15 Novembre Nov 2016 2013 15 novembre 2016

Per strappare un 'sì' agli italiani serve Real Time

Altro che talk show o lettere agli espatriati: nulla funziona meglio di un bel programma a base di torte e damigelle. I dati sui matrimoni ne sono la conferma.

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Certo che Matteo Renzi una ne fa e cento ne pensa per propagandare quella sua riforma.
Non gli basta imperversare su tutte le reti piú dello spot delle pastiglie anti reflusso e di sommergere di lettere supplichevoli gli italiani all'estero convincendo anche i più nostalgici che hanno fatto bene a cambiare aria.
È evidente che questo incredibile dato Istat sull'aumento dei matrimoni in Italia, mai così tanti dal 2008, diffuso chissà perché a sole tre settimane dal referendum, è un'astuta pubblicità subliminale.
Il messaggio sottinteso che i media orchestrati dal machiavellico premier fiorentino trasmettono al pubblico è: il sì tira, eccome.
IL NO È ROBA DA ZITELLONI. La gente ha sempre più voglia di dire sì e dal 2015 lo proclama a tutto spiano davanti a ufficiali di stato civile e, anche se sempre di meno, all'altare.
Dicono sì gli italiani ottimisti, costruttivi, che si vogliono bene, ovviamente; il no, va da sé, è roba da lividi zitelloni che a due cuori e una capanna preferiscono un cuore e due camere paritarie.
Come per il referendum, anche nella nuzialità gli umori facevano pensare a una preponderanza di no.
L'ultima cosa che ci si aspettava da un Paese che lo stesso Istat quando è di malumore descrive come asfittico, demotivato, disoccupato e impoverito era il desiderio di sposarsi, con tutto quel che costa un matrimonio - in media 15-20 mila euro, se si aggiungono viaggio di nozze e mobili si lievita anche fino ai 50 mila.
PROSPERANO I FIORI D'ARANCIO. E invece i fiori d'arancio appassiti nell'annus horribilis della crisi dei subprime (un calo di circa 10 mila nozze all'anno fra il 2008 e il 2014) non solo si sono ripresi ma prosperano.
Soprattutto, chissà perché, in Piemonte e in Sicilia; mentre insistono nel celibato le regioni del Centro.
E continueranno, perché se la terra non smette di tremare anche le coppie che fanno sul serio non saranno tanto incoraggiate a metter sù casa.
Ma di matrimoni a prova di scossone ne sono rimasti pochi, ci fa sapere l'Istat.
Negli ultimi 20 anni le separazioni sono raddoppiate, anche grazie alle recenti leggi che semplificano e abbreviano l'iter di separazioni e divorzi.
UN DIVERTENTE LAVAGGIO DEL CERVELLO. Il rapporto a due istituzionalizzato non è più una via senza uscita ma assomiglia di più a una strada a due sensi, si può fare inversione, tornare indietro e poi magari rientrare sull'altra carreggiata, con un altro partner sul sedile del passeggero, per vedere se il viaggio è più piacevole. O se il party viene meglio.
A guardar bene, l'unico elemento che può aver incentivato la voglia di sì da due anni a questa parte è il successo della rete Real Time, il cui palinsesto è praticamente incentrato sul matrimonio, con annessi e connessi.
Programmi come Abito da sposa cercasi, Il mio grosso grasso matrimonio gypsy, Il boss delle torte, Matrimonio a prima vista, Matrimoni napoletani, per non parlare di quelli sulla scelta della casa e dell'arredamento perfetto, dái e dái hanno agito come un divertente lavaggio del cervello.
SIAMO TUTTI UN PO' GIPSY. Siamo diventati tutti un po' gypsy con tanta voglia di torte tipo Altare della Patria e damigelle travestite da meringhe.
Un consiglio per Renzi: la prossima volta che chiede agli italiani di modificare la Costituzione lasci perdere i talk e le lettere agli espatriati e commissioni una trasmissione tipo Il mio grosso grasso referendum italiano.
Gli elettori arriveranno in massa ai seggi a bordo di limousine, magari preceduti da paggetti e violinisti.
E nel segreto dell'urna non potrá che trionfare il sì.


Twitter @LiaCeli

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