Elezioni a maggio? Colle, pure fantasie

Consultazioni per il governo

Giulio Sapelli
14 Maggio Mag 2018 1210 14 maggio 2018

Cosa dice Sapelli di Mattarella, Macron, Trump

Il discorso del presidente dopo le consultazioni è stato «gravissimo», il francese è un «soldatino massonico», Donald può liberarci da tecnocrazia e austerity tedesca. Le parole dell'economista.

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Nemico dell'Europa a trazione franco-tedesca, avversario dell'ultraliberismo, “fustigatore” della classe dirigente italiana “compradora”, critico nei confronti di Mattarella. Giulio Sapelli, candidato della Lega a Palazzo Chigi per lo spazio di poche ore (l'altro nome emerso è quello di Giuseppe Conte), è anche uno degli economisti che più spesso intervengono, con editoriali e interviste, nel dibattito pubblico italiano. Raggiunto dall'Ansa, in mattinata, ha confermato la sua candidatura: «Sono stato contattato da entrambi le parti politiche e ho dato la mia piena disponibilità. Mi hanno spiegato che stanno valutando anche un altro profilo, quello di Conte e non mi hanno ancora detto chi hanno scelto». «Ho detto loro», ha poi aggiunto, «che vorrò dire la mia sui ministri ho parlato con il collega Domenico Siniscalco, che spero di avere al mio fianco come ministro del Tesoro». Parole però smentite a stretto giro sia da M5s che Lega: «Non è Sapelli il nome del premier che sarà portato al Colle». Subito dopo lo stesso Sapelli ha gettato la spugna: «Ieri sera mi avevano chiesto di incontrarmi quelli dei 5 Stelle, insieme alla Lega, vorrà dire che hanno cambiato parere. Io ci tenevo a fare qualcosa, perché avevo letto il loro programma e mi sembrava un buon programma».

Ecco una piccola guida al Sapelli-pensiero attraverso i suoi ultimi interventi (leggi anche le interviste di L43 «Renzi non conosce la Costituzione» e «All'Italia occorre una rivoluzione»).

L'ATTACCO A MATTARELLA: «HA RISCHIATO DI CREARE PANICO». L'intervista più recente rilasciata a Vita contiene un passaggio fortemente critico nei confronti del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Sono anni che in Italia ci dimentichiamo che i governi si costruiscono secondo la volontà popolare. Napolitano in questo senso è stato l'apice di questa sottrazione di potere al parlamento. E anche il discorso di Mattarella di qualche giorno fa, con quei toni drammatici, è stato a mio avviso gravissimo. Ha rischiato di creare il panico. E le turbolenze dei mercati che tutti hanno attribuito all'incertezza prima e all'accordo tra Di Maio e Salvini poi credo siano state il frutto di quelle dichiarazioni». Nella stessa intervista l'economista sostiene che in Italia «ci sono una vecchia borghesia compradora (una classe senza autonomia materiale e soggiogata agli interessi del capitale esterno, ndr) e una nuova borghesia nazionale che rappresenta le piccole e medie imprese. I secondi non vivono facendo favori all'estero contrariamente ai primi. Lo scontro avverrà tra questi due gruppi di potere».

L'Europa è governata da coorti tecnocratiche, burocratiche, partitiche, nazionali

Giulio Sapelli

Giulio Sapelli è critico sulla possibilità dell'Unione europea di governare realmente il continente. In un articolo del 21 aprile su Il Sussidiario, giornale online con cui collabora e da cui sono tratte tutte le prossime citazioni, dopo un lungo excursus storico l'economista spiega: «Invece degli eserciti oggi ci sono le coorti tecnocratico-burocratico-partitiche-nazionali che governano il costrutto costituzionale europeo, né federale, né confederale e che produce per questo continui attriti e lotte di potere». Inoltre è sbagliata, secondo Sapelli, la strategia dei cambi fissi in Europa, e quindi l'euro: «Le divergenze sono in atto tra le nazioni europee già da una ventina d’anni e l’avvento del sistema a cambi fissi con moneta unica non ha fatto che farle aumentare sempre più» .

