ASSESSORI
politica 17 Febbraio Feb 2017 1720 17 febbraio 2017

Comune di Milano: tutti i conflitti di interesse

A Palazzo Marino scoppia il caso Roberta Cocco. L'assessore alla Trasformazione digitale mette finalmente online la sua situazione patrimoniale e spuntano 3,7 mln di azioni Microsoft di cui era manager. E presto potrebbe essere la volta della titolare a Sport e Turismo Roberta Guaineri.

  • ...

Il conflitto d'interesse è all'ordine del giorno al Comune di Milano. In casa Pd, accecati dal mito del supermanager alla guida della città, non si è riusciti a vedere il primo e più macroscopico caso, cioè quello di Beppe Sala. Da commissario straordinario e amministratore delegato di Expo a sindaco di Milano. I contorni del controllore che si confondono con quelli del controllato e così via. «Niente di illecito», fanno notare i dem milanesi, ormai tutti allineati, ma l'opportunità di una candidatura del genere aveva fatto storcere il naso a più d'uno all'interno del partito, poi silenziato con qualche poltrona e qualche promessa.

IL CASO COCCO. Venerdì si è concluso l'affaire Roberta Cocco che, con alle spalle una carriera di 14 anni in Microsoft è diventata, mettendosi in aspettativa, assessore alla Trasformazione digitale. Un passaggio che già di per sé potrebbe far sorgere qualche dubbio di opportunità, ma la competenza, soprattutto in un grande Comune e in un settore tanto di attualità, è irrinunciabile. Il conflitto di interesse però è diventato palese ed è emerso al termine di una querelle definita da qualcuno se non «fantozziana» almeno «kafkiana». Il tutto ha avuto inizio perché nella sezione “amministrazione trasparente” del Comune non compariva la sua dichiarazione dei redditi del 2015. Dal canto suo, l'assessore ha invocato la privacy visto che nel 2015 non ricopriva l'incarico, ma l'Autorità nazionale anticorruzione ha aperto comunque un'istruttoria.

Alla fine, nel primo pomeriggio del 17 febbraio è arrivata la pubblicazione online dei redditi e dello stato patrimoniale, sollecitata anche da Sala intenzionato a non perdere il prezioso lavoro di Cocco. A destare interesse non è stato tanto il reddito percepito prima di entrare in politica - guadagnare bene non può essere considerato un demerito o una colpa - quanto il giardinetto delle azioni in suo possesso. Perché se un assessore ha interessi all'interno del settore che amministra, lo spettro del conflitto d'interesse si pone eccome.

LE AZIONI MICROSOFT E QUEI DUE ZERI IN PIÙ. Ebbene, dalla situazione patrimoniale si evince che Cocco oltre a detenere azioni di Enel, Telecom, Expedia e Trip Advisor ha partecipazioni in Microsoft pari allo 0,00076%, tradotto 3,79 milioni di euro. E non pari allo 0,0000076% come era stato pubblicato erroneamente sul sito in un primo momento. Due zeri in più che ridimensionavano dai milioni alle migliaia di euro la cifra. «L'assessore ha fatto un errore con i decimali», ha spiegato Sala. Che poi ha aggiunto: «È chiaro che si poteva fare tutto subito dall'inizio, ma era una valutazione personale e l'assessore riteneva che mostrare una cifra del genere potesse creare problemi, non si sentiva tranquilla». Non desta scandalo il suo reddito lordo di 224 mila euro guadagnato lavorando come manager per il colosso di Redmond, ci mancherebbe. Ma le azioni possono sollevare qualche dubbio sui rapporti tra il Comune di Milano e Microsoft. Il consigliere d'opposizione Basilio Rizzo aveva infatti chiesto nei giorni scorsi che questi rapporti in caso di gare di appalto venissero verificati.

La prima versione dell'indicazione di azioni e quote di partecipazioni a società di Cocco

La seconda versione dell'indicazione di azioni e quote di partecipazioni di Cocco

I consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno subito chiesto le dimissioni di Cocco. «Non solo si tratta di un dirigente Microsoft in aspettativa», si legge sul Blog, «ma l'assessore possiede anche quasi 4 milioni di dollari di azioni della Corporation, che incidentalmente è un fornitore primario del Comune di Milano. Si tratta di un conflitto di interesse manifesto e inaccettabile, tale da poter essere superato solo con le dimissioni».

Già all'insediamento della giunta si erano sollevati altrettante riserve anche sull'attuale assessore al bilancio Roberto Tasca, socio con l'attuale sindaco in Kenergy, impresa che produce energia fotovoltaica, e fondatori della finanziaria Medhelan Management & Finance. Acquistò una quota di minoranza in Medhelan pure Pietro Galli, il manager dei biglietti di Expo (direttore della divisione Sales & Entertainment).

GUAINERI E IL POSTO NEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO. Ma non è finita. Un altro giro sulla giostra dei conflitti d'interesse a palazzo Marino potrebbe regalarlo l'assessore allo Sport e Turismo Roberta Guaineri. Il problema? L'avvocato Guaineri è anche uno dei sei componenti laici del consiglio giudiziario, il Csm locale, per il quadriennio 2016-2020. Incarico che non ha abbandonato dopo l'elezione con la lista Beppe Sala- Noi Milano e la successiva nomina in Giunta. Già lo scorso luglio il consiglio giudiziario, come scrive il Corriere della Sera, aveva posto una questione generale formulando un quesito al Csm. Per ora non c'è stata alcuna risposta, la pratica giace in commissione. Tuttavia gli altri 23 componenti del consiglio giudiziario si domandano se la sua permanenza all'interno dell'organo sia opportuna, soprattutto alla luce delle indagini in corso su Sala per l'appalto della piastra Expo. Probabile che Guaineri a breve dovrà scegliere tra l'assessorato e il consiglio giudiziario. A meno che il Csm decida di lavarsene le mani.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso