Papa Francesco Rende Omaggio A Don Tonino Bello
20 Aprile Apr 2018 1109 20 aprile 2018

Don Tonino Bello, il prete che ha sfidato i cecchini di Sarajevo

Papa Francesco rende omaggio al vescovo pugliese con una messa davanti a 40 mila fedeli. 

 

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«Qui non è arrivata l'Onu dei potenti, ma l'Onu della base, dei poveri». Sarajevo, 11 dicembre 1992. Nel cinema Privi Maj don Tonino Bello pronunciava il discorso conclusivo di «Anch'io a Sarajevo», una marcia per la pace, organizzata con meno di 500 persone nel pieno della guerra, tra i cecchini che sparavano dai palazzi e le bombe che cadevano dal cielo.

IL PAPA IN PUGLIA A 25 ANNI DALLA MORTE Don Tonino Bello, vescovo della diocesi di Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi, muore per un tumore allo stomaco pochi mesi dopo quel discorso, il 20 aprile del 1993. A 25 anni esatti dalla sua scomparsa papa Francesco ha organizzato un viaggio nel Salento per ricordarlo. Dopo una tappa ad Alessano, dove don Tonino è sepolto, si è spostato a Molfetta per celebrare la messa. Qui il pontefice ha ricordato la vita del vescovo pugliese davanti a 40 mila fedeli, sottolineando il suo impegno per una Chiesa umile, lontana dalla mondanità e vicina al suo popolo.

«DON TONINO, UN PASTORE FATTORI POPOLO». «Don Tonino», ha spiegato Francesco, «ha vissuto così: tra voi è stato un vescovo-servo, un pastore fattosi popolo, che davanti al tabernacolo imparava a farsi mangiare dalla gente. Sognava una chiesa affamata di gesù e intollerante ad ogni mondanità, una chiesa che sa scorgere il corpo di Cristo nei tabernacoli scomodi della miseria, della sofferenza, della solitudine».

Nato ad Alessano il 18 marzo 1935, don Tonino si è sempre impegnato nelle campagne per il disarmo, compresa quella per l'obiezione fiscale alle spese militari. Nel 1985 fu nominato dalla Conferenza episcopale italiana come guida della Pax Cristhi, il movimento cattolico internazionale per la pace nato in Francia nel 1945. Sempre vicino agli ultimi è lui ad aver coniato la definizione di «Chiesa del grembiule», una chiesa vissuta senza eccessi di forma, senza accessori costosi perchè «il grembiule è l'unico paramento indossato da Gesù nel Vangelo».

LA MARCIA A SARAJEVO NEL PIENO DELLA GUERRA È seguendo questo credo che don Tonino organizzò alla fine del 1992 la marcia «Anch'io a Sarajevo». Nel mezzo del conflitto serbo-bosniaco è riuscito a radunare volontari provenienti da otto Paesi diversi. Un continengente di 496 persone che il 7 dicembre 1992 si sono incontrate ad Ancona per andare in Bosnia. Tra loro c'erano medici, infermieri, giornalisti e anche deputati. Il programma era quello di arrivare in nave a Spalato, in Croazia, per poi muoversi verso Sarajevo e entrare nella città senza la protezione delle forze armate dell'Onu. Il piano riuscì e a nella capitale bosniaca vennero portate in dono anche due ambulanze, una per i Serbi e l'altra per i bosniaci.

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