Esteri 19 Ottobre Ott 2016 1430 19 ottobre 2016

L'elegia all'Iraq nelle opere dell'artista esule Dia Al-Azzawi - La notizia

La retrospettiva a Doha con oltre 50 anni di lavori in due musei

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Doha (askanews) - Benché l'iracheno Dia Al-Azzawi viva da esule da decenni, quasi tutte le sue opere fanno i conti con la sua patria. Come questa opera monumentale che cita Guernica, ispirata all'Iraq post 2003. 'Elegia alla mia città prigioniera' è una delle 550 opere dell'artista iracheno che sono in mostra a Doha. Un'esposizione che abbraccia tutta la produzione di questo celebre artista, soffermandosi soprattutto sui temi politici del Medio oriente, da Sabra e Shatila, alla storia di sangue dell'Iraq che inizia con Saddam e arriva fino all'Isis.'Non dico che sotto Saddam fosse fantastico, no. Ma oggi ne abbiamo 100 di Saddam. Ci sono tante milizie armate oggi, da una parte o dall'altra, e tanti giovani disoccupati. Ai quali è facile dare 200 dollari e un kalashnikov e dire loro di andare a combattere', ha spiegato l'artista. Azzawi non fa ritorno in patria dal 1980. 'E' a due ore da qui. Non ci tornerò mai, perchè se tornassi sarebbe come dire che accetto cosa succede là. E non lo posso accettare, in nessun modo'.Azzawi è pessimista sul suo paese e nella battaglia di Mossul non vede che uno scenario di distruzione. Ex ufficiale dell'esercito ha lasciato il suo Paese nel 1976. La retrospettiva su Azzawi rispercorre 50 anni di produzione. 'Per me è un privilegio vedere la mia opera - ha spiegato - alcune non le vedevo da quarant'anni. In qualche modo rivedo la mia vita, dal 1960 a oggi. Mi aiuta a farmi domande, a capire se ho fatto bene oppure no'.L'esposizione intitolata 'Sono il grido, chi mi restituirà una voce' è divisa in due musei della capitale del Qatar. Al Mathaf sono esposte le figure e le leggende dell'iraq, mentre la galleria Al Riwaq ospita la produzione più politica di Azzawi.(immagini Afp)

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