanno detto i giudici, «deve essere interpretata sulla base del principio ispiratore di quella legge e cioè l'interesse del minore all'adozione».
Il tribunale ha spiegato che «in questo caso, tale interesse sussiste senza alcun dubbio. La bimba è perfettamente inserita nel nucleo familiare di cui si sente parte a tutti gli effetti».
La bambina ha ottenuto il riconoscimento di poter portare il cognome De Candussio. Paola De Carli che ha deposto al processo come testimone ha ricordato: «Marco voleva che l'adottassimo. Ce l'avevano affidata quando aveva appena otto mesi. Poi col passare del tempo avevamo manifestato l'intenzione di adottarla e ci davano sempre buone speranze. Fino all'estate 2014 con la sentenza che ci ha riempito di gioia ma che Marco non ha potuto condividere con noi».

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