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26 Gennaio Gen 2017 1856 26 gennaio 2017

Così la 'ndrangheta esporta il made in Italy negli Stati Uniti

Da Gioia Tauro all'ortomercato di Milano fino agli Usa. Per l'antimafia Rosario Vizzari, l'imprenditore italiano dell'olio oltreoceano, è una testa di ponte della cosca Piromalli. E vendeva prodotti contraffatti. Le carte.

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C'è l'ombra della 'ndrangheta sulle modalità di vendita dei prodotti del made in Italy nel mondo nell'ordinanza di custodia cautelare che ha smantellato 33 affiliati del clan Piromalli, tra Calabria, Stati Uniti e Lombardia nell'ambito dell'operazione del Ros denominata “Provvidenza”. Le accuse sono a vario titolo di associazione a delinquere, traffico di stupefacenti, intestazione fittizia di beni, autoriciclaggio e persino tentato omicidio.

ENTRATURE IN POLITICA. Perché l'avvocato Rosario Vizzari, amico di infanzia del boss Antonio e suo braccio economico oltreoceano, aveva importanti entrature nella politica italiana, persino nelle amministrazioni pubbliche, in particolare con la regione Basilicata con cui aveva stipulato un accordo per vendere prodotti alimentari nelle grandi catene di supermercati americani: si può trovare su internet una sua intervista durante la presentazione di LucaNY il 7 dicembre del 2015.

INDAGA ANCHE L'FBI. A indagare su Vizzari, ancora a piede libero anche se con una residenza a Segrate dove aveva un magazzino, è adesso anche l’Fbi che da anni studia i movimenti della ‘ndrangheta tra il New Jersey, Boston, Detroit e New York, non solo per gli accordi con i narcotrafficanti colombiani e messicani per il traffico di cocaina nel porto di Gioia Tauro.

La nuova inchiesta del Ros dei carabinieri ha invece acceso i riflettori su questo avvocato titolare della società Avant Garde Sales & Marketing, azienda americana di intermediazione nella ricerca di clienti nel mercato statunitense e canadese per il settore agroalimentare. Il 7 dicembre del 2015 era a New York insieme con il presidente della regione Basilicata Marcello Pittella per sostenere i progetti di Sviluppo Basilicata e Mapping Basilicata, finanziato grazie a fondi europei e al decreto del ministero dello Sviluppo Economico.

MAGAZZINO DI 8 MILA MQ. A spiegarlo è un comunicato dell'amministrazione regionale di quel giorno. Dove si chiarisce appunto che «Rosario Vizzari, titolare dell’azienda Avant Garde, si occuperà della distribuzione dei prodotti lucani nel territorio statunitense. La sua azienda, infatti, fondata in America ma dal cuore italiano, con un magazzino di 8 mila metri quadrati e grazie ad accordi con rivenditori di tutto il Paese, si occupa della commercializzazione di prodotti provenienti dall’Italia nel mercato americano».

Secondo gli inquirenti i grossisti e quindi poi i consumatori finali americani venivano truffati sulla qualità dell’olio, sulla provenienza e sulla scadenza

Peccato che secondo gli inquirenti parte di quei prodotti importati da Vizzari fosse contraffatta. Più che Made in Italy, Made in ‘ndrangheta. Nello specifico nelle carte dell'inchiesta si parla di olio extravergine di oliva. «Inducevano in errore i grossisti e quindi poi i consumatori finali americani sulla qualità dell’olio, sulla provenienza e sulla scadenza, che acquistavano come fosse olio extravergine di oliva, di origine italiana e di scadenza remota, pagandone il relativo prezzo di mercato», scrivono gli inquirenti.

VENDUTI PRODOTTI DANNOSI. E ancora: «L'olio era di origine non solo italiana, ma anche greca, turca e siriana, e ormai prossimo alla scadenza. In questo modo si procuravano un ingiusto profitto pari alla differenza di prezzo, con danno per i predetti grossisti, che acquistavano un bene diverso a un prezzo superiore, e per i consumatori finali che compravano prodotto non salutare e potenzialmente dannoso».

Rosario Vizzari.

Il panorama societario di Vizzari è vasto e soprattutto al di fuori del territorio italiano. Per gli inquirenti sono almeno sei le società di diritto americano «funzionali all’attività di esportazione di olio di oliva e agrumi verso il mercato nord americano che costituiva un canale privilegiato di riciclaggio dei proventi delle attività della cosca» Piromalli. Ci sono la Global Freight Services, la Freight Brokers, la stessa Avant Gard, la Linro e la Madoro, titolare del marchio “Bel Frantoio” con cui vende olio negli Usa. I settori sono quelli della logistica per import-export e l’agro alimentare. Questa volta però gli interessi criminali non sembrano essersi fermati ai cancelli di via Lombroso a Milano e hanno attraversato l’oceano.

STORICO INTERESSE DEI CLAN. Per gli inquirenti però Vizzari altro non è che la testa di legno negli Stati Uniti di Antonio Piromalli, rampollo di una delle più note famiglia di ‘ndrangheta, classe 1972 e residente a Milano da diversi anni. Figlio del patriarca Pino detto “Facciazza”, Antonio Piromalli ha riconfermato lo storico interesse delle cosche all’interno dell’ortomercato meneghino: l’asse Milano-Gioia Tauro era già emerso in passato con l’operazione "For a King" che svelò le infiltrazioni della mala calabrese nel mercato. D’altronde i contatti deI clan con la politica non sono nuovi, come aveva documentato l’inchiesta “Cento anni di storia” che vedeva esponenti dei Piromalli agganciare uomini del calibro di Marcello Dell’Utri e dell’ex democristiano Aldo Micciché.

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