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7 Dicembre Dic 2016 2032 07 dicembre 2016

Renzi all'angolo, cerca Berlusconi per la legge elettorale

Dopo le dimissioni, l'ex premier ha bisogno di Silvio per un accordo sulla riforma. Ma l'appoggio del leader di Fi non è scontato.

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Matteo Renzi continua il suo braccio di ferro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E, non curante dei 'frenatori istituzionali' come il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, rappresentante della folta area dem che conta più di 80 parlamentari, continua per la sua strada. «Non abbiamo paura del voto anticipato», ha detto il presidente del Consiglio rimettendo il mandato nelle mani del capo dello Stato che ha accettato «le dimissioni con riserva», programmando le consultazioni per la giornata di giovedì 8 dicembre, come da prassi istituzionale.

TRE SCENARI PER UNA CRISI. A questo punto gli scenari che si aprono sono tre. Il primo è che i partiti si mettano d'accordo per costruire un nuovo governo di unità nazionale per rifare la legge elettorale prima della decisione della consulta il 24 gennaio 2017: un'ipotesi da molti data per impossibile. Il secondo vede Mattarella ridare a Renzi l'incarico di presidente del Consiglio dopo le consultazioni, un'eventualità che - fanno notare fonti parlamentari – sarebbe rafforzata anche dal fatto che ha appena ottenuto sulla fiducia alla finanziaria quattro voti in più rispetto alla volta precedente. E quest'ultima ipotesi sarebbe quella caldeggiata dalla ridotta renziana, quel che rimane del Giglio magico tra Luca Lotti e Francesco Bonifazi, il gruppo toscano che non vuole essere messo alla porta di palazzo Chigi conscio che un governo di transizione duraturo potrebbe allontanare Renzi per sempre dai palazzi romani.

VERSO UN NAZARENO BIS? Ma c'è pure una terza ipotesi, quella di un nuovo governo che faccia almeno una legge elettorale congeniale sia a Silvio Berlusconi sia a Renzi, ovvero ai due partiti di centrodestra e centrosinistra. Graziano Delrio, ministro ai Trasporti, uno dei nomi che circolano in queste ore come possibile nuovo presidente del Consiglio, crede nell'ipotesi di un governo di responsabilità: «Perché sarebbe impossibile?», ha chiesto al termine della direzione del Partito democratico.

Invito a vedere le slide sul sito della Presidenza del Consiglio

ANSA

Il leader di Forza Italia, del resto, aveva aperto nelle scorse settimane a questa ipotesi. E lo stesso Gianni Cuperlo, uomo di collegamento tra Renzi e la minoranza del Pd di Bersani, dopo aver dato il suo 'Sì' al referendum ha spiegato che «un governo serve al Paese perché bisogna garantire che il parlamento legiferi sulla materia elettorale». Questo è il punto cruciale. La legge elettorale.

LA PRIORITÀ DI UNA LEGGE ELETTORALE. Per un governo che ha fallito dopo il referendum l'iter della riforme portate avanti dall'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, non riuscire a chiudere una legge prima della sentenza della Corte costituzionale sarebbe un ennesimo smacco politico. Per questo motivo molti esponenti del centrodestra sostengono che in quel governo di unità nazionale voluto da Renzi ci sia in realtà un appello proprio a Berlusconi, per rifare una legge elettorale insieme che possa essere congeniale sia al Partito democratico sia a Forza Italia. Lo stesso Flavio Tosi, sindaco di Verona, ex Lega Nord, ha suggellato questa ipotesi in un'intervista a Un Giorno da Pecora. «Voteremmo un governo guidato da Piero Grasso? Dipende da che maggioranza si formerà, se ci fosse al suo interno Berlusconi sarebbe un segnale: vorrebbe dire che Fi, anziché seguire come una pecora Salvini, inizierebbe a prendere una posizione di normalità».

Ma Berlusconi cosa farà? L'ex presidente del Consiglio è stato impegnato durante la mattinata del 7 dicembre in visite mediche di routine all'Ospedale San Raffaele, normali check up dopo l'intervento al cuore di sei mesi fa. Chi lo ha visto l'altro giorno ad Arcore durante il pranzo per analizzare il voto al referendum sostiene che stia bene, sia anche più vispo del solito. Ma vorrà aiutare Renzi? Ha intenzione di dare una mano a chi ha perso all'ultima tornata referendaria? La linea ufficiale di Forza Italia per il momento sembra escludere qualsiasi ipotesi alle larghe intese, anche se qualche segnale di apertura sulla legge elettorale nei giorni scorsi c'è stato.

IL CAV VUOLE LA RIABILITAZIONE DA STRASBURGO. A convincere Berlusconi potrebbe essere la necessità di mettere in sicurezza le sue aziende da eventuali turbolenze dei mercati. O, forse, un aiuto inaspettato per Renzi potrebbe venire dalla Corte dei diritti di Strasburgo, nel caso fosse annullata la legge Severino scattata dopo la condanna per i fondi neri Mediaset, cosa che permetterebbe al Cavaliere di potersi ricandidare. Stefania Prestigiacomo lo ha richiesto con forza in queste ore: «Per noi questo esito è doveroso e ci auguriamo che arrivi in tempi brevi perché il nostro presidente è l'unico che in questo momento può guidare Forza Italia e il centrodestra nell'operazione di salvataggio di un Paese abbandonato alla deriva da Renzi e dal Pd. Lavoreremo in modo incessante per far crescere questa petizione e dargli forza». Chissà che proprio su questo non possa nascere un nuovo patto del Nazareno.

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