WOODCOCK
27 Giugno Giu 2017 1737 27 giugno 2017

Consip: chi è Larosa, il difensore di Woodcock allievo di Coppi

Il penalista napoletano in passato ha incrociato più volte il pm accusato di violazione di segreto d'ufficio. Dalle condanne per diffamazione a Gasparri fino al processo De Gregorio. Il profilo.

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C'è un incrocio di avvocati che vale la pena raccontare nell'inchiesta Consip. Henry John Woodcock, il magistrato napoletano che ha dato il via all'indagine che ha travolto il Giglio magico dell'ex premier Matteo Renzi, sarà difeso nell'accusa di violazione di segreto d'ufficio dal penalista Bruno Larosa, tra i più importanti del foro napoletano. Larosa non è un nome qualunque nell'ambiente: è stato allievo di Franco Coppi, già avvocato dell'ex premier Silvio Berlusconi e ora difensore di Luca Lotti, ministro per lo Sport, in un altro filone dell'inchiesta Consip, quello sulla fuga di notizie. A quanto risulta a Lettera43.it Larosa avrebbe chiesto a Coppi di assisterlo nella difesa di Woodcock. Del resto i due hanno difeso insieme anche Marco Milanese, ex braccio destro di Giulio Tremonti, nel processo del Mose di Venezia. Tuttavia non si sa ancora se il suo 'maestro' potrà accontentarlo perché già impegnato proprio con Lotti.

IL PUNTO SULL'INCHIESTA CONSIP. Lo scontro di potere sull'appalto da 2,7 miliardi di euro si arrichisce così di nuovi colpi di scena. La procura di Roma diretta da Giuseppe Pignatone appare ormai come un arbitro imparziale che mena fendenti sia contro i magistrati napoletani sia contro gli indagati dell'inchiesta. L'indagine su Woodcock, con lui è indagata anche la compagna di una vita Federica Sciarelli conduttrice di Chi l'ha visto, rappresenta uno dei tanti rivoli dell'indagine. Il principale riguarda sempre l'imprenditore Alfredo Romeo per cui la procura romana ha chiesto il giudizio immediato. Allo stesso tempo il dirigente di Consip Marco Gasparri, che ha confermato ai magistrati di essere stato corrotto con 100 mila euro in quattro anni da Romeo, avrebbe chiesto il patteggiamento. Non solo, anche l'ex presidente della Centrale acquisti della pubblica amministrazione avrebbe confermato ai magistrati di aver saputo dell'indagine dal comandante generale dei carabinieri Tullio Del Sette.

WOODCOCK: «ASSOLUTA FIDUCIA NEI COLLEGHI». Ormai è una guerra a tutto campo, tra politica, forze dell'ordine e magistratura. «Il mio assistito è sereno e pronto a spiegare tutto», ha spiegato Larosa, avvocato Woodcock. «Ha fiducia e non può essere altrimenti», ha aggiunto, «è un magistrato e come tale non può che avere fiducia nel sistema». Il legale spera che «si svolgano accertamenti a 360 gradi al fine di escludere tutti i dubbi, perché va fatta salva la professionalità dei soggetti coinvolti». Lo stesso Woodcock si è detto tranquillo. «Ho assoluta fiducia nei colleghi della procura di Roma», ha ribadito, «e sono quindi certo che potrò chiarire la mia posizione, fugando ogni dubbio e ombra sulla mia correttezza professionale e personale».

L'avvocato Bruno La Rosa.

La vicenda sembra uscita dal libro Magistrati! scritto dallo stesso Larosa e pubblicato quattro anni fa: Guido Castiglione, penalista in carriera, difende Ignazio Cirillo, un ex pm assegnato all'ufficio ispettivo del ministero della Giustizia, arrestato dai colleghi lo stesso giorno del suo insediamento. Siamo certo lontani da un arresto per Woodcock ma i retroscena del libro popolato da un sistema politico-affaristico che coinvolge magistrati, uomini d'affari, giornalisti, banchieri, alti ufficiali delle forze dell'ordine e burocrati di Stato ricorda qualcosa.

GLI INCROCI TRA L'AVVOCATO E IL PM. Non sarebbe la prima volta che l'avvocato difende il pm napoletano. Il primo incrocio durante la nota inchiesta Vallettopoli. Per ben due volte Woodcock portò davanti ai colleghi per diffamazione il senatore dell'allora Pdl Maurizio Gasparri e per due volte il magistrato ebbe la meglio. La prima nel 2004 quando, una volta appresa la sua archiviazione nell'inchiesta, Gasparri disse in una intervista radiofonica: «È stata spazzata via la farneticante accusa di un giudice irresponsabile di Potenza». Il tutto si risolse nel 2011 con la condanna del senatore al risarcimento danni e al pagamento delle spese di giudizio. Due anni dopo, nel 2006, Gasparri ci ricadde finendo nei guai per un'altra intervista rilasciata a margine dell'arresto da parte di Woodcock di Vittorio Emanuele. «Quel pm spara a vanvera», attaccò il pidiellino. «Spara accuse ridicole, spara nomi a casaccio, è così poco attendibile che il giorno che dovesse arrestare un colpevole lo vedrà finire assolto,è un personaggio boccaccesco. Si narra che a Potenza ci fosse una liaison fra lui e una magistrata donna, adibita ad altra funzione». Finì con 600 euro di multa e una provvisionale immediatamente esecutiva di 10 mila. Invece l'ultima volta (nota) che i due, Larosa e Woodcock, si sono ritrovati dalla stessa parte del banco è stata nel 2014 al processo all'ex senatore Sergio De Gregorio per la compravendita dei parlamentari in occasione della caduta del governo Prodi. Allora Larosa rappresentava Forza Italia che si costituì responsabile civile.

CURRICULUM DI ECCELLENZA. Larosa vanta, come si diceva, un curriculum di tutto rispetto: oltre all'ex sottosegretario Milanese in tandem con Coppi, Larosa ha difeso il prefetto Francesco La Motta, ex numero due dell'Aisi e prima ancora responsabile del Fondo edifici di culto presso il ministero dell'Interno (archiviato per gli ammanchi allo stesso Fondo), e l'ex vicecapo del Viminale Nicola Izzo, anche lui archiviato nell'inchiesta sugli appalti per la costruzione del Centro elaborazione dati di Napoli.

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