TERRORE 17 Luglio Lug 2016 1020 17 luglio 2016

Attentato a Nizza: cosa sappiamo

Almeno 84 morti e 74 feriti ancora ricoverati. Il killer si era radicalizzato da poco e aveva premeditato la strage. Fermate sette persone, rilasciata la moglie. L'Isis rivendica. Foto.

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Mohamed Lahouaiej Bouhlel potrebbe non aver agito da solo. E gli elementi raccolti dalle indagini permettono di stabilire il carattere «premeditato» del massacro del 14 luglio a Nizza: lo ha detto il procuratore di Parigi, Francois Molins, precisando che si tratta di un «attentato» «pensato» e «preparato» almeno nei giorni precedenti all'azione.
POSSIBILI COMPLICI. Per gli inquirenti l'uomo avrebbe inviato diversi sms ad un complice prima dell'attentato. Secondo fonti vicine all'inchiesta riportate dall'emittente Bfm l'attentatore avrebbe scritto a uno degli altri arrestati di «inviare più armi».
VITA DISSOLUTA. Secondo Molins, il terrorista aveva comunque una vita dissoluta tra alcol, amanti - fra cui un uomo di 73 anni sentito dagli investigatori - e mangiava normalmente maiale. Tra le ricerche anche la festa musulmana di Ramadan, e azioni terroristiche come quella di Orlando e la sparatoria di Dallas. Sul pc aveva inoltre foto di Osama Bin Laden e Mokhtar Belmokhtar.
Ecco cosa sappiamo sulla strage

1. Il killer: radicalizzato e con una vita dissoluta

L'autista del camion «è stato abbattuto» dalla polizia, mentre era a bordo. Si tratta di Mohamed Lahouaiej Bouhlel, un 31enne tunisino emigrato a Nizza, «noto alla polizia per violenze, uso di armi, ma nessun fatto legato al terrorismo». Sul mezzo sono state trovate armi, fucili e granate che si sono rivelate finte in un secondo momento, fatta eccezione per una pistola.
LE RICERCHE SULL'ISIS ON-LINE. Bouhlel sarebbe stato depresso per il divorzio dalla moglie. «È un terrorista indubbiamente legato all'Islam radicale», ha detto il premier francese Manuel Valls.
I media della Tunisia scrivono che aveva ottenuto un permesso di soggiorno grazie al matrimonio con la donna, dalla quale ha avuto tre figli.
VITA SREGOLATA. Bouhel non era un fedele praticante, consumava maiale e alcol e aveva «una vita sessuale senza freni»: lo ha detto il procuratore di Parigi, Francois Molins. Di recente, secondo la testimonianza di un amico, si fece però crescere la barba attribuendole un '«senso religioso»,ha precisato Molins.
Il padre di Bouhlel, secondo la polizia tunisina, sarebbe noto come estremista ed iscritto al partito islamico Ennhadha. Se nulla permette di accertare che il terrorista di Nizza giurò fedeltà all'Isis dall'analisi del suo computer emerge 'un interesse sicuro e recente' per il radicalismo dello Stato islamico.
LA STRAGE PREMEDITATA. Gli elementi raccolti dalle indagini permettono di stabilire il carattere «premeditato» del massacro
Lo zio di Bouhel ha riferito all'agenzia Associated Press che suo nipote era stato «radicalizzato» da circa «due settimane» da un reclutatore algerino membro dell'Isis a Nizza. Le autorità francesi non confermano.
VARI SOPRALLUOGHI. Bouhlel aveva effettuato un sopralluogo sulla Promenade des Anglais nei giorni che precedettero la strage, il 12 e 13 luglio: è quanto riferiscono fonti vicine all'inchiesta citate da Europe 1.

2. La rete dei complici: sette arresti

Sono sette le persone fermate dalle autorità. Domenica, un uomo e una donna di origini albanesi sono stati arrestati dalla polizia per aver dato supporto logistico a Bouhlel, mentre sabato erano stati interrogati l'ex moglie dell'attentatore e altre quattro persone vicino a lui. La moglie è stata rilasciata.
NELLA RETE UN TUNISINO CHE LAVORAVA IN ITALIA. Agenti della Digos della Questura di Bari hanno avviato accertamenti su uno dei sette. Si tratta di un tunisino che, secondo quanto si apprende, avrebbe lavorato anni fa in Puglia.
Negli atti di una recente indagine della Dda di Bari sul terrorismo internazionale di matrice islamica veniva posto l'accento sull'analisi dei tabulati telefonici e, soprattutto, sulle «telefonate in arrivo o partenza verso svariati numeri internazionali di Stati esteri tra i quali Iraq, Francia, Germania, Regno Unito, Repubblica Ceca, Tunisia, Norvegia, Grecia, Svizzera, Romania e Afghanistan».
Su queste utenze internazionali erano già state avviate verifiche in collaborazione con gli investigatori esteri.

3. Le vittime: 84 morti, 74 feriti ricoverati

Il procuratore di Parigi, Francois Molins, conferma il bilancio di 84 morti, 74 feriti ancora ricoverati in ospedale, di cui 28 in rianimazione. Tra questi, 19 sono ancora in pericolo di vita. 71 delle 84 vittime dell'attentato di Nizza sono state formalmente identificate, mentre 13 non ancora un nome certo. Ancora sei gli italiani dispersi
SUBITO I RISARCIMENTI. «Già dalla prossima settimana saranno assegnati i primi indennizzi alle famiglie colpite dall'attentato terroristico di giovedì scorso. Lo Stato francese risarcirà tutte le persone coinvolte che ne hanno diritto», ha detto il segretario di Stato con delega all'aiuto delle vittime, Juliette Meadel, che ha fatto una visita ai parenti delle vittime raccolti all'Acropolis dove è stato allestito un punto di sostegno spirituale e morale.

4. L'Isis rivendica: «è un nostro soldato»

A tre giorni dalla carneficina, la strage di Nizza, che ha provocato la morte di 84 persone, «è stata rivendicata dall'Isis attraverso la sua agenzia di propaganda Amaq».
«L'autore dell'operazione», è scritto nella rivendicazione, «è uno dei soldati dello Stato islamico. Ha condotto l'azione in risposta agli appelli a colpire la popolazione degli Stati della coalizione che combatte lo Stato islamico». L'attacco, conclude il messaggio, sarebbe «una risposta a vostri raid».
RADICALIZZATO VELOCEMENTE. «Non si era distinto negli ultimi anni per un'adesione all'ideologia islamista radicale», ma «sembra che si sia radicalizzato molto rapidamente», ha detto il ministro degli Interni francese Bernard Cazeneuve.

5. La dinamica: il camion piomba sulla folla, poi gli spari

Intorno alle ore 22.30 un camion bianco di grandi dimensioni (18 tonnellate per 15 metri di lunghezza) - lanciato alla velocità di 80 chilometri orari - falcia la folla (alcune fonti parlano di 35 mila persone), sulla Promenade des Anglais, lungomare di Nizza.
Subito dopo, dal mezzo partono raffiche di spari, probabilmente di pistola.
«STERZAVA DI CONTINUO». Il camion, secondo le testimonianze, prosegue la sua folle corsa per circa due chilometri, travolgendo decine e decine di persone.
«Sterzava di continuo», ha raccontato un giornalista del quotidiano Nice-matin, «per colpire più persone possibile, proprio come fossero dei birilli».
Il killer avrebbe beffato i servizi di sicurezza della Promenade des Anglais fingendosi un fornitore di gelati: il camion era stato noleggiato a Saint-Laurent du Var, appena dieci chilometri da Nizza.

  • Attacchi e attentati in Francia tra il 2015 e 2016 e la strage di Nizza (fonte: AFP)

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