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Referendum Costituzionale

Sapelli
5 Dicembre Dic 2016 1823 05 dicembre 2016

Giulio Sapelli: «Renzi non conosce la Costituzione»

Il premier voleva dire basta. Ma Mattarella l'ha congelato fino al 9 dicembre. Perché prima c'è da approvare la manovra. L'ex presidente della Fondazione Enrico Mattei: «Per dimettersi serve la sfiducia parlamentare».

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«Renzi ha fatto un referendum sulla Costituzione senza conoscerla, per dimettersi serve la sfiducia parlamentare non la sconfitta a un referendum». Giulio Sapelli, storico dell'economia, soprannominato «l'economista eretico», ex presidente della Fondazione Enrico Mattei, già più volte critico nei confronti dell'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per le dimissioni del premier Silvio Berlusconi nel 2011, non risparmia accuse al premier per l'atteggiamento delle ultime ore.

«MATTARELLA INSEGNERÀ LA COSTITUZIONE A RENZI». Al momento, infatti, solo un parte delle forze politiche, in particolare Lega Nord e Movimento 5 stelle, chiedono le dimissioni di Matteo Renzi, mentre la stessa minoranza del Partito democratico continua a chiedergli di proseguire nel suo lavoro, sia a Palazzo Chigi sia come segretario al Nazareno. Non solo. Persino il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è opposto all'idea di dimissioni immediate, convincendo il premier a congelarle fino a venerdì 9 dicembre, giorno dell'approvazione della manovra in parlamento. «Lo sa anche il popolo degli abissi uscito dai sotterranei che è stato un errore quello di annunciare le dimissioni, figuriamoci Mattarella che è ordinario di Diritto parlamentare», ha aggiunto Sapelli. Autore del libro L'inverno di Mario Monti, nel 2012, il professore di Storia dell'economia riconosce comunque a Renzi «il merito di aver mantenuto la parola dimettendosi», ma, sostiene, «ha aggravato la cosa personalizzando la battaglia referendaria: poteva restare in sella tranquillamente».

Abbiamo due diverse leggi elettorali a Camera e Senato, neppure in Thailandia si assiste a una situazione di questo genere...

DOMANDA. Quindi questa sconfitta del "Sì" cosa ci dice?
RISPOSTA. Che peggio di così non poteva andare, per di più abbiamo due diverse leggi elettorali a Camera e Senato, neppure in Thailandia si assiste a una situazione di questo genere...

D. Addirittura?
R. L'umanità degli abissi è uscita alla luce del sole.

D. Le responsabilità sono anche del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che non è riuscito in questi cinque anni a chiudere queste riforme costituzionali?
R. Napolitano ha fatto quello che gli avevano chiesto nel 2011, ovvero eliminare Silvio Berlusconi che era incompatibile con l'economia della Germania.

D. Ha risposto, come tuonano alcuni esponenti della Lega Nord, agli ordini di Bruxelles?
R. Ma no, cosa c'entra... Napolitano risponde a un rito scozzese accettato, a quella cuspide che è rappresentata dal'Inghilterra che con la sua Regina è venuta in visita nel 2014 insieme con il marito qui da noi a bordo di un jet privato.

D. Questa sconfitta di Renzi sul referendum non nasce allora già nel 2011 con la nomina di Monti?
R. Sono cose molto diverse, Berlusconi era un alieno rispetto agli allineati, non bisogna dimenticare che è stato deposto senza un voto popolare.

Il premier Matteo Renzi mentre annuncia le dimissioni.

Ansa

D. Mentre Renzi?
R. Renzi ha sfidato la sorte. Ha cercato una legittimazione popolare in una situazione di crisi secolare per di più su un quesito per la maggioranza della popolazione incomprensibile.

D. Gli italiani non hanno capito cosa hanno votato?
R. La gente non legge i giornali, c'è un analfabetismo politico di ritorno. Sono stati chiamati a una delle cose più difficili al mondo, a esprimersi su un referendum su cui nessuno uomo politico avrebbe dovuto cimentarsi.

D. Cosa avrebbe dovuto fare il presidente del Consiglio?
R. Avrebbe dovuto cercare una maggioranza qualificata per approvare le riforme.

D. E adesso?
R. È stato sconfitto dall'elettorato, ha fatto tutto da solo, ha deciso lui stesso di aggravare la situazione quando ha detto 'se perdo mi dimetto'. Poi l'ha fatto e questo resta un merito.

D. Il Quirinale ha diramato un comunicato dove si parla di «democrazia solida» e che siamo di fronte a «impegni e scadenze di cui le istituzioni dovranno in ogni caso il rispetto».
R. Al momento si vede che non vuole rinviarlo alle Camere, gli ha detto di tornare a fare la legge di Stabilità. Mattarella è un ordinario di Diritto parlamentare, sta applicando giustamente la Costituzione perché il premier non è stato sfiduciato. Diciamo che Renzi si è preso una libertà in più.

D. Un altro errore del presidente del Consiglio?
R. Sì e verrà punito anche per questo. Purtroppo nessuno fa notare che Renzi è una persona che fa un referendum sulla Costituzione e non la conosce. La Costituzione gli avrebbe vietato di dimettersi, ma è stato sconfessato dalle sue stesse scelte.

Non vedo nulla nel centrodestra, non c'è un Luigi Sturzo, non c'è la Rivoluzione conservatrice di Thomas Mann

D. La responsabilità è quindi tutta sua.
R. È lui che si è cercato la decadenza, Mattarella da uomo che sa la Costituzione gli spiegherà che deve far passare la legge di Bilancio e poi, quando avrà un voto di sfiducia, ne riparleremo. Renzi è un servitore della Repubblica, non deve seguire le sue pulsioni.

D. Del fronte del "No" che canta vittoria, soprattutto nel centodestra, cosa ne pensa?
R. Il centrodestra si è ridotto ad avere come nuovo leader Berlusconi, che mi fa piacere sia in salute, ma mi pare evidente che non abbia alcun proclama politico.

D. Vuole ricandidarsi.
R. Non vedo nulla nel centrodestra, non c'è un Luigi Sturzo, non ci sono le Tesi di Lione di Antonio Gramsci, non c'è la Rivoluzione conservatrice di Thomas Mann.

D. C'è chi dice che l'Italia sia arrivata al capolinea dopo il voto di oggi.
R. L'Italia non è finita, sono chiacchiere da bar dello sport, già ai tempi di Dante e del De Monarchia sedeva un imperatore tedesco, la storia si ripete sempre.

D. Bisogna andare a votare?
R. Non si possono comandare i popoli tecnocraticamente dall'esterno, c'è una Repubblica parlamentare e bisogna farla funzionare.

D. Ma lei è andato a votare per il referendum?
R. Io sono un servitore dello Stato, un servo della Repubblica e non devo dire cosa voto, quelle sono cose che fa il popolo, non le élites.

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