Panel AIT 10 Maggio 2017
11 Maggio Mag 2017 0922 11 maggio 2017

Traffico di sigarette, lo studio di Intellegit e British American Tobacco

L’Italia del contrabbando, rotte, punti di transito e luoghi di consumo emersi dal report presentato il 10 maggio a Roma.

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L'evento di presentazione del report.

Il contrabbando di sigarette ha causato un buco nelle casse dello Stato di 822 milioni di euro di entrate mancate per il 2015. Fra i Paesi europei l’Italia è al ventunesimo posto nel consumo illecito: il 5,8 per cento delle bionde fumate è illegale. In Stati come Norvegia e Lettonia la percentuale è del 20. Rispetto agli altri possiamo considerarci virtuosi, ma il dato non è da sottovalutare. Secondo Giovanni Russo, Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo aggiunto, «da qualche anno il traffico di sigarette è diventato una fonte importante di finanziamento per le organizzazioni terroristiche e criminali in tutta Europa, soprattutto per la realizzazione immediata di alti margini di profitto che offre».

A portare l’attenzione sul tema è lo studio “L’Italia del contrabbando di sigarette. Le rotte, i punti di transito e i luoghi di consumo”, curato dalla startup sulla sicurezza dell’università di Trento Intellegit con il contributo di British American Tobacco Italia. Il report è stato presentato dagli autori il 10 maggio 2017 a Roma, nella sede della Società geografica italiana in villa Celimontana. Durante l’evento ha portato la sua testimonianza anche l’Onorevole Stefano Dambruoso, Questore della Camera dei deputati.

Onorevole Stefano Dambruoso, Questore della Camera dei deputati.

Il documento in questione incrocia i dati più recenti disponibili in materia, fra cui quelli di Bat sui sequestri di sigarette fatti dalla Guardia di Finanza e quelli ottenuti dalle attività di Mistery Shopper, cioè l’acquisto in incognito di campioni sul mercato illecito per poi analizzarli.
Dal rapporto si ricava un quadro completo del contrabbando:

IL FENOMENO. Le sigarette illecite sono per il 50 per cento illicit whites, cioè prodotte senza violare alcuna legge in Paesi extra europei ma destinate al mercato illecito dentro i confini dell’Unione e per il 34 per cento marchi noti venduti illegalmente. Il prezzo medio di un pacchetto frutto di contrabbando è di 3,50 euro mentre per gli illicit whites oscilla fra i due e i tre euro. Pochi sono invece i casi di contraffazione.

LE ROTTE. Secondo il rapporto, la maggior parte delle sigarette arriva da Ucraina e Bielorussia, dagli Emirati Arabi Uniti e dal Nord Africa. In questi Paesi un pacchetto costa fino a quattro euro in meno che in Italia: un dato che mostra come le differenze di prezzo siano uno dei motori del contrabbando e permettano ampi margini di profitto alle organizzazioni criminali coinvolte nel traffico. I picchi del consumo coincidono con gli aumenti del costo delle sigarette lecite: ne sono stati registrati due, uno nei primi tre mesi del 2015 e l’altro nel secondo trimestre del 2016, entrambe le volte a seguito di un rialzo del prezzo di 20 centesimi.

I PUNTI DI TRANSITO. L’Italia è per tradizione un Paese di consumo, ma negli ultimi anni anche di passaggio. Le sigarette arrivano via terra, dal confine con la Slovenia o dal Brennero, oppure via mare, dal Nord Africa o dalla Grecia. Le quantità trasportate sono diminuite: la nuova strategia delle organizzazioni criminali, in particolare quelle dell’Est Europa, è dividere i carichi e farli viaggiare in automobile, per avere danni non troppo drammatici in caso di scoperta. Nel 2015 i sequestri sono stati frequenti anche nei porti: a Reggio Calabria, dove c’è il porto di Gioia Tauro, sono state scoperte della Guardia di Finanza 86 tonnellate, a Bari quasi 30, a Genova 28.

I LUOGHI DI CONSUMO. Napoli, Palermo, Giugliano, in Campania e Salerno sono le città con più contrabbando. In particolare a Napoli quasi un pacchetto su tre è illegale. Al nord tra i primi posti c’è Trieste, seguita da Milano e Torino. Per spiegare la presenza maggiore in alcune città, lo studio Bat - Intellegit ha incrociato, per la prima volta, i dati sul consumo con quelli sulla disoccupazione e sulla criminalità organizzata: in entrambi i casi la relazione è diretta. Nei comuni con meno occupati, c’è più contrabbando e lo stesso vale per la criminalità: dove è più presente, le sigarette illecite sono di più. Commenta il Generale della Guardia di Finanza Stefano Screpanti: “Grazie a questo traffico, le più pericolose associazioni delinquenziali del nostro Paese si sono professionalizzate e sono diventate più organizzate”.

LE CITTÀ. Nei quattro Comuni monitorati da Mistery Shopper, Napoli, Milano, Bari e Palermo i modi di distribuzione delle sigarette illecite sono diversi. A Napoli la vendita avviene alla luce del sole, sulle bancarelle diffuse in tutta la città, complice il ruolo dei clan camorristici, mentre a Bari nei luoghi privati come case e circoli. A Milano venditori di nazionalità straniera operano in centro città, soprattutto ai Navigli, Porta Ticinese, Carrobbio, Indipendenza. A Palermo i traffici si concentrano negli storici mercati rionali, come Ballarò, Vucciria, Lattarini, sulle bancarelle o tramite gli ambulanti.

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