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INTERVISTA 20 Giugno Giu 2016 1913 20 giugno 2016

Roberto Castiglion, primo sindaco M5s, commenta i Ballottaggi

Castiglion, eletto nel Comune di Sarego nel 2012: «La coerenza ci ha premiato».

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È stato il primo sindaco M5s eletto in Italia. Ancora prima di Federico Pizzarotti, che correndo a Parma, città con più di 15 mila abitanti, è dovuto passare dal ballottaggio.
Roberto Castiglion, 36 anni, dal 2012 è il primo cittadino di Sarego, paese di 6 mila anime nel Vicentino.
Pare una vita fa, rispetto ai trionfi di Virginia Raggi a Roma e Chiara Appendino a Torino.
«LA COERENZA HA VINTO». «Gli elettori evidentemente hanno premiato la nostra coerenza», dice a Lettera43.it. «L'onestà e la trasparenza nel fare le cose».
Il Movimento è cresciuto piano piano, continua Castiglion, «all'inizio abbiamo eletto pochi sindaci». E ora sono arrivati fino alla Capitale.
Come? «Fregandocene degli eventuali ritorni negativi dovuti alle espulsioni, per esempio. Davanti all'ombra di un problema di corruzione non abbiamo guardato e non guardiamo in faccia a nessuno».

Giuseppe Castiglion con Beppe Grillo.


DOMANDA. Per questo gli elettori vi hanno premiato?
RISPOSTA. Hanno riconosciuto la nostra coerenza e la nostra trasparenza. Così come hanno apprezzato la regola di tagliarci lo stipendio e di rifiutare i doppi incarichi.
D. Sindaco e parlamentare, per esempio?
R. Sì, nel 2013 qualcuno mi chiese perché non mi presentassi per la Camera. Ho fatto fatica a spiegare che nel M5s non funziona così. Roberto Giachetti per esempio non si è dimesso dalla Camera per candidarsi a sindaco.
D. Nelle città a governo M5s però non sono tutte rose e fiori. Basta pensare a Quarto, Livorno, Mira, Pomezia e la stessa Parma.
R. Il M5s chiede chiarezza e trasparenza a tutti gli eletti. Un avviso di garanzia può capitare. Può essere un atto dovuto e non riconducibile direttamente all'eletto. Per questo si deve entrare nel merito di ciò che viene contestato.
D. Però si è agito con due pesi e due misure, come nel caso di Livorno e Parma non crede?
R. A Livorno c'è stata una tempestiva comunicazione da parte del sindaco Nogarin ai cittadini e al direttorio...
D. Pizzarotti però non ha violato alcun punto del Non-Statuto...
R. È mancata la comunicazione iniziale.
D. C'è qualcosa che consiglierebbe alla sua nuova collega Virginia Raggi?
R. Roma è una realtà totalmente diversa da Sarego, quasi impossibile un confronto. Però...
D. Però?
R. Io ho la fortuna di lavorare con un gruppo unito. Ogni decisione è sempre condivisa. Non sono un decisionista.
D. E con chi si confronta?
R. Con i consiglieri, con la Giunta, con gli attivisti. Mi piace sapere come la pensano.
D. E le è utile?
R. Ho evitato scelte che magari in un primo momento mi sembravano le migliori.
D. Quindi un consiglio per i nuovi sindaci ce l'ha.
R. Dico solo che non bisogna avere la presunzione di essere infallibili e perfetti. Bisogna sempre sentire e ascoltare un'altra campana, che arrivi da un consigliere di minoranza o da un attivista, per non rimanere fossilizzati sulle proprie idee.
D. Dal 2012 a oggi il M5s è cresciuto e si dice pronto a governare il Paese. Per molti ha cambiato pelle, normalizzandosi. Che ne pensa?
R. A dire il vero anche nel 2013 avevano l'ambizione di governare... Forse non erano maturi i tempi. Le Cassandre ci davano per spacciati perché non avevamo accettato l'alleanza col Pd.
D. E invece...
R. E invece è stata una scelta che ci ha dato ragione. Così abbiamo consolidato il consenso, senza confondere gli elettori.
D. I critici sostengono che in realtà sia lo staff di Milano a dettare legge. È così?
R. All'inizio c'erano Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio come punti di riferimento. Poi Gianroberto purtroppo è mancato e Beppe ha deciso di fare un passo di lato lasciando il testimone agli eletti. È una grande responsabilità. Ma le regole basilari restano: onestà, trasparenza e partecipazione.
D. Non sono venute a mancare?
R. No. L'onestà è la nostra bussola, la condivisione è garantita dalla piattaforma Rousseau, le spese sono rendicontate.
D. Nessun controllo dall'alto?
R. L'organizzazione fa riferimento a strategie di comunicazione comuni, che sono in vigore anche tra parlamentari. È importante.
D. E i contenuti?
R. Parlo per una piccola comunità come la mia dove decidiamo in autonomia. Non potrebbe essere altrimenti: dobbiamo conoscere e approfondire i problemi locali nel dettaglio.
D. Sindaco, ma lei firmerebbe il contratto il M5s ha imposto a Roma?
R. Non conosco i dettagli, né come è nata l'idea del contratto. Detto questo però nel momento in cui il Movimento non si rispecchiasse più nelle mie scelte non avrei dubbi: mi dimetterei.
D. Insomma non avrebbe bisogno di un contratto.
R. No, mi dimetterei autonomamente. Per fortuna ho un buon lavoro, mica voglio vivere di politica. Mi rispecchio totalmente nei valori nel M5s, ho iniziato a fare politica con l'idea di cambiare questo Paese. Se il rapporto di fiducia venisse a mancare non avrei più stimoli per andare avanti. Non sono attaccato alla poltrona.

Twitter: @franzic76


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