MACRON? «SOLDATINO MASSONICO». Tale posizione è accompagnata da toni fortemente critici nei confronti di chi oggi governa la Francia e la Germania. Parigi viene attaccata soprattutto per la strategia portata avanti in Libia: «La Francia si comporta come un ubriaco accecato da un neo-gaullismo da esaltati: oltraggia l'Italia in ogni modo, ne calpesta i diritti giuridici internazionali e civilistici consolidati in economia, non coordina nessun'azione connessa sul piano diplomatico, scaraventa contro l'Italia il rapporto consolidato che essa ha con l'Egitto e l'Arabia Saudita, per cacciare l'Italia e le sue imprese fuori dalla Libia». Tutto per colpa di Macron che viene definito «il soldatino massonico di rito scozzese, caricato a molla».

CONTRO L'AUSTERITY TEDESCA. La Germania, invece, è un obiettivo polemico soprattutto perché guardiana dell'austerity europea e quindi artefice di un sistema che svantaggia l'Italia. «Coloro che mi leggono», scrive Sabelli, «sanno poi che il marcio risiede a parer mio nell’applicazione da parte della Germania delle teoricamente deboli ma dannosissime prediche dell’ordoliberismo, che attraverso il Fiscal compact sono state imposte a tutta l’Europa trascinandola nella deflazione. Essa non fa paura ai tedeschi ordoliberisti perché sono un’economia export lead grazie alla competitività idiosincratica dei prodotti. Ma per sistemi a bassa innovazione compensata da svalutazioni competitive è disastrosa quando queste ultime sono impossibili con moneta unica. Si ricorre - e l’Italia è ormai maestra in questo - alle svalutazioni interne, ossia ai bassi salari grazie alla liberalizzazione del mercato del lavoro e all’esercito industriale di riserva che veniva un tempo dal Sud Italia e ora dal Sud del mondo in spregio a ogni ragionevolezza».

Trump deve tornare al neo-protezionismo

A fianco della sfiducia nei confronti dell'Europa, Sapelli nutre una certa fiducia su un ipotetico asse Mosca-Washington. Secondo l'economista l'unica strada per una reale pacificazione in Medio Oriente passa non dall'Europa debole e divisa, ma da una grande alleanza tra gli Stati Uniti di Trump e la Russia di Putin: «In quelle terre conta il conflitto tra sciiti e sunniti e l'unico modo di conquistare la pace è ridisegnare con la spada i nuovi confini e Usa e Russia sono gli unici che possono farlo». La leadership degli Usa in particolare è fondamentale per Sapelli nel liberare l'occidente dalla tecnocrazia: «Trump deve essere fedele al suo primitivo e oggettivo messaggio che ha lanciato al mondo per il solo suo porsi: finirla con la deflazione tedesca e gli accordi imperiali che altro non possono essere che tecnocratici, al giorno d'oggi, e ritornare a una politica di grande intese fondate sul principio nazionale e su un neo-protezionismo selettivo che limiti il potere disgregativo e di disintermediazione commerciale e logistico della grande finanza».

CONTRO LE POLITICHE DEI DIRITTI UMANI. Convinto sostenitore di una politica basata sui rapporti di potere tra grandi potenze, ha parole molto dure nei confronti di chi si professa difensore dei diritti umani e vorrebbe una politica estera basata su questi: «La fissazione ideologica, il fanatismo dell'umanitarismo radical-chic ha vinto». E poi: «Tutto il mondo è in preda al dominio non degli interessi imperialistici, di benemerita memoria, descritti da Hobson, Lenin, Rosa Luxemburg, Schumpeter, ma dei mantra dei profeti degli inconoscibili diritti umani, che non si sa cosa siano se non un velo per convalidare la pazzia delle nuove elite del potere del capitalismo finanziarizzato».

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