PIROZZZI
24 Settembre Set 2017 1451 24 settembre 2017

Sisma, sms solidali: la procura ascolterà Pirozzi

Il sindaco di Amatrice aveva lanciato una chiara accusa dal palco di Atreju. «Fondi mai arrivati a popolazioni colpite dal sisma». Intanto la Protezione civile si difende: «Nessun euro donato è sparito».

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Non sono spariti i soldi raccolti con gli sms solidali degli italiani per le popolazioni terremotate. Sono a disposizione del Commissario straordinario per la ricostruzione che li destinerà al finanziamento di progetti nei comuni colpiti. Tra questi non ci sono Amatrice ed Accumoli (Rieti) - tra i centri più danneggiati - ma solo perché lì le spese erano già state coperte. Commissario per la ricostruzione, Protezione civile e Ufficio per la ricostruzione del Lazio hanno così replicato alle accuse dei sindaci dei due Comuni che avevano lamentato la mancata assegnazione dei soldi. Intanto la polemica, in vista delle prossime Regionali in Lazio, è stata cavalcata dal segretario della Lega Matteo Salvini e da Maurizio Gasparri. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi sarebbe pronto a scendere in campo per il centrodestra.

LE ACCUSE DEI SINDACI. Intanto, la procura di Rieti apre un'inchiesta sulla vicenda e sentirà lo stesso Sergio Pirozzi, primo cittadino di Amatrice. Trattandosi però di fondi gestiti a Roma, da Protezione civile e Commissario per la ricostruzione, è probabile che il fascicolo finisca nella procura della Capitale. Pirozzi circa la gestione dei fondi aveva parlato di «scelta scellerata» fatta senza tenere «conto degli italiani», precisando però di non aver mai detto che i soldi raccolti con gli sms fossero spariti. Anche per il primo cittadino di Accumoli, Stefano Petrucci, «l'operazione sms è stata poco trasparente, ha deluso la popolazione». Sulla stessa linea il sindaco di un altro Comune terremotato, Arquata del Tronto (Ap). «Ad Arquata», è stata l'accusa di Aleandro Petrucci, «con i soldi degli sms solidali, 2,1 milioni, dobbiamo ricostruire il Municipio ma finora non si è visto un euro, sui monti c'è la neve e non ho una lettera, un documento che mi consenta di avviare la progettazione e la gara d'appalto».

La Protezione civile non ci sta a finire sul banco degli accusati e precisa che i 33 milioni di euro raccolti non sono spariti, ma «sono confluiti nella contabilità speciale del Commissario straordinario alla ricostruzione dopo l'approvazione dei progetti proposti dalle Regioni d'intesa con i territori colpiti». Complessivamente sono 18 i progetti approvati con la supervisione del Comitato di garanti nominato per l'occasione. Posizione ribadita dal commissario per la Ricostruzione, Paola De Micheli, che ha osservato: «Ogni polemica o strumentalizzazione non aiuta in alcun modo la ricostruzione e rischia di creare un clima sfavorevole alla ripartenza dei territori colpiti dal sisma». Da parte sua, l'Ufficio per la ricostruzione del Lazio ha contrattaccato: «Con i soldi dei cittadini non si scherza e nessun giochetto politico elettorale può giustificare polemiche». Sottolineando che «tutte le scelte di ripartizione delle opere sono state assunte con il consenso del Comitato dei sindaci dove sono rappresentate tutte le amministrazioni dell'area del cratere».

SALVINI ALL'ATTACCO. Il centrodestra cavalca la polemica. «Il Pd di Gentiloni e Zingaretti», ha attaccato il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, «spieghi a chi ha perso la casa ad Amatrice, Accumoli, Arquata o Pescara del Tronto perché a loro non arriverà nemmeno un euro dagli sms di solidarietà. Vergogna». Maurizio Gasparri (Fi) ha dichiarato di aver girato alla procura di Roma le affermazioni fatte da Pirozzi circa «l'inganno che è stato fatto a tutti i cittadini italiani con la raccolta di fondi tramite sms».

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